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Ultime sul trading online da edilbroker.it: Gram in pericolo?

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31 ottobre 2019. Questa era la data prevista per il lancio della criptovaluta Gram, valuta proprietaria di Telegram LLC. Le cose non sono come da programma e, dopo l’intervento della SEC, il lancio sarà molto probabilmente posticipato, almeno per il momento.

La notizia, come prevedibile, non ha certo lasciati indifferenti trader e addetti ai lavori, a causa delle ovvie applicazioni legate non solo al mondo delle criptovalute, ma a tutto il mondo del trading online.

Per chi non masticasse a sufficienza una materia come quella del trading online, il consiglio è di visitare la pagina di Edilbroker.it,sito di riferimento assoluto per ogni trader italiano, grazia alla quale moltissimi neonati trader sono riusciti a padroneggiare subito la materia, districandosi in un mondo   nel quale preparazione e competenza la fanno da padrone.

SEC contro Gram: quali i provvedimenti

Come già accennato, Pavel Durov, imprenditore russo fondatore di Telegram, ha posticipato il lancio della sua criptovaluta a causa dell’azione di regolamentazione da parte della SEC (Securities and Exchange Commission).

Molti analisti sono convinti che l’autority americana sarebbe preoccupata soprattutto dalle cosiddette ICO (Initial Coin Offering), le quali si dimostrano spesso davvero penalizzanti nei confronti dei risparmiatori, a causa della forte ipervalutazione con cui vengono lanciate, per poi assestarsi entro limiti ben più bassi, sfavorendo cosi i sopraccitati.

Come già successo nei confronti di Libra, criptovaluta di Facebook Inc., anch’essa tenuta sotto stretto controllo, autorità di vigilanza e governi non sembrano per niente entusiaste per ciò che riguarda il lancio di queste nuove valute crypto.

I membri del G7 avevano già mostrano preoccupazione per il tentativo di Zuckerberg, che tuttavia può contare su una data di lancio ancora più o meno lontana, che secondo le sue intenzioni gli permetterà di correre ai ripari e avviare il progetto senza intoppi.

Per Gram la situazione è più complessa: il lancio era ormai imminente e le prenotazioni di questi token sarebbero già arrivate all’invidiabile cifra di un miliardo di dollari dai soli investitori statunitensi. Posticipare la data di uscita non è altro che un modo per evitare di dover rimborsare i vari investitori, cosa che potrebbe anche portare ad una fine prematura della valuta dei fratelli Durov.

2020: l’anno delle criptovalute

Con tutta probabilità sia Libra che Gram saranno comunque lanciate entro l’anno 2020, cercando così di non perdere terreno rispetto ai competitor.

Anche crypto già sul mercato, come Bitcoin, aspettano con grande interesse l’anno che verrà. Parliamo, per esempio, proprio diBitcoin.

La criptovaluta più famosa al mondo sta attraversando un momento che certo non si può definire florido. Ad oggi la quotazione di mercato si attesta sui 8.017,71 dollari, con variazioni comunque non troppo distanti da questa cifra. Per dare un’idea a fine 2017 la quotazione raggiungeva circa 20.000 dollari e non è stata nemmeno il massimo assoluto.

Nonostante quindi uno stato di forma non invidiabile, sono molti gli analisti convinti in un’imminente impennata delle quotazioni, primo fra tutti il famoso ed eccentrico programmatore John McAfee.

McAfee non è certo nuovo ad uscite del genere, e certo spesso non si rivelano per niente errate. Secondo la sua opinione rarità del Bitcoin sarà la principale ragione di questa impennata, poiché sono ormai pochi quelli ancora da minare e ciò non può che portare ad una ipervalutazione del prodotto.

Certo la sua previsione potrebbe sembrare eccessiva: per lo statunitense Bitcoin raggiungerà il milione di valutazione (contro i circa 8000 attuali) entro la fine del 2020, andando a rappresentare l’opzione più ghiotta per i trader di tutto il mondo.

Se la previsione di McAfee potrebbe non convincere totalmente, dobbiamo ravvisare che non è certo l’unico convinto di un’esponenziale crescita del valore di BTC.

Anche l’autorevole Benzinga sarebbe convinta che l’attuale quotazione sarebbe nient’altro che una fase di passaggio assolutamente fisiologica e che, sempre entro la scadenza del prossimo anno, la quota sarà di almeno 50.000 dollari.

 

 

 

 

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