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“Treni in Valbormida come carri bestiame”: mezzi aggiuntivi in arrivo, ma il piano straordinario potrà scattare solo il 5 dicembre

Numerose lamentele sulle linee della Valbormida, ma mettere in campo più mezzi è difficile: verranno trasferiti in Liguria da altre regioni

Liguria. “Solo 3 carrozze, tutti in piedi, quasi non si chiudono le porte“. “Questa è la situazione del treno che alle 7.30 passa da San Giuseppe per raggiungere Savona. In questi giorni in cui è chiusa la tratta ferroviaria Savona-Alessandria ed è pure interrotta la Sp29 del Cadibona. Ferrovie aggiungi delle carrozze!“. Sono due dei tanti messaggi che in queste ore stanno arrivando alla redazione di IVG dai passeggeri dei treni sulla tratta tra Savona e la Valbormida.

Alcuni sono pendolari abituali, altri invece automobilisti “obbligati” dall’emergenza ad affidarsi ai treni. Una testimonianza in particolare ben fotografa la situazione: “Abito a Carcare e, dal momento in cui lavoro a Savona, da lunedì mi sono organizzata prendendo il treno per recarmi al lavoro – ci racconta un’altra lettrice – Tanti, tanti sono stati i danni sulle nostre strade e un’ennesima chiusura della Sp29 mette in ginocchio l’entroterra dalla riviera. Questa mattina in stazione a San Giuseppe di Cairo tutti i lavoratori, compresa la sottoscritta si sono trovati a dover viaggiare in quello che si può chiamare un ‘carro bestiame’. Il treno reg n. 4681 delle 7.30 infatti era provvisto solamente di due carrozze” (in realtà tre, come afferma anche il lettore citato a inizio articolo, ndr).

“Dal momento in cui si era al corrente di questa triste situazione già da diversi giorni ma ancor di più, già dal pomeriggio di ieri, Trenitalia poteva in qualche modo agevolare i pendolari e coloro obbligati a usufruire del loro servizio intensificando il numero di carrozze“. Il servizio, infatti, è stato effettuato con un Minuetto, ossia il materiale “standard” previsto dal turno: nessuna carrozza in meno, ma nemmeno in più. “Tra le altre cose ritengo essere molto costoso pagare 3.60 euro la tratta solo andata San Giuseppe di Cairo – Savona viaggiando tra le altre cose in condizioni a dir poco sicure causando anche malesseri fisici di alcuni passeggeri. Vi ringrazio se prenderete in carico il mio sfogo che vorrebbe servire soltanto da miglioria in questo momento di criticità assoluta”.

Un’emergenza nell’emergenza, insomma. A cui Trenitalia ha iniziato a rispondere, ma per farlo in maniera davvero efficace occorrerà del tempo. “Dopo una giornata di contatti frenetici abbiamo concordato con Trenitalia nazionale un piano complessivo che porterà a un significativo incremento dei treni sulle linee pendolari interregionali, ma per partire bisognerà attendere dopo il 5 dicembre – ha spiegato Gianni Berrino, assessore regionale ai trasporti, dopo l’incontro tra Regione e parti sociali – Dal crollo di ponte Morandi Trenitalia è già al massimo dello sforzo operativo, quindi servirà qualche giorno per far arrivare mezzi e uomini da altre regioni italiane per potenziare i trasporto ferroviario”.

Due le difficoltà a cui Trenitalia si trova a dover fare fronte. La prima, spiegano, riguarda le difficoltà per gli operatori ferroviari di muoversi in territori con strade chiuse per raggiungere il posto di lavoro e garantire il servizio. La seconda, invece, è legata alla necessità di ulteriori uomini e mezzi che però devono necessariamente essere trasferiti in Liguria da altre regioni italiane.

Intanto, da domani 28 novembre scatterà un primo potenziamento che porterà ad avere 800 posti in più sui treni delle linee Genova-Acqui e 700 sul nodo genovese, con l’utilizzo di treni più capienti. Ancora nessuna informazione su un eventuale potenziamento da domani delle linee tra Savona e la Valbormida: il piano è in continua lavorazione in queste ore.

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