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Toti: “I poteri commissariali alle amministrazioni locali dovrebbero essere la normalità”

"Quando vengono dati i poteri per decidere le cose gli viene riconosciuta l'autorevolezza per diventare un motore di sviluppo per il Paese"

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Liguria. “La tragedia di Ponte Morandi ha dimostrato che quando alle amministrazioni locali vengono dati i poteri per decidere le cose, gli viene riconosciuta anche quell’autorevolezza che qui ha consentito di creare l’humus per diventare nuovamente un motore di sviluppo per il Paese. Io credo che non dovremmo avere un sindaco e un presidente di Regione commissari: quei poteri commissariali dovrebbero essere l’ordinarietà delle istituzioni locali”.

Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti nel suo intervento questa sera al Teatro Carlo Felice all’incontro “Le grandi aree urbane, crocevia di sfide e di opportunità di sviluppo. Una riflessione dedicata a Genova” organizzato da Banca Passadore & C.

“Il dibattito sul ruolo delle grandi città come motore di sviluppo del Paese che le ospita e come luogo di grandi responsabilità delle classi dirigenti riguarda anche Genova – ha aggiunto il presidente Toti – e credo che in questa città il drammatico passaggio di Ponte Morandi ci abbia fornito appigli per trovare alcune risposte. Noi dobbiamo pretendere di contare per quello che è giusto che conti una straordinaria città come Genova, avendo anche la consapevolezza che dobbiamo trainare il Paese, diventando la punta di diamante del suo sviluppo. Il fatto che a Genova le cose abbiano funzionato credo sia legato all’assunzione di responsabilità, collettiva e individuale, che c’è stata dopo il 14 agosto 2018”.

Secondo il governatore Toti “nel nostro paese spesso non si è saputo distinguere tra il legittimo confronto politico e l’autodistruttività di un sistema incapace di trovare un minimo comune multiplo che vada oltre ad un mandato elettorale: se ogni volta che qualcuno siede su una poltrona si sente in diritto di ridiscutere l’intero modello di sviluppo del luogo in cui governa, io credo che riusciremo a fare non un ponte ma neppure un marciapiede. Qui, a Genova e in Liguria – ha proseguito Toti – non è accaduto perché alle amministrazioni locali sono stati dati i poteri per decidere e anche l’autorevolezza per farlo e attorno a quella autorevolezza si è costruito un humus sociale che ci ha permesso di andare avanti: la città è ripartita e ha saputo tornare ad essere un modello positivo di efficienza e efficacia per tutto il Paese. Penso – ha concluso – che questa sia la strada giusta da percorrere”.

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