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Savona, Pd contro il Comune: “Mutuo per Villa Zanelli e non per piscina e mercato civico”

"Ci si indebita con interessi a carico dei savonesi per fare un albergo e non per i servizi fondamentali"

Savona. “Dopo l’annuncio del presidente Toti (l’ennesimo) sul’avvio dei lavori di ristrutturazione di Villa Zanelli a febbraio 2020 (l’annuncio precedente dava per certo l’inizio dei lavori entro l’autunno 2018) si scopre oggi che il bando per i lavori sarà pronto tra un mese e che i lavori inizieranno nell’estate 2020. Ma la cosa che stupisce è che per far partire i lavori il Comune dovrà indebitarsi perchè, come si sa ormai da mesi, non è previsto un anticipo sui lavori”. Lo denunciano i consiglieri comunali savonesi del gruppo Pd.

“Si accende così il famoso mutuo con Cassa Depositi e Prestiti: fino a poco tempo fa, anche su operazioni di importo ben inferiore era stato escluso il ricorso ai mutui di CDP a causa del Piano di Riequilibrio. Altre operazioni, come la ristrutturazione dei forni crematori, che si è preferito assegnare ai privati sulla base di un vincolo (l’impossibilità di ricorrere a mutui che scopriamo ora essere inesistente). Ma la questione del waterfront di ponente, in cui è inserito il restyling di Villa Zanelli è ancor più sospetta. La Regione aveva assegnato al Comune un anticipo di 5 milioni a valere sul fondo strategico già nel 2018: anticipo poi cancellato per destinarlo ad altri Comuni”.

“Scelta incomprensibile – tuonano Elisa Di Padova, Cristina Battaglia, Paolo Apicella e Gianni Maida – perchè con quell’anticipo, i lavori sarebbero potuti partire un anno fa senza ricorrere all’indebitamento. Ma, se da un lato, è importantissimo non perdere il finanziamento di 18 milioni del governo sul bando perfierie, dall’altro fa saltare sulla sedia il fatto che i cittadini savonesi siano chiamati a pagare un debito (e quindi i relativi interessi) per la ristrutturazione di Villa Zanelli che verrà trasformata in un hotel di lusso e affidata a privati i quali pagheranno oneri di concessione per la gestione non al Comune ma al proprietario (cioè Arte). In buona sostanza, i savonesi pagheranno un mutuo per la ristrutturazione della Villa i cui benefici andranno all’albergatore che avrà la concessione (e i ricavi dalla gestione) e ad Arte”.

“Abbiamo sempre detto che la ristrutturazione di Villa Zanelli, attesa dai savonesi dopo tanti anni e finalmente possibile grazie ai fondi del governo, dovesse prevedere una destinazione pubblica e utile per la città (il vecchio progetto già finanziato e affossato da Vaccarezza allora Presidente della Provincia di Savona, di realizzare nella Villa un istituto di alta formazione per il turismo, avrebbe avuto ricadute importantissime su Savona e sull’attrattività per i giovani savonesi e non)”.

“In sintesi: non si fanno mutui – ad esempio – sull’impiantistica sportiva – Secondo lotto della Piscina Zanelli – e sul Mercato civico che rappresentano il primo un fondamentale servizio ai cittadini, l’altro un’opportunità di sviluppo economico e valorizzazione della città e si tenta di assegnarli ai privati con i risultati recenti di due gare deserte ma ci si indebita con gli interessi a carico dei savonesi per realizzare un albergo con 8 stanze e una Spa” concludono.

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