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Regione, gruppi di opposizione all’attacco: “Subito un consiglio regionale straordinario sulla sanità”

A domandarlo con una richiesta formale depositata agli uffici regionali sono i gruppi di minoranza di Linea Condivisa, PD e M5S

Provincia. Cresce la polemica in consiglio regionale tra l’amministrazione guidata da Giovanni Toti e le opposizioni. I gruppi di minoranza del Partito Democratico, di Linea Condivisa e del Movimento 5 Stelle, infatti, hanno chiesto a gran voce un consiglio regionale straordinario a tema “sanità”.

Spiega in una nota il consigliere di minoranza di “Linea Condivisa” Gianni Pastorino: “Ci uniamo alle altre opposizioni per la richiesta di un consiglio regionale straordinario e monotematico, con il quale mettere un punto chiaro sullo stato della sanità in Liguria. Risposta attesa dagli uffici entro 15 giorni”.

Continua Pastorino: “Cos’è, in sintesi, la sanità per Toti e Viale? Una perenne campagna promozionale sui “grandi successi”, mai conseguiti, e una sbornia da eccesso di inaugurazioni, fasulle. Al netto di tutto questo, la salute in questa regione registra un continuo peggioramento, per il quale esistono responsabilità precise e dirette: aumenta il deficit del bilancio sanitario, raddoppiano le fughe di pazienti verso altre regioni, le liste d’attesa si allungano, zero concorsi e zero assunzioni di personale medico e infermieristico per far fronte al turnover. E poi: obsolescenza delle strumentazioni e delle infrastrutture, un progetto di governance dispersivo e bizantino, che non ha eguali in Italia, nomine su nomine di dirigenti di cui davvero non si sente il bisogno. E infine, maldestri tentativi di privatizzazione che talvolta risultano indigesti pure ai privati, vedi l’ospedale di Erzelli – dichiara il capogruppo Gianni Pastorino, fra i firmatari della richiesta di convocazione – di fronte a questo fallimento plateale, che non risparmia nessun ambito della sanità, l’Assessore Viale si dimostra ormai a corto di idee e di soluzioni. Ultima prova, in ordine di tempo, le sue risposte stizzite alle legittime critiche mossegli nel consiglio regionale di martedì scorso. Una messinscena cui ormai siamo abituati, Viale si spazientisce e misura col bilancino le dichiarazioni stampa, sue e altrui, decidendo cosa le è gradito o sgradito. Cerca appigli, insomma, però nel frattempo fugge a gambe levate dalla marea di problemi che monta di fronte alla giunta. Siamo a 6 mesi dalle consultazioni, è venuto il momento di tirare le somme».

“Da anni, come gruppo consiliare, denunciamo questa tendenza allo sfascio, che ha prodotto soltanto inefficienza e disservizi al cittadino. Noi abbiamo ben altra idea della sanità – commenta Pastorino – in sintesi: una nuova modalità di governance, che potrebbe farci risparmiare svariate decine di milioni di Euro in una sola legislatura, da indirizzare a una migliore organizzazione sul territorio, all’assunzione di nuovo personale sanitario, all’ammodernamento delle apparecchiature diagnostiche. Una diversa organizzazione dei pronto soccorso; un ragionamento serio e mirato di sanità territoriale domiciliata, valorizzando percorsi che altrove in Italia hanno prodotto successi. Proposte vere e, soprattutto, misurabili con dati e dimostrabili nei fatti”.

Dello stesso avviso è anche il gruppo di minoranza del Partito Democratico: “Chiediamo la convocazione di un consiglio regionale straordinario sulla sanità, per analizzare i quattro anni e mezzo di disastri della gestione Toti-Viale e cercare di trovare una soluzione a un modello che si è rivelato del tutto fallimentare”

Il Partito Democratico, insieme agli altri gruppi consiliari di opposizione in consiglio, ha depositato la richiesta agli uffici regionali e attende una convocazione entro 15 giorni, come prevede il regolamento.

“Nel corso dell’amministrazione regionale di centrodestra – spiegano i consiglieri liguri del Pd – la sanità ligure è peggiorata su tutti i fronti. Le liste d’attesa si sono allungate a dismisura. Per fare un esempio un bambino deve attendere più di un anno per una visita oculistica, nonostante il pediatra avesse espressamente chiesto di effettuarla entro un mese. I malati al pronto soccorso aspettano ore (e in alcuni casi giorni) il proprio turno sulle barelle sistemate lungo i corridoi, mentre le ambulanze restano ferme in coda, in attesa di quelle stesse barelle di cui gli ospedali sono sprovvisti. Ogni giorno c’è un emergenza nuova: caldo, freddo, influenza. Sono aumentati gli atti di violenza nei confronti del personale sanitario. Medici, infermieri e oss sono ridotti all’osso: la Giunta non assume e non fa concorsi, risparmiando sulla pelle dei lavoratori. Le Asl hanno esaurito il budget per integrare le rette delle rsa (le residenze per anziani) e così chi ha i soldi paga per intero, mentre gli altri sono costretti a occuparsi, a casa, 24 ore su 24, degli anziani non autosufficienti. Le liste d’attesa per l’assistenza dei minori disabili sono sature e in quattro anni e mezzo il centrodestra non ha realizzato neppure una Casa della Salute: tutte quelle presenti in Liguria (solo per citare le genovesi parliamo di Fiumara, Sestri Ponente, Villa De Mari, Doria e Pegli) sono state programmate, progettate, finanziate, appaltate e costruite dal centrosinistra (l’attuale maggioranza, al massimo, ne ha inaugurata qualcuna che ha ereditato integralmente)”.

Concludono gli esponenti di minoranza: “Tanti disagi che costringono sempre di più i cittadini liguri a farsi curare fuori regione, aumentando il deficit sanitario e quindi sottraendo ulteriori risorse (la Corte dei Conti stima che le fughe sanitarie siano quasi raddoppiate tra il 2017 e il 2018). Un circolo vizioso, che il centrodestra ha provato a interrompere con una ricetta sbagliata: privatizzare gli ospedali. Ma ogni volta che ha tentato di farlo gli è andata male: una gara è stata bocciata dal Tar (nosocomi di Albenga e Cairo Montenotte) e un’altra è andata deserta (ospedale del ponente genovese agli Erzelli). E poi c’è l’incredibile vicenda dell’ospedale Felettino della Spezia. Toti e Viale, appena insediati, hanno trovato, grazie a chi li ha preceduti, i finanziamenti e i lavori già appaltati per realizzarlo. Ma in 4 anni e mezzo non hanno fatto niente: il cantiere non è mai partito e ieri hanno persino revocato l’appalto alla ditta, calando il sipario sul nuovo presidio sanitario spezzino e lasciando scoperta un’intera provincia. Un disastro sotto gli occhi di tutti. D’altra parte basta visitare un semplice ospedale e fare quattro chiacchiere con i pazienti o i loro parenti per rendersi conto di ciò che è accaduto al sistema sanitario ligure. Per queste ragioni chiediamo un Consiglio monotematico sulla sanità: serve un cambio di passo radicale, altrimenti la situazione non potrà che peggiorare”.

Anche il gruppo di minoranza del Movimento 5 Stelle guidato dalla consigliera Alice Salvatore – in accordo con le altre forze di opposizione – è sulla stessa linea d’onda: “Insieme a tutte le forze di opposizione, oggi abbiamo depositato la richiesta di convocare un Consiglio regionale straordinario sulla Sanità, per affrontare le emergenze e criticità che affliggono il sistema sanitario ligure. Emergenze che nella nostra regione sono il risultato della disastrosa politica della Giunta di centrodestra a guida Toti, che oltre a gestire male non è stata in grado di avviare concretamente la costruzione dei nuovi ospedali, promessi e sbandierati in campagna elettorale ma poi di fatto mai avviati. Di fronte all’incapacità di questa Giunta ci facciamo promotori di proposte per mettere mano ai fallimenti di Toti e Viale in un comparto di vitale importanza”. 

 

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