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Regionali 2020, i Verdi: “Pronti al dialogo con centro-sinistra, società civile e mondo economico”

La linea pare tracciata

Liguria. I partiti di centro-sinistra, la società civile ed il mondo economico. Sono questi gli “attori” con i quali i Verdi savonesi, in sintonia con i Verdi genovesi, hanno deciso di avviare un confronto programmatico in vista delle prossime consultazioni elettorali.

Il portavoce dei Verdi della provincia di Savona Gabriello Castellazzi spiega: “La prima scadenza importante sarà il rinnovo della giunta ligure e l’impegno sarà quello di fermare il fronte sovranista guidato dallo schieramento di Giovanni Toti che ha fatto approvare la riduzione di 540 ettari dei parchi naturali regionali, revocare la classificazione di ‘Aree protette’ per un totale di 22.000 ettari, mettere la parola fine al progetto di ‘Parco del Finalese’ e, come sostiene anche Legambiente, far passare un ‘piano casa’ che favorisce speculazioni edilizie a scapito di un territorio ligure già fragile (come drammaticamente sperimentiamo). Saranno inoltre determinanti le basi di un accordo tra le forze progressiste per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Savona in vista di un deciso cambio di rotta su tutta una serie di problemi: dalla raccolta differenziata, alla mobilità urbana e extra-urbana ai servizi sociali”.

“L’obiettivo è quello di bloccare ulteriori nefaste colate di cemento e dare finalmente un ruolo al sistema museale (Museo Archeologico e Museo della Ceramica) per farlo diventare importante fattore di socializzazione e promozione culturale. Individuare un diverso uso dell’antico stabile delle ex Funivie. Attuare il ripristino del ‘verde’ per rendere più vivibile e respirabile la città.
La partecipazione ai tavoli di lavoro per la stesura dei programmi avrà un obiettivo chiaro fin dall’inizio: trovare condivisione sulla necessità, nel contesto sociale di oggi, di considerare prioritario il problema del risanamento ambientale quale base necessaria ad uno sviluppo sostenibile. Sarà quindi fondamentale la dichiarazione di ‘stato di emergenza climatica’. Impegno che implicherà decisi provvedimenti strutturali a medio e lungo termine sulla politica energetica, partendo dal potenziamento delle fonti rinnovabili e il conseguente blocco dei combustibili fossili in ottemperanza agli ‘Accordi di Parigi’”.

“Il rilancio effettivo della ‘green economy’ oltre ad aumentare i posti di lavoro comporterà un intervento deciso per frenare il dissennato consumo di suolo e il dissesto idrogeologico. Un’agricoltura senza veleni e l’ azzeramento delle fonti di inquinamento di aria e acqua faranno guadagnare in salute. La diffusione di mezzi di trasporto elettrici o ad idrogeno consentirà una mobilità sostenibile. L’economia circolare (riciclo e riuso) eviterà il saccheggio delle risorse naturali. I tavoli di confronto, sia a Genova che a Savona, saranno aperti ad esponenti della società civile e del mondo economico”.

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