Maltempo & politica

Maltempo, viabilità in tilt e crollo viadotto A6: le reazioni della politica, “emergenza per il savonese”

Da Melis a Vazio, da Pastorino a Grammatico, le forze politiche liguri commentano le ore di maltempo in Liguria. Attenzione al territorio e critiche alla Regione.

Savona. Il maltempo che ha martoriato la provincia di Savona lascia alle sue spalle numerosi disagi. La provincia è messa a dura prova e la viabilità in alcune aree completamente interrotta. Le forze politiche regionali hanno in queste ore preso posizione e manifestato la loro vicinanza alle persone colpite.

Andrea Melis, consigliere regionale del Movimento cinque stelle, parla dell’urgenza di “avviare fin da subito le verifiche puntuali per valutare i danni e inoltrare velocemente le richieste verso Regione e Stato affinché si possa procedere alla messa in sicurezza, dove necessario, e al ripristino in particolar modo delle strade dell’entroterra, oltre a quanto i Comuni autonomamente riusciranno a fare. Da parte mia, ci sarà la massima disponibilità e il massimo impegno perché l’iter per far fronte alle emergenze e alle necessità avvenga in tempi celeri nell’interesse dei cittadini e dei nostri territori”. Poi non manca il “ringraziamento a tutto il sistema di Protezione Civile che, con le sue molteplici componenti, ha garantito un presidio costante evitando conseguenze peggiori”. É poi il momento di parlare anche del crollo sulla A6: “è necessario valutare fin da subito tutte le azioni volte a potenziare l’offerta sanitaria in Valbormida in questa fase emergenziale. Attualmente l’accessibilità ai sistemi di pronto soccorso della Riviera è fortemente compromessa o difficoltosa. Invito la Giunta e l’assessore competente ad attivarsi in tal senso mettendo a disposizione presso l’ospedale di Cairo Montenotte e nei presidi ambulatoriali di zona i servizi necessari per consentire, in caso di urgenza, interventi tali da scongiurare conseguenze sui pazienti, visti i tempi di percorrenza più critici verso il Savonese”.

Per la rappresentanza di Sinistra italiana “il primo pensiero, e ringraziamento, va sicuramente ai Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile. La macchina degli interventi è stata di nuovo pronta ed encomiabile”. “Ma, una volta preso atto di questo, non può che sorgere la rabbia e l’amarezza per una situazione che ogni anno pare ripetersi, identica nella trama e nelle nefaste conseguenze – prosegue la forza politica – E la situazione attuale ci pone questioni ineluttabili: siamo di fronte a cambiamenti climatici irreversibili e dagli esiti sempre più pesanti. Nessuno, crediamo, possa più prendersi la responsabilità di negare i fatti. Quello che serve è un progetto globale che, partendo dalle coste, arrivi al nostro fragilissimo entroterra. Anno dopo anno contiamo i danni di uno scempio. Occorre che la Regione metta a disposizione risorse, professionalità e strumenti progettuali per salvaguardare e affrontare una situazione climatica oramai nota ed irreversibile”.

Italia in comune è durissima sulla situazione ligure e sulle dichiarazioni del presidente regionale Toti: “Non più tardi di un mese fa avevamo denunciato come non potessero più definirsi emergenze straordinarie le calamità naturali che si abbattono sulla nostra regione e gli eventi di questi giorni confermano, purtroppo, ed in maniera tragica quanto da noi sostenuto”. Per la forza politica “fanno ancora più preoccupare le incredibili dichiarazioni del presidente della Regione, Toti. Non sappiamo in quale paradiso virtuale si aggiri lo spirito di Toti, ma di fronte a frane, viadotti crollati, smottamenti, intere frazioni isolate, sfollati, danni incalcolabili, sostenere che la la nostra regione abbia retto e non sia in ginocchio ci pare, oltre che incredibile, offensivo anche per gli uomini e le donne che con spirito di sacrificio si sono prodigati in questi lunghissimi giorni e notti nel tentativo di evitare il peggio”. A loro “va il nostro plauso e il nostro ringraziamento, mentre certamente non va a chi cerca spudoratamente il consenso tra chi non vive e non conosce la drammaticità di queste ore.
Un buon amministratore nota gli errori e da quelli impara. Pensi, il presidente della regione, a fare il suo dovere ed attivarsi affinchè venga al più presto dichiarato lo stato di calamità naturale e lasci perdere le dichiarazioni deliranti e le passerelle elettorali che speculano sulla sofferenza delle persone”.

Molta attenzione della politica è rivolta al crollo del viadotto sulla A6: ” non bisogna giungere a conclusioni affrettate – dice il deputato genovese per Leu di èViva, Luca Pastorino – Certo, un fatto è evidente: ancora una volta la Liguria è in seria difficoltà. Bisogna comprendere le cause di questo nuovo cedimento e proseguire con rigorosi e costanti lavori di prevenzione e controllo. Quello della Liguria è un territorio fragile c’è la necessità di affrontare il dissesto idrogeologico e bisogna aggredire il tema della messa in sicurezza. Bisogna lavorare tutti insieme, con costanza su questo argomento, senza slogan né ansia di propaganda come è avvenuto in passato”.

Duro Santo Grammatico, rappresentante di Legambiente Liguria: “Non esistono solo responsabilità storiche per quanto sta avvenendo il Liguria. Anche recentemente non abbiamo visto un cambiamento nell’attenzione alla cura del territorio. L’ennesima tragedia sfiorata dimostra l’inadeguatezza della classe politica che non ha tutelato e non tutela i cittadini. Chiediamo da tempo un Piano di manutenzione diffuso delle infrastrutture e il riorientamento dei fondi per la loro messa in sicurezza. La nostra solidarietà a chi interviene in queste ore sul campo e alle persone colpite”.

Per Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, “Un fatto grave il crollo del viadotto sulla A6 Savona Torino. La tragedia del ponte Morandi non ha insegnato niente. Siamo un Paese – dice Furlan su Twitter – che cade a pezzi. Eppure ci sono ben 600 cantieri bloccati e non si fa manutenzione delle opere pubbliche. Sono fermi 86 miliardi di euro per le infrastrutture che potrebbero attivare 380 mila posti di lavoro”.

Solidarietà anche dalla Camera del lavoro di Genova: “In prima battuta, ci si augura che nessuno sia stato coinvolto. In seconda battuta, si resta increduli rispetto all’accaduto, dopo la sciagura del ponte Morandi. Il crollo di una porzione di un viadotto della autostrada Torino Savona sulla A6 conferma la fragilità delle strade e di un terreno saturo di pioggia e troppo fragile che ha bisogno di una severa manutenzione. Occorre un piano speciale per mettere in sicurezza il territorio perché è ormai evidente, come dimostrano tutti gli episodi di questi giorni che hanno colpito anche la nostra città, che non è più possibile rimandare un piano di investimenti straordinario a tutela dell’incolumità di tutti, cittadini, lavoratori, imprese e attività commerciali”.

“Sul viadotto crollato sulla Torino-Savona sarà la magistratura a fare gli opportuni accertamenti – scrive Sergio Battelli, M5S e presidente della Commissione per le politiche europee alla Camera – quello che sappiamo è che nelle ultime 24 ore la Liguria è stata interessata da oltre 50 fronti franosi, che hanno dimostrato, ancora una volta, la totale fragilità del nostro territorio di fronte a eventi atmosferici, bisogna dirlo, davvero estremi. La viabilità, già indebolita dopo le intense precipitazioni dei giorni scorsi, risulta notevolmente compromessa”. “Questo però non è il momento delle accuse, è il momento in cui, ciascuno per la propria parte, bisogna fare il possibile per aiutare il nostro territorio a rimettersi in piedi: ecco perché chiederemo con urgenza al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza. Gli eventi delle ultime ore, inoltre, dimostrano che la messa in sicurezza strutturale dei nostri comuni e delle infrastrutture a rischio, non è più rinviabile”.
Prende la parola anche il Partito della Rifondazione Comunista della Liguria: “Non lo diciamo da adesso, ma l’unica grande opere è la messa in sicurezza del territorio. Ieri frane, smottamenti e allagamenti a Genova, in Valpolcevera, territorio già flagellato in passato e che vede la presenza dei cantieri del “terzo” valico e potrebbe essere interessato da quelli della gronda; oggi il crollo di un viadotto sull’A6, Savona-Torino, altro “cedimento strutturale”, sì, ma causato da due fattori: il clima modificato dalla spasmodica ricerca di profitto e la mancata attenzione alla dovuta cura del territorio“.

Il quadro emerso oggi dall’incontro in Prefettura è tragico: frane e smottamenti in ogni angolo della provincia di Savona, dalla costa all’entroterra, gravi danni provocati dalle mareggiate e molte le frazioni isolate nelle vallate. Il crollo del viadotto della A6, sulla Torino-Savona, ha di fatto messo in ginocchio e isolato una provincia intera, riducendo pesantemente i collegamenti della Liguria con il Nord Ovest. Fortunatamente, sembrerebbe che non ci siano persone coinvolte in questa che sarebbe potuta essere una tragedia, purtroppo già vista in Liguria. Chiederemo al ministro Demicheli, che domani sarà a Savona insieme al sottosegretario Margiotta per un sopralluogo, di riferire in aula con urgenza per conoscere le intenzioni del governo per l’attivazione di viabilità alternativa, sui tempi e le modalità di riapertura dell’arteria autostradale e sul risarcimento danni alle imprese danneggiate e isolate. Lo scorso governo aveva finanziato interventi per le Province: mai come oggi si è vista la strategicità di destinare risorse agli enti intermedi per la sicurezza della rete viaria. È necessario un piano strutturale di emergenza sulla Liguria, con una programmazione e una strategia infrastrutturale capillare per non doverci trovare, anno dopo anno, ad affrontare emergenze e potenziali tragedie sul territorio”. Lo dichiara il senatore della Lega Paolo Ripamonti, che domani sarà in Prefettura a Savona con il senatore savonese della Lega Francesco Bruzzone e con la deputata savonese Sara Foscolo.

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