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Maltempo ad Albenga, sopralluogo di Mai e Calleri alle aziende agricole danneggiate

Mai: "Come avevo già detto circa un mese fa in occasione dell'ultimo evento calamitoso, è assolutamente necessario uno studio idrogeologico di tutta la piana ingauna"

Albenga. Ieri l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Mai ed il consigliere comunale ingauno Gerolamo Calleri hanno effettuato un sopralluogo alle aziende agricole della piana d’Albenga danneggiate dal maltempo che ha imperversato negli ultimi giorni.

“Effettivamente sono stati riscontrati danni consistenti che però potranno essere quantificati solamente nei prossimi giorni – dice Calleri – Infatti, come spiega l’agrotecnico Gianguido Restieri ‘le colture agricole colpite da inondazioni subiscono un danno diretto dovuto alla forza dell’acqua che può estirpare o trascinare via le coltivazioni e da diversi danni indiretti dovuti al periodo in cui le piante rimangono sommerse totalmente dalle acque alluvionali. Questo può causare l’asfissia radicale ed innescare patologie parassitarie. Inoltre le micro particelle contenute delle acque possono occludere la porosità dei terreni rendendoli asfittici e non più adatti alla coltivazione. Inoltre è anche da considerare l’effetto letale della salsedine, su quelle piante coltivate nelle vicinanze della costa e che, come nel caso di viale Che Guevara, sono state invase dall’acqua di mare’”.

“Siamo ovviamente soddisfatti – sostengono Mai e Calleri – che non ci siano stati feriti ma non possiamo trascurare i danni che hanno subito diverse aziende agricole”.

Mai: “Come avevo già detto circa un mese fa in occasione dell’ultimo evento calamitoso, è assolutamente necessario uno studio idrogeologico di tutta la piana ingauna, considerando non solamente il fiume Centa ed i rii minori ma anche tutto quel sistema di canali che in alcuni casi sono sporchi, strozzati oppure totalmente tappati. Ed è ovviamente auspicabile anche un piano di manutenzione ordinaria che parte proprio dal mare, dove sono necessarie barriere di scogli come esistevano in origine”.

Dello stesso parere è il consigliere Calleri, che da esperto del settore, ha potuto constatare “non solo la situazione drammatica ma anche di stanchezza generale dei proprietari delle aziende che dovrebbero impegnare il loro tempo nel lavoro quotidiano e nella programmazione e non nel dover recuperare ed aggiustare ciò che è stato danneggiato, si da un evento atmosferico superiore alla norma, ma non certamente eccezionale ed oltretutto arrabbiati perché si sentono persino rispondere: ‘La piana di Albenga è zona alluvionale perciò non si può né fare né chiedere più di tanto’. ueste risposte fanno male ma soprattutto fa male constatare che basterebbe solo un po’ più di buonsenso”.

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