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“L’asino e l’agricoltura che cura”, il Comune di Pietra protagonista di un progetto di agricoltura sociale

Valorizza il rapporto fra agricoltura e salute e fra agricoltura e disagio

Pietra Ligure. Con la partecipazione al bando regionale “Aiuti per la promozione e lo sviluppo dell’agricoltura sociale”, finanziato attraverso la sottomisura 16.09 del Piano di Sviluppo Rurale, il Comune di Pietra Ligure è protagonista, come capofila dell’Ambito Territoriale Sociale 21, della rete di associazioni non profit e imprese agricole del territorio che si sono coinvolte nel progetto “L’asino e l’agricoltura che cura”.

L’iniziativa, in partnership con l’Asd “Asinolla”, responsabile del progetto, l’agriturismo “Ca’di Trincia”, l’azienda agricola “L’orto dei matetti”, l’agriturismo “L’arancio in fiore”, l’associazione “Auser” e l’agriturismo “Rose di Pietra”, valorizza il rapporto fra agricoltura e salute e fra agricoltura e disagio e promuove un insieme di pratiche che coniugano l’aspetto imprenditoriale dell’agricoltura con lo sviluppo di attività orientate ai valori sociali e all’inclusione di persone in situazioni di fragilità.

“Il progetto con cui abbiamo aderito al bando dedicato all’agricoltura sociale è una grande scommessa sul piano di un welfare innovativo ed è il frutto di un percorso importante e complesso portato avanti di concerto con i nostri servizi sociali e con le associazioni, in primis l’Asd Asinolla, e le imprese agricole del nostro comprensorio che da subito voglio ringraziare per l’enorme impegno profuso sia nella fase di ideazione che di progettazione – esordisce l’assessore ai servizi sociali, condizione giovanile e innovazione Marisa Pastorino – Partendo da un contesto tipicamente ligure e con un approccio veramente innovativo e multifunzionale, il progetto sperimenta il ruolo attivo e diretto che le imprese agricole possono svolgere nell’ambito dei servizi sociali, favorendone l’uscita dalle stanze asettiche del Comune per ‘mettere radici’ nelle territorio e, contemporaneamente, offre alle stesse concrete opportunità di sviluppo economico”.

“I minori che devono effettuare gli incontri protetti con i genitori stabiliti dal Tribunale dei Minori, ma anche gli anziani dell’Auser e i ragazzi in età lavorativa potranno fruire di un ‘setting’ specifico e gradevole negli agriturismi e nelle aziende agricole partner, oltre che diventare parte attiva loro stessi nell’intrapresa di attività utili e produttive – continua Pastorino – Fulcro del progetto sono gli asini dell’Asd Asinolla che, educati all’onoterapia per operare in totale sicurezza e grazie alle loro caratteristiche di empatia, pazienza e intelligenza, saranno i mediatori delle relazioni e i veri protagonisti di questa sfida, fondata sull’attività agricola come ‘substrato’ fertile per lo sviluppo di attività e terapie assistite, ma anche come concreta opportunità di formazione e acquisizione di competenze professionali per i ragazzi in età lavorativa e ‘terreno’ di aggregazione e di trasmissione di conoscenze per gli anziani e ‘teatro’ di scambio di relazioni e di inclusione sociale per i migranti coinvolti in ogni attività di questo progetto, declinato in quattro attività caratterizzanti e una ‘trasversale’, capaci di attivare un vero e proprio ‘circolo virtuoso’ pregno di ricadute positive per tutta la nostra comunità”

“L’azione certamente più significativa e sperimentale è quella legata alle attività e alle terapie relative agli incontri protetti tra i minori e i genitori, nei quali gli asini avranno il delicato ruolo di mediatori e agevolatori del rapporto genitore-figlio e il lavoro e l’ambiente agricolo quello di rappresentare un ‘setting’ amicale, funzionale a ‘smussarne’ le conflittualità e a inserirlo in un contesto naturale capace di alleggerire le situazioni e di servire da stimolo positivo. Agli anziani, selezionati tra gli iscritti all’associazione Auser, è offerta sia la possibilità di dedicarsi all’attività agricola vera e propria che quella di stare in compagnia degli asini, quest’ultimi simpatici ‘compagni’ mentre l’impresa agricola è luogo ideale per invecchiare in salute e valido punto di aggregazione. Ai ragazzi e ai migrati sono invece destinate le attività di educazione, formazione e inclusione sociale, focalizzate a fornire strumenti e opportunità di conoscenza del mestiere agricolo e agrituristico e a permettere a favorire il benessere psicofisico tramite l’attività con gli asini, innescando un meccanismo in grado di accrescere le capacità relazionali e l’autostima. I ragazzi, gli anziani e i migranti, inoltre, svolgeranno insieme parte delle attività a loro dedicate, nell’ottica di favorire lo scambio intergenerazionale e interculturale e dando seguito alla nostra convinzione che possano rappresentare una grande ricchezza gli uni per gli altri e, insieme, un valore aggiunto per tutta la comunità” conclude l’assessore.

Commenta il sindaco di Pietra Ligure Luigi De Vincenzi: “Come amministrazione crediamo molto in questo progetto perché esprime un modello economico e sociale direttamente riconducibile a temi che ci stanno particolarmente a cuore come l’assistenza socio sanitaria dei soggetti più fragili, la solidarietà tra le generazioni, la tutela dei diritti civili, l’inclusione sociale e lo sviluppo dell’occupazione e contribuisce a valorizzare la vocazione rurale di parte dei nostri territori, per storia e tradizione fondamento della nostra economia, e oggi elemento cardine di un suo sviluppo ecosostenibile e valido contrasto all’abbandono di vaste porzioni di territorio, soprattutto nell’entroterra. L’agricoltura sociale, oltre ad essere uno strumento utile per incoraggiare lo sviluppo di attività imprenditoriali sostenibili e innovative, è certamente un importante “incubatore” di quella “contaminazione” di mondi e competenze oggi condizione ineludibile per rispondere alle sfide del presente e del futuro”.

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