Al lavoro

L’A6 potrebbe riaprire dopodomani: confermata assenza di vittime tra le macerie

Si lavora anche per per riaprire il Cadibona a due sensi. Ma l’allerta di domani getta ombre su entrambe le riaperture

Savona. Potrebbe già riaprire dopodomani (28 novembre) l’A6 (carreggiata nord verso sud), dopo la chiusura imposta dal crollo del viadotto di Madonna del Monte, avvenuta nel pomeriggio di domenica. È questo, almeno nelle intenzioni, l’obiettivo di Autofiori, ma ovviamente a tenere con il fiato sospeso è l’allerta arancione che scatterà nel savonese per l’intera giornata di domani e, oltre a nuovi disagi, potrebbe rallentare le operazioni.

Nel frattempo, continua l’opera senza sosta dei soccorritori nella zona del crollo del viadotto. E proprio dal “baratro” arriva però anche una delle notizie positive più attese: è stata confermata l’assenza di mezzi, e quindi di ferite e/o vittime tra le macerie.

Non si tratta, però, dell’unica novità. Si lavora anche per per riaprire il Cadibona a due sensi già nella giornata di domani (mercoledì 27 novembre), ma anche in questo caso bisognerà attendere gli sviluppi della nova ondata di maltempo.

Dati che sono emersi al termine del vertice che si è concluso in Prefettura, a Savona, proprio pochi minuti fa, al quale hanno preso parte una rappresentanza di Autofiori, autorità militari, soccorritori e istituzioni locali.

Questo il punto della situazione fornito dal presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri: “Situazione complessa, ma ci sono anche diversi elementi positivi che, in questo fronte di emergenza che va avanti da ore e giorni, stanno emergendo. Siamo riusciti a riaprire anche qualche ora prima del previsto il Cadibona. Avevamo posizionato semafori, subito attivato, visto problema traffico, i movirei per gestire al meglio anche il transito alternato. Finita la riunione, stiamo tornando ul cantiere con l’obiettivo di riaprire nei due sensi, ma l’allerta arancione di domani rischia di rallentarci”.

“Questa mattina ho firmato somme urgenze per oltre 10 milioni. Abbiamo dieci diverse ditte oltre ai dipendenti della Provincia al lavoro senza sosta sulle situazioni più complesse. Al momento ci sono ancora 12 strade provinciali chiuse, di cui 9 fondamentali per i collegamenti della Provincia. Abbiamo numerose frazioni in diversi comuni difficilmente raggiungibili. Pensiamo inoltre alle attività produttive, alle imprese imprese e al traffico pesante: confronto con Anas per risolvere anche questa problematica. Situazione globale rimane molto complessa”, ha concluso.

Quindi, parola al consigliere regionale Angelo Vaccarezza in rappresentanza dell’ente regionale: “Primo messaggio è quello di lavorare per coloro che vivono situazioni difficili: in primis viene la sicurezza delle persone. La Provincia sta facendo un grandissimo lavoro: una grande risposta del territorio e di tutti coloro che erano al tavolo di stamani. Ma è anche necessario ricordarsi che la nostra terra vive dal turismo. Con la mezza buona notizia che arriva dalla A26, con un collegamento con Milano ristabilito seppur non ottimale e la buona notizia dell’A6, deve passare l’immagine che noi saremo pronti per accogliere i turisti nel periodo natalizio. C’è situazione difficile per tante attività produttive, in particolare sulla strada per Sassello: dobbiamo mettere in condizione tutte le nostre aziende di lavorare”.

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