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Carta dei sentieri a Finale Ligure, Gualberti: “Se non sono autorizzati non esistono” video

"E’ stato un peccato che l’amministrazione sia giunta tardivamente sull’argomento e che siano stati persi oltre sei anni"

Finale L. “La recente notizia dell’istituzione di una carta dei sentieri, apparentemente rivoluzionaria, è un’iniziativa che merita il massimo interesse e, per la sua importanza, il massimo appoggio possibile”. Inizia così l’intervento del consigliere di minoranza finalese Massimo Gualberti sull’istituzione della nuova “Carta dei sentieri”.

Spiega Gualberti:” In verità merita  l’interesse  che l’attuale Amministrazione non  ha invece  riservato allo stesso lavoro progettato  nell’ormai lontano 2013 e che vedeva come partner anche il CNR. Tale progetto, presentato al Ministero per il Turismo, prevedeva la creazione di un Sistema Informativo dei Sentieri su base cartografica georeferenziata, contenente lo status giuridico degli itinerari, i dati identificativi, il livello di manutenzione, la programmazione degli interventi, il grado di difficoltà, la pianificazione  ed il flusso dei visitatori, le informazioni storiche e turistiche e quanto utile per una razionale  ed efficiente  gestione della rete sentieristica”.

“E’ stato un peccato che l’Amministrazione sia giunta tardivamente sull’argomento e che siano stati persi oltre sei anni, un tempo geologico nella gestione di un settore in evoluzione continua – continua il consigliere di opposizione – ciò che non prevedeva il progetto del 2013  era invece il consenso dei proprietari dei fondi per i single  tracks,  l’individuazione e l’autorizzazione degli itinerari da parte dei Comuni interessati, nonché  le modalità di applicazione del divieto di percorrere gli itinerari nelle 48 ore successive a forti piogge, argomento di grande attualità in questi giorni”.

Continua Gualberti: “Non era previsto semplicemente perché la Legge Regionale che ha dettato queste prescrizioni è del 2017 ed anche in questa circostanza, piaccia o meno,  è  sorprendente si sia omesso di considerarne l’esistenza. L’approccio dell’Amministrazione è stato finora fallimentare, basti pensare alla deludente esperienza di Finale Outdoor Resort ed ai propositi di coordinamento con  i Comuni vicini, desolatamente finiti nel dimenticatoio. Oggi, con grande enfasi, riparte con l’ennesimo slancio verso un Consorzio formato da imprese private , che può contare sul significativo contributo di 25 mila euro erogato dal Comune di Finale e direttamente prelevato dagli introiti della Tassa di Soggiorno”.

“Avremo modo di verificare come saranno impiegati questi fondi e come verrà garantito il perseguimento degli scopi istituzionali dell’Ente, tuttavia pur ritenendo preferibile un soggetto in salde mani pubbliche, in questo momento va rilevata l’impellente urgenza di richiedere alla Giunta Regionale una proroga dei termini per l’individuazione ed autorizzazione degli itinerari, termine da tempo scaduto e che sta pericolosamente  esponendo  i fruitori dei percorsi alle salate sanzioni previste dalla Legge Regionale – afferma il capogruppo di minoranza – l’auspicio è quello di una riforma della Legge, che tenga conto delle indispensabili necessità di manutenzione e della frammentazione della proprietà fondiaria, ma ciò non può farci dimenticare l’esistenza di un intero complesso di norme che disciplina la materia e che si fonda essenzialmente sul consenso del proprietario del fondo”.

“Ogni informatizzazione della rete sentieristica, per quanto non già previsto dalla Rete Escursionistica Ligure, non potrà prescindere dallo status giuridico del tracciato ed in particolare per gli itinerari destinati alla mountain bike, della procedura che richiede il coinvolgimento dei proprietari e l’autorizzazione Comunale. E’ appena il caso di rilevare come  attualmente, almeno nel nostro territorio, nessun itinerario risulti autorizzato secondo le prescrizioni della Legge Regionale. Circostanza abbastanza insolita per chi ambisce ad essere la Capitale dell’outdoor” conclude Gualberti.

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