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Il talento è come una rosa, se non l’annaffi tutti i giorni sarà destinata ad appassire

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

L’ex allenatore dell’Arsenal, il francese Arsene Wenger, è stato recentemente nominato responsabile dello sviluppo mondiale del calcio dalla FIFA (“Federazione internazionale di calcio”).

Wenger che ha 70 anni ed è noto al grande pubblico soprattutto per aver allenato la squadra inglese dei Gunners tra il 1996 e il 2018 (ben 22 anni), vincendo tra le varie cose tre Premier League, avrà il compito di supervisionare e guidare la crescita e lo sviluppo del calcio nel mondo sia per gli uomini che per le donne, e sarà coinvolto nelle valutazioni su potenziali modifiche alle norme del calcio. Fra i compiti ci sarà inoltre anche quello di contribuire alla formazione dei nuovi allenatori.

«Non vedo l’ora di affrontare questa nuova importante sfida – ha detto appena nominato – non solo perché sono sempre stato interessato ad analizzare il calcio da una prospettiva più ampia, ma anche perché la missione della FIFA come organo di governo del calcio mondiale è veramente globale. Credo che la FIFA che abbiamo visto emergere negli ultimi anni abbia lo sport al centro dei suoi obiettivi e sia veramente determinata a sviluppare il gioco in tutte le sue diverse componenti. So che posso concorrere a questo obiettivo e metterci tutta la mia energia».

E’ risaputo che Wenger abbia di fatto cambiato il modo di interpretare tecnica e tattica in Inghilterra con i suoi sistemi di gioco e i tanti successi colti. E sono stati memorabili davvero: nei due decenni alla guida della squadra londinese, il tecnico ha vinto tre titoli di Premier League e sette coppe d’Inghilterra (oltre a sette Charity/Community Shield), compresi due “double”, coppa e campionato nella medesima stagione, nel 1998 e nel 2002

Ma il suo nome rimane legato soprattutto alla vittoria nel campionato 2003-2004, ottenuta senza perdere neanche una partita, che regalò al suo team l’etichetta di “Invincibili”: un’impresa che non riusciva a nessuno dagli albori del football inglese, nel 1889, e che nessuno ha più ripetuto da allora. Ultimamente lo si riteneva molto vicino a diventare il tecnico di una serie di club di grande livello, tra i quali il Bayern Monaco.

Durante il workshop tenutosi all’Hotel Hilton che si trova all’interno del National Football Centre sito a St George’s Park a nord di Birminghan a cui partecipai nell’aprile del 2014 ebbi modo di apprezzare la profonda conoscenza e la passione di Wenger per i diversi aspetti del gioco del calcio a partire dal suo amore innato per i giovani da scoprire.

A lui sono legate le fortune di tanti campioni su cui aveva scommesso da Thierry Henry e Patrick Vieira, sino ad arrivare ai più attuali Ramsey e Thuram. Non mi posso dimenticare una sua frase (divenuta poi un cult), che ho memorizzato in quanto ne riconosco la profonda verità che esprime e che costantemente ripeto ai promettenti ragazzi che ho l’onore e la fortuna di selezionare: “Il talento senza duro lavoro è come una rosa senza acqua: destinato ad appassire presto”.

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