IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Il lancio del progetto Giovani

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Il presidente del Settore Tecnico della Figc, Demetrio Albertini, che è stato recentemente nominato quale ambasciatore dell’Italia per la terza edizione della ‘Settimana europea della formazione professionale’ che si è svolta ad Helsinki, a margine della presentazione del Galà del calcio, è voluto intervenire sui giovani: “Il talento è una cosa innata, l’esperienza non la compri. I giovani, nel calcio italiano, vengono usati dai club soprattutto per fare plusvalenze attraverso le cessioni. Magari, se facciamo in modo che siano anche giovani calciatori forti, poi restano anche in circolo”.

Con tutta la lucidità dell’ex campione Albertini, ha così focalizzato il problema numero uno del calcio italiano: il ritardo accumulato, rispetto a molti Paesi europei, nella costruzione e nella gestione dei settori giovanili. Il risultato pessimo di questa evidente carenza sta in un dato, impietoso, sul lungo periodo: il parametro è la classifica del Pallone d’oro, che selezionando i migliori calciatori ogni anno fotografa con esattezza lo stato di salute di ogni movimento nazionale: “L’Italia è entrata solo sette volte nei primi trenta negli ultimi dieci anni. Il Belgio dieci. La Spagna e la Germania ci stanno precedendo senza discussioni, perché hanno messo il focus sui giovani prima di noi”.

La soluzione prospettata  è anche questa sul lungo periodo e parte appunto dalla riforma dei settori giovanili, presentata a Coverciano da Albertini stesso e da Filippo Galli, ex campione d’Europa col Milan e per anni direttore del settore giovanile rossonero. Galli è stato scelto da Albertini alla guida della prima innovazione: il nuovo corso federale per la formazione dei responsabili di settore giovanile.

Albertini ha illustrato la novità: “Quando sono arrivato, ho presentato un programma manageriale, a volte anche meno politico. Ho cercato di lavorare su cose concrete. Dopo tre consigli direttivi, in pochi mesi, abbiamo lavorato per partire concretamente con questo corso. Vogliamo dare un supporto tecnico alle squadre: adesso per la Figc il responsabile del settore giovanile delle squadre lo può fare un direttore sportivo o un allenatore. Il primo obiettivo è dare competenze specifiche al responsabile del settore tecnico giovanile, ritenuto fondamentale per calcio e calciatori. Siamo una delle poche nazioni senza il responsabile del settore giovanile: vorremmo ovviare, per ottemperare a una normativa Uefa”. Il corso inizierà il 18 novembre.

Albertini, che ha annunciato anche l’istituzione del premio per i settori giovanili italiani, intitolato a Mino Favini, il guru riconosciuto del settore. Il corso è stato affidato appunto a Filippo Galli, che ne ha illustrato le modalità: “Sarà un corso diverso e per questo vorremmo avere qui i responsabili dei settori di A, B e C, per un confronto. Da loro ci aspettiamo spunti, per potere restituire strumenti, competenze, conoscenze nuove: dobbiamo essere bravi ad agire come sistema. Possono esserci vantaggi per la Nazionale e per il Club Italia: più scelte per le Nazionali giovanili e a salire anche per la Serie A. Creare un giocatore, accompagnarlo fino alla prima squadra, vuol dire ottenere una diminuzione dei costi di un club. Salvo alcuni casi particolari, quando un ragazzo cresce in un settore giovanile, di solito i  costi sono ridotti e i ricavi arrivano dalla sua vendita”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.