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I Verdi ricordano la fondazione del partito nel 1986 a Finale Ligure

Convocata l'Assemblea provinciale per nuove iniziative

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A Finale Ligure, il 16 novembre 1986, presso il Cinema Ondina, nasceva il partito dei Verdi Italiani che raggruppava decine di associazioni ambientaliste provenienti da tutte le regioni.

“Un movimento destinato – racconta Gabriello Castellazzi, portavoce dei Verdi della provincia di Savona – a diventare portavoce delle istanze ecologiste e di un modello di sviluppo economico non basato sul consumo bulimico delle risorse naturali”. Anche di questa ricorrenza si parlerà la prossima settimana nell’Assemblea provinciale dei Verdi convocata a Savona per programmare nuove iniziative.

“Il mondo vive una situazione critica – prosegue Castellazzi – tra il fronte negazionista guidato da Donald Trump il quale rifiuta gli ‘Accordi di Parigi’ e papa Francesco che nella lettera ‘Laudato Sii’ dice: ‘I cambiamenti climatici costituiscono oggi una delle principali sfide per l’umanità’. L’azione pluridecennale dei Verdi (anche nei governi dell’Ulivo) ha portato a far accettare le prime norme ambientaliste: il ‘Conto Energia’ ha avviato il primo consistente utilizzo delle fonti rinnovabili di energia come alternativa ai combustibili fossili. Sono stati ancora i Verdi a scrivere i primi provvedimenti legislativi antismog e quelli per la difesa del suolo (L.183/1989 – ‘Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo’)”.

“Per proposta dei Verdi – continua – è stata approvata la ‘Legge quadro sui Parchi’, grazie alla quale venne avviato un processo di “sviluppo sostenibile” su 1.5 milioni di ettari di territorio italiano (Parchi Nazionali, Aree Protette, Parchi Marini, ecc.). Subito dopo venne avviata la razionalizzazione delle normative sui rifiuti, sull’inquinamento acustico e sul divieto di trasformazioni urbanistiche delle aree percorse da incendi. L’Eco-Bonus voluto dai Verdi per le ristrutturazioni edili è una legge ancora in vigore che ha prodotto investimenti per milioni di euro, con migliaia di nuovi posti di lavoro (tra occupazione diretta e indotto)”.

E ancora: “Nel 1990 i Verdi hanno promosso referendum contro la caccia e contro l’utilizzo di pesticidi cancerogeni in agricoltura.
Tutte battaglie condotte per una vita migliore in sintonia con la famiglia dei Verdi europei, oggi certamente più forti nella fascia dei Paesi del nord-Europa (74 deputati Verdi nel Parlamento di Strasburgo), insieme a loro argine sicuro contro i nascenti nazionalismi. Una tendenza che incoraggia ad impegnarsi con forza per ottenere ancora risultati positivi per la nostra società seguendo il messaggio dell’indimenticato Alex Langer ‘costruttore di ponti’, il più importante tra i fondatori del movimento Verde in Italia”.

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