IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Guida Michelin 2020, confermati i due ristoranti “stellati” del savonese

Nessuna novità: una stella a Claudio (Bergeggi) e Vescovado (Noli), riconoscimento BIB al Bagatto di Loano

Più informazioni su

Noli/Bergeggi. Ristorante Claudio a Bergeggi e Il Vescovado a Noli. Eccoli, i due ristoranti “d’eccellenza” della provincia di Savona secondo la Guida Michelin: a tutti e due anche per l’anno 2020 è stata confermata la celebre “stella”. La presentazione dell’edizione 2020 della celebre guida è avvenuta questa mattina.

Sono 374 in totale i ristoranti in tutta Italia che hanno ottenuto il riconoscimento, giunto alla 65a edizione. Undici soltanto in tutto lo Stivale potranno vantare le “mitiche” tre stelle, quelle che certificano una cucina “che vale il viaggio”, mentre i locali premiati con le due stelle sono 35. Le “new entries” sono in totale 26, ma nessuna di queste in Liguria che conferma dunque i sei locali dello scorso anno: oltre ai 2 savonesi trovano spazio il ristorante The Cook di Genova, il ristorante Paolo e Barbara di San Remo (Im), il ristorante Sarri di Imperia Porto Maurizio e il ristorante Mauro Ricciardi alla Locanda dell’Angelo di Amelia (Sp). Per tutti una stella Michelin.

Ma nella guida compaiono molti altri ristoranti savonesi che, sebbene non stellati, sono stati giudicati meritevoli di menzione. Tra questi, in particolare, uno ha ottenuto il riconoscimento BIB (Best In Budget), che indica gli esercizi che propongono una cucina di qualità, a carattere tipicamente regionale, con un menu completo a meno di 35 euro: si tratta del Bagatto di Loano.

Guardando a tutta Italia sono 33 le novità, delle quali due nuove “2 stelle” e 30 nuove “1 stella” per un totale di 374 ristoranti stellati. Confermate tutte le 3 stelle, che salgono così a 11: la new entry di quest’anno è Enrico Bartolini al MUDEC a Milano.

La Lombardia è la regione più stellata, con 6 novità: 62 ristoranti (3 “3 stelle”, 5 “2 stelle” e 54 “1 stella”). Il Piemonte, con 4 novità, è sempre in seconda posizione, con 46 ristoranti (1 “3 stelle”, 4 “2 stelle” e 41 “1 stella”), mentre la Campania, con 6 novità, si colloca al terzo posto del podio, con 44 ristoranti, (6 “2 stelle” e 38 “1 stella”). A seguire, la Toscana, con 6 novità, per un totale di 40 ristoranti (1 “3 stelle”, 4 “2 stelle” e 35 “1 stella”) e, infine, il Veneto, a quota 37, con due novità (1 “3 stelle, 4 “2 stelle e 32 “1 stella”).

Tra le province, Napoli è sempre in vetta con 26 ristoranti (6 “2 stelle” e 20 “1 stella”), Roma in seconda posizione con 24 (1 “3 stelle”, 1 “2 stelle” e 22 “1 stella”). Seguono Milano con 20 ristoranti, la cui vitalità in molti campi vede oggi finalmente premiata anche la sua scena gastronomica grazie al nuovo tre stelle (1 “3 stelle”, 3 “2 stelle” e 16 “1 stella”), Bolzano con 19 (1 “3 stelle”, 4 “2 stelle” e 14 “1 stella”) e Cuneo a quota 18 (1 “3 stelle”, 2 “2 stelle” e 15 “1 stella”).

“Anno dopo anno – è il commento di Sergio Lovrinovich, Direttore Guida Michelin Italia – la Guida rileva che la straordinarietà della nostra cucina sta nell’eccellenza dei prodotti, nelle tradizioni radicate nel territorio e nella capacità di innovare. Forse è ‘tutto qui’, ma essere semplici e allo stesso tempo innovativi è un duro lavoro, che esige costanza, passione e collaborazione. Congratulazioni, quindi, a tutti gli chef e ai loro team che danno risalto alla scena gastronomica italiana, che può andar fiera dei suoi 374 ristoranti stellati”.

La 65a edizione della Guida Michelin Italia sarà disponibile a partire da domani in libreria, e dalle 14 di oggi la app “Michelin Ristoranti” sarà scaricabile gratuitamente per iOS e Android.

“I rigorosi criteri di selezione, applicati in modo omogeneo in 30 Paesi, rendono la Guida Michelin un riferimento nel campo della ristorazione – spiegano dall’azienda – Gli ispettori Michelin operano in modo anonimo seguendo una consolidata metodologia in tutto il mondo e pagano il conto al ristorante, valutando esclusivamente la qualità della cucina in base a cinque criteri definiti da Michelin: qualità dei prodotti, gusto e abilità nella preparazione dei piatti e nella combinazione dei sapori, cucina rivelatrice della personalità dello chef, rapporto qualità/prezzo e continuità nel tempo e nel menu. Questi criteri sono rispettati dagli ispettori Michelin in Italia, come in Giappone o in Cina e negli Stati Uniti. Ne consegue che la qualità di un ristorante tre stelle è la stessa a Firenze e a New York, così come dev’essere equiparabile la qualità di un ristorante una stella a Napoli e a Londra”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.