Emergenza Liguria: proposte, commenti e polemiche su caos viabilità, disagi e danni economici - IVG.it
Reazioni

Emergenza Liguria: proposte, commenti e polemiche su caos viabilità, disagi e danni economici fotogallery

Tutti i commenti del mondo politico sulla grave situazione per la Liguria

Traffico assente 26 novembre

Liguria. Maggioranza e forze di opposizione chiedono che il governo riferisca subito in Aula anche sulla situazione in atto dopo l’emergenza maltempo e i vari danni che si sono verificati. “Il Pd avanza formale richiesta di informativa urgente al governo, non c’e’ piu’ tempo”, ha detto in Aula il Dem Franco Vazio, che ha sollevato anche la questione della concessione Aspi del tratto autostradale A26 su cui domenica si e’ verificato il crollo di un viadotto.

“La Liguria e i liguri non hanno più tempo: Autostrade per l’Italia ha, ancora per poco spero, in concessione le nostre strade ma non le vite dei nostri concittadini o l’economia del nostro territorio che sta vivendo un vero e proprio dramma dalle conseguenze irreparabili. Quanto accaduto nelle ultime ore è gravissimo e dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la completa inadeguatezza del concessionario che continua a pensare esclusivamente al proprio tornaconto”. Lo scrive, in una nota, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Sergio Battelli del M5S.

“Buonsenso avrebbe voluto che, dopo la tragedia del Ponte Morandi, tutti i viadotti venissero controllati e messi immediatamente in sicurezza. Invece non solo si è continuato a prendere e perdere tempo, mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini, ma si è arrivati al punto di alterare i rapporti di sicurezza per permettere il passaggio del trasporto eccezionale. Fino a ieri sera quando è dovuta intervenire la Procura. Quale credibilità e affidabilità può ancora avere Aspi? Per quanto ancora dovremo assecondare il potere di vita e di morte che sta esercitando sulla nostra regione?” conclude Battelli.

“Giovanni Toti non ha titoli per fare il padre nobile, il salvatore della Liguria. Noi non abbiamo nulla a nascondere e dunque possiamo condurre la battaglia per la revoca delle concessioni ad Autostrade, lui invece si è fatto un’idea del perché il gruppo Gavio lo ha finanziato per almeno 35 mila euro? Una donazione umanitaria? Già che c’è, Toti ci può stilare la lista degli interventi che ha promosso e sollecitato lui, che da quasi 5 anni è il commissario straordinario regionale per l’attuazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico, per contrastare questo fenomeno che affligge puntualmente la nostra regione? Visto che l’argomento è emergenziale, ha proceduto con la solerzia che la situazione richiede?”. Lo afferma in una nota la senatrice ligure Elena Botto.

“Infine, a Toti che critica l’assenza di controlli da parte del governo su Autostrade ricordiamo che negli ultimi 20 anni di concessioni ai privati sono stati gli altri partiti, compresa la sua Forza Italia, a non aver mai previsto la creazione di un ente pubblico che a sua volta vigilasse sulla manutenzione. Quell’ente, l’agenzia Ansfisa, lo abbiamo creato noi con il ministro Toninelli e, seppur c’è voluto tempo per metterla in moto, ora la macchina può cominciare a partire”.

“Non serve un provvedimento tampone per Genova e per tutta la Liguria. Il governo e la maggioranza devono lavorare a un piano speciale per un territorio che è stato martoriato nell’ultimo anno e mezzo. La messa in sicurezza deve essere subito messa in agenda, non si può attendere un minuto di più. Ed è necessario che la città e l’intera regione non subiscano ulteriori contraccolpi economici”. Lo dichiara il deputato genovese di èViva, Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Leu.

“Insomma, bisogna compiere tutti gli sforzi – aggiunge Pastorino – per garantire alle aziende la possibilità di restare sul territorio senza danni. E quindi garantire il livello occupazionale. Su questo tema mi aspetto un comportamento responsabile da parte di tutte le forze politiche, evitando strappi aprioristici” conclude.

“Davanti agli effetti devastanti provocati dal clima in Liguria, è indispensabile che il governo metta in campo un progetto immediato con due obiettivi cardinali: stanziare risorse e accelerare le procedure di intervento”. Lo dichiara Raffaella Paita, deputata di Italia Viva.

“I danni provocati dal maltempo – spiega Raffaella Paita – rischiano di aggiungere, agli enormi disagi patiti dai cittadini, l’isolamento nei collegamenti e quindi l’asfissia economia della regione. Questo scenario deve essere scongiurato e per farlo serve un piano che abbracci vari settori infrastrutturali. Le opere dell’Anas (Spezia, Savona e Genova) sono ferme o in ritardo per le procedure troppo lente. La soluzione può essere individuata nella nomina di commissari. Dobbiamo potenziare le ferrovie finanziando Integralmente raddoppio ferroviario di Ponente e della Pontremolese. Serve un rapido intervento di manutenzione straordinaria di tutti i viadotti, le cui spese devono essere sostenute dai concessionari inadempienti. Servono collegamenti aerei a costi inferiori e massimizzare l’uso di treni per il trasporto di passeggeri e merci. Per questo va ripreso il tema della programmazione dell’Alta velocità e devono essere creati collegamenti attraverso un piano di incremento di treni liberando tracce per Roma, Torino e Milano. Infine, bisogna partire subito con i cantieri della Gronda”.

“E’ ormai impossibile negare che il cambiamento climatico rappresenti una minaccia serissima per l’economia e la vita della Liguria ma anche del resto della Penisola. E’ per questo urgente intervenire per arginare in modo strutturale i rischi a cui siamo esposti magari, con il coinvolgimento di una realtà di grande valore come IIT. Come debba chiamarsi questo piano non ci interessa: quel che conta è che le opere vengano sbloccate al più presto”, conclude.

“La situazione che stiamo vivendo in questi giorni ci fa pensare che, purtroppo, la lezione del Ponte Morandi non abbia insegnato nulla a questo Paese. Ieri sera, poco prima della chiusura della A26, il governo non era informato su quanto sarebbe avvenuto da lì a poco, eppure i problemi sui viadotti liguri si conoscevano da tempo: a fine settembre Regione Liguria aveva chiesto al ministero delle Infrastrutture chiarimenti ad hoc sui controlli. A questo punto, sono necessarie comunicazioni urgenti in Parlamento perché sia presentata e votata una risoluzione che affronti l’emergenza. I viadotti ammalorati sono centinaia in Italia, ma sui controlli siamo ancora fermi alla situazione pre crollo Morandi. Il Paese deve dotarsi di strumenti necessari a fare verifiche in loco, senza limitarsi alla ‘carta’, controlli statici effettuati da squadre di tecnici con competenze plurime che tengano conto anche dell’assetto idrogeologico del territorio, condizionato anche dai continui cambiamenti climatici. Nel cantiere del Ponte Morandi sono state sperimentate tecniche innovative che dovrebbero diventare un modello anche per altre situazioni”. Lo ha dichiarato intervenendo alla Camera oggi il deputato della Lega e responsabile nazionale Infrastrutture Edoardo Rixi.

“In questo momento difficile per il nostro territorio chiediamo al Governo di mettere in atto una serie di azioni per rompere l’isolamento di Genova e della Liguria. È evidente che siamo di fronte a una questione di grande rilievo nazionale. Era già tale un anno fa con il crollo del Ponte e adesso si è aggravata con i fatti che hanno coinvolto la A6 e la A26. Per questo chiediamo all’Esecutivo di assumere decisioni tempestive, come sta facendo, e di coordinare direttamente questa nuova emergenza” afferma il gruppo Pd in Regione.

1) Unità di missione e piano straordinario. Abbiamo accolto con soddisfazione l’annuncio, fatto dal Ministro De Micheli ieri in Prefettura a Savona, di un piano straordinario per la Liguria contro il dissesto idrogeologico e per la manutenzione e il potenziamento della rete infrastrutturale. Adesso bisogna accelerare i tempi per metterlo in atto. Serve da subito una unità di missione del Governo decentrata in Liguria che si occupi da domani di coordinare gli interventi sulla mobilità e le infrastrutture nell’emergenza e in futuro di attuare il piano straordinario.

2) Tagliando Decreto Genova. È necessario fare un tagliando al Decreto Genova già nella Legge di Bilancio, verificando con rigore quanto è stato speso e soprattutto quanto non è stato speso delle risorse inserite in quel Decreto. Sappiamo che stiamo parlando di risorse consistenti, che la dicono lunga sia sui limiti del Decreto Genova per come è stato concepito, sia sulla scarsa tempestività con cui molte misure sono state attuate, mentre altre sono rimaste lettera morta. Se serviranno nuove risorse dovranno essere integrate.

3) Integrazione ferro/gomma su tutta la regione. Occorre un investimento importante sul trasporto pubblico locale, l’unica vera alternativa per alleggerire la mobilità. Ci fa piacere la proposta di gratuità nell’uso dei bus, anche se non si capisce per quanto tempo questa misura rimarrà in vita e per quale motivo la Regione non garantisca la stessa gratuità sui treni. Crediamo tuttavia che la scelta strategica sia un’altra: garantire l’integrazione modale e tariffaria ferro/gomma sull’arco regionale. Cioè fare l’esatto contrario di ciò che la Regione Liguria ha fatto sul contratto di servizio, uccidendo l’unica integrazione tariffaria esistente, quella sul Comune di Genova. Se c’è un investimento da fare va fatto su questo punto.

4) Telelavoro. Le Giunta regionale concordi con i soggetti imprenditoriali sul territorio la possibilità di estendere il telelavoro alle aziende che sono nelle condizioni di poterlo attuare. Auspichiamo che nella legge di bilancio la Giunta ligure batta un colpo per incentivare questa modalità.

“Toti la smetta di fare propaganda elettorale sulla pelle dei liguri. In questi quattro e mezzo di governo regionale non ha fatto niente per verificare le condizioni delle nostre infrastrutture, a parte qualche letterina inviata al Governo nelle ultime due settimane. E vorremo ricordargli che nei 15 mesi trascorsi dal crollo del Ponte Morandi, per un anno al Governo ci sono stati i suoi amici della Lega, con Rixi in qualità di viceministro alle Infrastrutture, e non sono riusciti neppure a costituire l’Agenzia per la sicurezza delle infrastrutture inserita nel Decreto Genova un anno fa, che adesso dovrà insediare il nuovo Governo”.

“Il minimo che i concessionari autostradali dovrebbero fare è sospendere il pagamento del pedaggio in Liguria e offrire gratuitamente i propri percorsi agli automobilisti e ai cittadini in difficoltà”. Così dichiara la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, Alice Salvatore.

“Ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di emergenza trasporti in Liguria. Non solo – spiega poi – la colpevole gestione del Ponte Morandi ha causato a tutto il Nord Italia un enorme danno in termini di vite umane, disagio, crisi economica e di trasporti messi in ginocchio. Il crollo del viadotto sulla autostrada Savona – Torino ha ulteriormente aggravato una situazione ai limiti del sopportabile”.

“I disservizi si susseguono giorno dopo giorno, la sicurezza manca su gran parte dei tratti autostradali di tutta la Regione. Inoltre su lunghi tratti delle nostre autostrade manca la corsia di emergenza, e per questo motivo non possono essere nemmeno considerate a norma”.

“Tenuto conto di tutto ciò, il minimo che i concessionari autostradali potrebbero fare in Liguria è di sospendere il pagamento dei pedaggi finché la sicurezza non sarà finalmente ripristinata ovunque, non solo per risarcire i cittadini degli ampi disservizi di cui stanno pagando le conseguenze da anni, ma soprattutto per venire incontro ad una situazione di crisi dei trasporti e del commercio in cui i concessionari hanno una grande parte di responsabilità”.

“La mia idea – continua Salvatore – è che i concessionari dovrebbe venire incontro, per dovere morale e legale, ai cittadini Liguri: sospenda il pagamento del pedaggio”.

“Tutti gli automobilisti che per spostamenti personali ma soprattutto per lavoro – e per carenze nel sistema di trasporto pubblico via ferro – sono costretti prendere l’auto o mezzi di autotrasporto, dovrebbero essere subito esentati dal pagamento del ticket autostradale”.

“In realtà tutta la Regione, per i danni subiti, meriterebbe l’esenzione totale, ma sicuramente in primo luogo tutto il Ponente ligure, duramente colpito dal dissesto idrogeologico, la Valpolcevera, il Ponente genovese con tutta la zona industriale, nonché il tratto coinvolto dal crollo tra Savona e Torino”.

“La Giunta Regionale, – aggiunge – anziché voler affidare a concessionari come Società Autostrade ulteriori costruzioni gigantesche come la Gronda, che interferirebbe 62 rii sotterranei e creerebbe un danno idrogeologico insanabile, dovrebbe pretendere la manutenzione delle autostrade e dei viadotti e mettere in campo tutti i mezzi necessari per ottenere dall’azienda aiuti concreti ai viaggiatori e agli autotrasportatori”.

“Continueremo a monitorare la situazione e proseguiremo con richieste formali per esentare la cittadinanza colpita dai disagi” conclude Salvatore.

Voltri, frana sospesa sopra il viadotto della A26

“La chiusura di due viadotti sull’A26 – gravissima -, afferma Gianni Pastorino, rende plastico ed evidente a tutti il problema delle infrastrutture in Liguria. Un problema che non è meramente ingegneristico ma che ha pesanti ed evidenti ricadute sull’ambiente, sull’economia e sulla vita delle persone. Autostrade per l’Italia ha svolto e svolge un ruolo sempre più pesante nel mettere in difficoltà il nostro territorio: possibile che dopo la tragedia del Ponte Morandi non si sia ancora imparato che la sicurezza delle persone viene prima di tutto? Infatti l’A26 chiude non su autonoma decisione di ASPI ma su imposizione della procura di Genova, che giustamente ritiene urgenti e imprescindibili le verifiche su due viadotti. Che tipo di intervento svolge e ha svolto Autostrade per l’Italia sulle infrastrutture della nostra regione e del nostro paese? Oltre un anno fa chiesi in consiglio regionale, agli assessori Giampedrone e Scajola, quali iniziative avesse intrapreso la Regione nei confronti di Autostrade affinché fosse garantita la sicurezza dei viadotti autostradali in Liguria. La risposta fu abbastanza vaga, oggi è davanti agli occhi di tutti”.

“Credo che sia il momento di dirlo molto chiaramente: il modello delle privatizzazioni portato avanti da tutti i Governi appare completamente fallimentare, perché il Ministero delle Infrastrutture non è in grado di svolgere una idonea funzione di controllo e di direzione. Trovo del tutto condivisibili le dichiarazione di chi sostiene che la Liguria verrà isolata e che le attività economiche della nostra regione non potranno durare una sola settimana. Però vorrei chiedere a Toti e a Signorini, che hanno sostenuto questa tesi: chi, in questa regione, fa la regia? Perché mi sembra evidente che ogni tassello riguardante le infrastrutture in Liguria vada a sé stante, senza una progettazione coesa o una visione sul lungo periodo: Autostrade per l’Italia risulta inadeguata a svolgere i dovuti controlli e la necessaria manutenzione nel nostro territorio; RFI è incurante delle necessità della nostra regione e gli ammodernamenti necessari – seppur finanziati – sono ben lontani dall’essere completati; il Terzo Valico è una grande opera infinita che non è adeguatamente collegata col bacino del ponente genovese”.

“A chi compete questa infrastrutturazione? In questo paese, e in special modo in questa regione, non si riesce a fare regia, neanche con soggetti che sono a capitale pubblico; perché non soltanto ciascuno ragiona entro i propri perimetri ma addirittura ognuno assume decisioni spesso decisamente in contrasto con gli altri, a discapito del territorio e dei suoi abitanti. Se vogliamo uscire dalle parole ai fatti, l’unica soluzione è creare una cabina di regia che metta insieme inderogabilmente i soggetti pubblici e che sia in grado di coordinare quelli privati che svolgono attività essenziali alla nostra economia e al nostro territorio. Perché l’unica grande opera urgente e necessaria è la messa in sicurezza del nostro territorio” conclude.

“Sarà rimasto ancora qualcuno al Mit? A un anno e quattro mesi dal crollo di ponte Morandi, il competente ministero non solo non ha fatto alcun significativo intervento sulle infrastrutture viarie regionali, ma non è neppure stato in grado di costituire un’agenzia per il controllo delle stesse (sede a Genova!), non fornendo oltretutto alcun report decisivo circa la situazione dei viadotti in Liguria, come espressamente richiesto dalla Regione. Ogni minuto che passa Genova, la Liguria e l’economia italiana perdono milioni di euro per l’incoscienza o l’incapacità di qualcuno”. È il commento dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti.

“Come assessorato allo Sviluppo economico – aggiunge Benveduti – abbiamo ricostituito il tavolo che avevamo creato per il ponte Morandi, per avere un punto di contatto e un punto di raccolta informazioni con imprese e imprenditori. Oltre a questo, abbiamo chiesto alle Camere di Commercio di rinnovare il loro precedente impegno nel recepire e quantificare i danni economici dell’intero territorio”.

“Infine – conclude l’assessore -, riteniamo che sia più che mai doveroso che Autostrade renda gratuito il passaggio sulle nostre tratte. I liguri non possono pagare ancora le inefficienze altrui”.

“Occorre subito un piano straordinario per la Liguria che preveda il potenziamento delle infrastrutture in modo tale che la nostra regione non rischi più di rimanere isolata. Tuttavia, il Governo è latitante e ieri sera, come ha riferito il nostro deputato genovese Edoardo Rixi, era disinformato della chiusura del tratto dell’A26 anche se i problemi sui viadotti liguri si conoscevano da tempo”. Lo ha dichiarato oggi il capogruppo regionale Franco Senarega (Lega).

“Serve – ha aggiunto Senarega – un impegno del Governo che tuteli il primo scalo portuale del Paese, la viabilità e l’economia regionale. Se il sindaco Marco Bucci oggi è stato costretto a invitare i genovesi a non usare l’auto e i mezzi Amt in città sono disponibili gratuitamente fino a cessata emergenza, come minimo bisogna pretendere dai concessionari delle autostrade di sospendere i pedaggi per i liguri. Purtroppo, il tragico evento del crollo del Ponte Morandi e le inchieste della magistratura genovese su mancati controlli e manutenzioni non hanno insegnato nulla. Perché, mentre gli utenti pagano un servizio pubblico, i disservizi sul nostro territorio continuano giorno dopo giorno”.

“L’Europa faccia sentire la propria voce e intervenga in maniera concreta per sostenere le zone colpite dal maltempo degli ultimi giorni. L’ondata che si è scagliata su Liguria, Piemonte e Val d’Aosta ha causato ingenti danni alle popolazioni, ai trasporti e alle economie dei territori: ci sono intere zone isolate e situazioni di grande criticità. È necessario agire subito, con interventi e risorse per superare l’emergenza: abbiamo presentato un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere sostegno ai territori e agli enti locali nel recupero delle attività economiche e delle infrastrutture colpite attraverso il Fondo di Solidarietà Europeo, domandando altresì un sostegno reale agli enti locali nella loro azione di contrasto alla prevenzione del dissesto idrogeologico. Per troppe volte in passato l’Europa ha sprecato risorse in progetti inutili e privi di benefici per i cittadini: ora è tempo di agire, in fretta, per aiutare territori in difficoltà”. Lo dichiarano in una nota gli europarlamentari della Lega Marco Campomenosi e Alessandro Panza.

“La tragedia di Ponte Morandi e il recente crollo del viadotto sulla A6, la chiusura “per verifiche tecniche”, da parte di Autostrade, di due viadotti sulla A26 (ora temporaneamente e parzialmente riaperta), rischiano di paralizzare la nostra Regione mettendo a serio rischio l’incolumità delle persone e lo sviluppo del nostro territorio. I recenti avvenimenti hanno inoltre dimostrato l’inadeguatezza del Concessionario, che pare preoccupantemente incapace di garantire e dimostrare lo stato di manutenzione delle infrastrutture. È tempo per la politica di fare scelte coraggiose, in questo senso è molto positiva l’immediata iniziativa della ministra alle infrastrutture Paola De Micheli. Siamo fiduciosi che il governo metterà in campo tutte le azioni necessarie per la creazione di una strategia di sviluppo della rete dei trasporti della nostra regione che permetta a tutti i Liguri di spostarsi e soprattutto di poterlo fare in sicurezza. Oggi più che mai urge un serio piano di investimenti per la tutela e la messa in sicurezza del nostro territorio e la manutenzione straordinaria di tutte le infrastrutture esistenti, oltre alla realizzazione di nuove opere che consentano alla rete del trasporto ligure di essere più solida e connessa con il resto del Paese. Con questo si determina il futuro della nostra Regione, altrimenti indirizzata verso un inesorabile declino e un inevitabile isolamento. Una Regione isolata, nel nostro mondo iperconnesso, non ha alternative all’involuzione e alla decrescita” affermano i Giovani Democratici Liguria.

leggi anche
arenzano casello autostrada a10
Lettera al governo
Chiusura A26, presidente Toti: “Chiesta la totale gratuità delle autostrade liguri”
Generica
Spiraglio
Riaperta una corsia per senso di marcia in A26. Primi transiti, ma restano criticità traffico
A26 autostrada
Disastro!
A26, Pd e M5S: “Liguria in ginocchio e tagliata fuori, i responsabili si facciano da parte”
traffico A10
Prevedibile
Chiuse A6 e A26, la A10 va in tilt: traffico bloccato in direzione Genova
coda svincolo a26 a10
Un'altra mazzata
Chiude anche la A26, “verifiche tecniche” sui viadotti tra Pra’ e Masone dopo i falsi rapporti

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.