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Chiusura A26, Ghini (Uil): “Scenario bellico tra disfatta e necessità di ripartire con un piano nazionale”

"Lavorare insieme per scongiurare il peggio"

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Provincia. “Un altro colpo al cuore per la Liguria è arrivato ieri sera: la chiusura della A26, ovvero un intervento urgente arrivato su impulso dalla procura a società Autostrade per la verifica della sicurezza dei due tratti della carreggiata. Questo arresto si aggiunge alla lunga lista di frane, smottamenti e al crollo sulla A6 di un viadotto avvenuto solo domenica. Sembra uno scenario bellico”. Questo il commento di Mario Ghini, segretario generale di Uil Liguria.

Spiega Ghini: “Quest’ultimo provvedimento, che arriva dopo la notizia sui falsi report sullo stato dei viadotti, è giusto per quanto riguarda la Uil che ripone grande fiducia nella Magistratura. Tuttavia, la chiusura dei due ponti ha mandato in tilt non solo la viabilità, ma anche l’emotività della popolazione, e ci consegna un quadro allarmante: la Liguria è a rischio, abbiamo bisogno di un piano nazionale  straordinario di rimodulazione delle infrastrutture e di procedere speditamente con la ricostruzione di quelle distrutte o ammalorate”.

“Bisogna rimettere il territorio in sicurezza con una seria lotta al dissesto idrogeologico  pianificata a tavolino da Governo, comunità scientifica e classe imprenditoriale. La Uil invita le istituzioni a sedersi a un tavolo allargato per procedere, non solo alla conta dei danni, ma alla ricostruzione della Liguria sia sul piano infrastrutturale che emotivo – continua Ghini – abbiamo bisogno del Governo, della presenza costante del Ministro De Micheli e della piena collaborazione della Regione Liguria. I cittadini sono chiamati a fare i conti con disagi, isolamenti, viaggi estenuanti, e con la paura, altro grande nemico. Purtroppo lavoratori e cittadini devono affrontare un ulteriore oltraggio:  la situazione paludosa legata ai falsi report che, giorno dopo giorno, si sta svelando allarmante davanti ai nostri occhi. Sarà difficile, se non impossibile, recuperare la fiducia della popolazione che, indifesa, resta sola davanti a enormi disastri dati anche dalla malafede di avrebbe dovuto vigilare e proteggere”.

Conclude Ghini: “L’appello è quello di lavorare insieme per scongiurare il peggio”:

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