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Affitti in nero, Tosi (M5S): “L’E-tourism, da panacea per le case vacanza a mezzo per evadere le tasse”

Il consigliere regionale pentastellato precisa: "Avevo allertato la giunta già tre anni fa, il fenomeno va arginato e combattuto"

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Provincia. “Tre anni fa, ebbi modo di mettere in luce il fenomeno delle case vacanze affittate in nero. La mancata attenzione e le misure insufficienti ad arginare l’evasione oggi sono sotto gli occhi tutti: stando all’indagine, come riporta anche la stampa locale, l’evasione è superiore a 1 milione di euro! – dichiara il consigliere regionale Fabio Tosi commentando la notizia riportata sui quotidiani odierni – ne va da sé che ora è oltremodo doveroso intervenire normativamente per azzerare questa situazione, che provoca enormi danni in termini di entrate fiscali. Altro aspetto non di poco conto è la sicurezza: trattandosi di affitti in nero, i proprietari degli immobili non hanno rispettato l’obbligatorietà della trasmissione dei dati di chi era alloggiato in quegli appartamenti. È da inizio legislatura che, in materia di controllo in questo particolare comparto, sostengo la necessità di una stretta collaborazione tra Regione, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza”.

“Un primo importante passo per arginare il fenomeno l’abbiamo ottenuto con l’introduzione del Codice identificativo turistico regionale (CITR), che, grazie soprattutto agli emendamenti M5S del quale mi sono fatto promotore, prevedono l’obbligo di invio del Codice anche a chi funge da intermediario, ovvero tra chi affitta l’immobile e chi lo prende in locazione. Misure che si erano rese oltremodo necessarie anche in considerazione del fatto che in Liguria, come ebbi modo di far notare all’assessore Berrino in Aula, il numero degli immobili che fornivano il Codice era pari a un misero 30%”.

“Ora, essendo stata svelata la portata dell’evasione, Giunta e assessore di competenza devono fare in modo di accedere ai dati in possesso delle forze dell’ordine, così da avere un quadro più chiaro della situazione sia per quanto concerne l’evasione sia per quanto riguarda il dato turistico regionale”.

“Rinnovo dunque la mia proposta di tre anni, allorché invitai Regione Liguria a promuovere l’uso di un software in grado di far da legame tra i soggetti interessati: fosse stata accolta la mia proposta per una corretta e puntuale comunicazione tra le parti, si sarebbe evitata non solo l’evasione, gravissima per la collettività, ma anche il danno d’immagine per il turismo ligure”, conclude Tosi.

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