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A26, Pd e M5S: “Liguria in ginocchio e tagliata fuori, i responsabili si facciano da parte”

Le dure reazioni politiche dopo la decisione di chiudere anche la A26

Liguria. “A proposito delle allarmanti parole del Procuratore Capo del Tribunale di Genova Francesco Cozzi: “Sono viadotti a rischio rovina. Credo che il termine sia chiaro a tutti”, il deputato Dem ligure Franco Vazio, vice presidente della commissione Giustizia della Camera dichiara: “La Liguria, già in ginocchio per il crollo del ponte Morandi e, in questi giorni, del viadotto sulla A6, ieri sera ha dovuto leggere un laconico comunicato della società concessionaria con il quale, dando sostanzialmente seguito ad una prescrizione della Procura della Repubblica, viene annunciata la chiusura dell’arteria di collegamento più importante al porto di Genova e alla Liguria”.

“In questo quadro è doveroso domandarsi:
– quali controlli e quali manutenzioni siano stati eseguiti in questi anni, prima e dopo il crollo del Morandi;
– quale sia la reale capacita della società concessionaria di gestire una rete autostradale fulcro dell’economia di un intero paese, senza mettere a rischio la vita degli italiani”.

“Bene ha fatto il Ministro Paola De Micheli a convocare immediatamente il concessionario ASPI al fine di garantire la sicurezza e stabilire natura e tempi degli interventi strutturali da compiere – prosegue l’esponente Dem di Base Riformista -. La Liguria, la sua economia e i suoi porti, però, in queste condizioni non possono reggere. Chi non è in grado di garantire tutto ciò deve farsi da parte”.

“Chi ha creato irresponsabilmente condizioni drammatiche e terribilmente lesive per l’economia di un intero Paese deve farsi da parte”.

“Dopo quanto accaduto oggi, il percorso di una revoca della concessione è assolutamente coerente, proporzionato e addirittura imposto dai pericoli corsi e dai danni irreparabili inferti alla nostra economia. La misura è colma!”.

“Si faccia da parte anche chi, con un ruolo di responsabilità nella guida della Regione ha difeso e intenda ancora surrettiziamente difendere l’indifendibile; si eviti di pronunciare frasi ad effetto nel tentativo di mettersi a capo della protesta. Il tempo delle solite passerelle è finito”.

“Confido nell’indipendenza, nella forza e nell’autonomia di giudizio del Governo e nelle capacità e nell’efficienza del Ministro Paola De Micheli. Non abbiamo più tempo; esiste solo la speranza e la determinazione dei liguri” conclude Vazio.

“La decisione di Autostrade di chiudere l’A26 è pesantissima e non ha precedenti. Genova e la Liguria, già alle prese con la ricostruzione del Morandi e con l’A6 danneggiata, adesso sono davvero isolate, con danni incalcolabili per la loro economia e per la mobilità dei cittadini – rincara il gruppo Pd in Regione e il Pd ligure -. Siamo di fronte a una clamorosa interruzione di pubblico servizio”.

“I genovesi e i liguri hanno diritto ad avere infrastrutture sicure e adeguate, che garantiscano la libera circolazione di persone e merci. Se Aspi non è in grado di mantenere un pubblico servizio in concessione si faccia da parte. La misura è colma. Siamo sicuri che il Governo andrà fino in fondo a questa vicenda, senza guardare in faccia nessuno. Chiederemo la convocazione straordinaria e congiunta dei Consigli regionale e comunale di Genova”.

“Chiusi due viadotti: Pecetti e Fado. Dopo il crollo del viadotto sulla A6 ieri, oggi un altro grave danno alla viabilità ligure. Anni e anni di incuria, di colpevole mancanza di controlli, di manutenzione. Mancata prevenzione. ‘Viadotti a rischio rovina’, come ha dichiarato anche il procuratore capo Francesco Cozzi. E a pagare solo i cittadini liguri”, dichiara la capogruppo regionale Alice Salvatore commentando la chiusura dell’A26.

“Ancora adesso c’è chi vuole fare altri oltraggi a un territorio ormai allo stremo. Non c’è più da scherzare o da fare scarica barile, come già ho letto. Le cose da fare sono tantissime, e si possono fare ora, senza alcun bisogno dei soliti balletti della vecchia politica. Tutti dobbiamo cercare immediatamente soluzioni”.

“La prima è sicuramente un aumento importante delle comunicazioni su ferro: servono molti più treni. Cambiare con soluzioni che per ora non sono neanche state prese (colpevolmente) in considerazione. Lo stato delle autostrade, dei terreni, e di altri tanti viadotti è tragico e non potrà risolversi a breve”.

“Bisogna pensare ad azioni immediate senza cercare di nascondere le proprie colpe dietro a finte discussioni. La gente sa chi difendeva e difende tuttora Società Autostrade, sa chi prendeva in giro il MoVimento 5 Stelle quando abbiamo parlato di gravi pericoli per la Liguria. Ma… avere ragione non è piacevole in questo momento. È tragico. E lascia l’amaro in bocca”.

“Treni, più treni! E binari di precedenza. Subito. Soluzioni semplici e immediate. Contestualmente, intervenire su tutti i viadotti con controlli esterni a Società Autostrade. La vita dei cittadini è nelle nostre mani”.

“La decisione di chiudere la A26 non ha precedenti. D’altra parte come potrebbe averli? Ancora una prova dell’inefficienza del concessionario. Ancora un incubo per i liguri. Dopo il Morandi, dopo il crollo del viadotto Madonna del Monte (travolto da una frana) non si può rischiare: la sicurezza prima di tutto quindi, se ci sono dei pericoli, è bene non correrli. Inutile dire, però, che questo ennesimo colpo di scena, imposto dalla procura non certo venuto in mente al concessionario, arriva dopo giorni di forte stress per tutto il territorio e provoca danni incalcolabili per la Liguria. La viabilità è davvero al collasso. Qualcuno, prima o poi, dovrà rispondere di tutto questo”. Così, in una nota, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera, il ligure Sergio Battelli.

“La Liguria è isolata e il governo che fa? Per questo motivo abbiamo chiesto con una interrogazione urgente che il ministro De Micheli spieghi in Commissione trasporti come intende intervenire. Il porto di Genova non può aspettare, i commercianti e gli insediamenti industriali non possono aspettare, i cittadini non possono aspettare. Ogni minuto che passa milioni di euro vanno in fumo. Un disastro annunciato per cui ci chiediamo da Toninelli all’attuale ministro come si sia impiegato il tempo dal crollo di Ponte Morandi in avanti: solo proclami sui social alla disperata ricerca di qualche voto in più”. Lo hanno scritto in una nota i deputati Roberto Cassinelli e Roberto Bagnasco di Forza Italia.

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