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Tassa di soggiorno, la “nuova risorsa” dei Comuni per il turismo: ecco tutti gli “incassi” nel savonese

I dati sono ancora provvisori: investimenti in servizi, infrastrutture, promozione ed eventi

Savona. I dati sono ormai in dirittura d’arrivo, con le comunicazioni ufficiali e definitive all’ente camerale che dovranno pervenire entro la metà del mese di novembre. Quello che è chiaro è che ormai la tassa di soggiorno rappresenta la “nuova risorsa” per il turismo savonese, soldi che i Comuni possono spendere ed investire compensando le difficoltà dei bilanci tradizionali, come dimostrano i soli numeri dei due mesi con le maggiori presenze turistiche, ovvero luglio e agosto.

In questi giorni, infatti, si sono già svolte le prime riunioni dei Clt comunali – Comitato Locale del Turismo -, per vedere con le associazioni del territorio l’utilizzo degli introiti, rivolti in primis per servizi, infrastrutture, eventi e promozione. Tra i settori più in voga senz’altro l’outdoor, ma anche la gastronomia e la cultura, con l’obiettivo della destagionalizzazione. Ma non solo: l’azione futura di investimento punterà con forza sul cosiddetto “turismo esperienziale”, legato a natura e ambiente.

La tassa di soggiorno, al centro di non poche polemiche nel savonese, ha iniziato ad essere applicata dal luglio del 2018. Secondo l‘asset normativo dell’imposta un 15% degli introiti sono da versare all’ente camerale che svolge una funzione di coordinamento territoriale operativo sull’applicazione e gestione della tassa di soggiorno, un 60% delle somme sono da spendere sulla base delle decisioni assunte dai Comitati Locali del Turismo, mentre la parte restante resta nelle casse comunali.

Altra considerazione: non tutti i versamenti spettanti ai Comuni sono e saranno effettuati alla scadenza prevista e i dati complessivi rispecchiano ancora un andamento previsionale (l’ultima certificazione è per metà novembre), senza contare l’ingresso degli appartamenti ad uso turistico, censiti e regolamentati dalla Regione Liguria, voce aggiuntiva, seppur variabile, per gli introiti dei Comuni turistici del savonese.

Ecco la SITUAZIONE ad oggi nei Comuni che applicano la TASSA DI SOGGIORNO:

ALASSIO: dopo il dietrofront dell’amministrazione Melgrati (che in campagna elettorale aveva invece condotto una dura battaglia contro la tassa di soggiorno), il Comune di Alassio, al suo debutto nell’applicazione dell’imposta, prevede un incasso totale di circa 450 mila euro.

ALBENGA: per l’imposta di soggiorno i dati relativi alla comunicazione di giugno dicono 46.674 euro. Si attendono i numeri definitivi con l’ultima dichiarazione per metà novembre, tuttavia il Comune albenganese ha messo a bilancio una cifra previsionale intorno ai 110 mila euro.

BORGHETTO S. SPIRITO: lo scorso anno sono stati incassati 28.000 euro nei due mesi sperimentali. Quest’anno messi a bilancio (a livello previsionale) 25.000 euro. Al 28 ottobre sono stati incassati 14.000 euro. Nel 2018 molti comuni avevano aspettato il termine ultimo del 15 novembre per versare, anzi, in realtà moltissimi avevano versato in ritardo. Nel 2019 per Borghetto il 90% dell’entrata è basato sugli appartamenti ad uso turistico, spesso di singoli proprietari, quindi la cifra dei 14.000 è destinata almeno a raddoppiare. L’amministrazione di Borghetto metterà in campo controlli mirati ed incrociati anche per la lotta all’evasione. Borghetto ha, in Liguria, il più alto numero di alloggi uso turistico regolarmente denunciati (oltre i 1.000 alloggi) quindi è evidente il problema dell’evasione dell’imposta. Solo negli ultimi 15 giorni di agosto sono stati riscontrati 40.000 euro di sanzioni per appartamenti ad uso turistico non registrati. Non appena sarà concluso il termine ultimo per il versamento dell’imposta scatterà la ricerca degli evasori.

FINALE LIGURE: l’importo riscosso nei primi tre mesi, ovvero aprile maggio giugno 2019, ha portato nelle casse comunali circa 160.000 euro. Lo stesso importo si prevede per il bimestre luglio – agosto. Per settembre – ottobre si prevede un incasso di 60-80.000 euro, per un totale quindi che potrebbe arrivare a ben 400 mila euro. Gli importi precisi saranno disponibili dopo l’ultimo versamento, stabilito al 16 novembre. Per quanto riguarda la card turistica Ligurian Riviera, 26.000 sono state le tessere distribuite a Finale Ligure ad oggi. Gli importi introitati hanno consentito di sviluppare le seguenti azioni, in accordo con le associazioni di categoria: mobilità locale, ovvero l’attivazione del bus navetta con tragitto Finalborgo- Finalmarina-Finalpia-Varigotti e ritorno (come nel 2018, ma nel 2019 per un periodo ovviamente maggiore, da aprile ad ottobre); alcuni eventi; apertura e gestione dei tre punti informativi del finalese, ovvero i tre IAT (Finalmarina – Finalborgo – Varigotti).

LOANO: la proiezione degli introiti l’per imposta di soggiorno si aggira tra i 340-350 mila euro, una cifra che l’amministrazione comunale attende a confermare in attesa dei dati definitivi.

NOLI: l’anno scorso la cifra comunicata dall’amministrazione comunale ammontava a 20 mila euro, quest’anno potrebbe essere lievemente superiore in relazione all’incidenza degli appartamenti ad uso turistico. Tuttavia il sindaco Fossati ha reso noto che giovedì sarà fatta apposita delibera di giunta, in attesa della comunicazione definitiva da presentare all’ente camerale.

PIETRA LIGURE: Per il trimestre aprile-giugno 2019 l’incasso accertato è stato di 90 mila euro. Sommando il periodo successivo, luglio-ottobre 2019 (tenuto conto dell’incasso accertato nel bimestre luglio/agosto 2018), si prevede una cifra intorno ai 300 mila euro, un introito che potrebbe essere leggermente superiore fanno sapere dal Comune, che attende l’ultima certificazione ufficiale.

SPOTORNO: la cifra messa a bilancio preventivo per la tassa di soggiorno 2019 è stata di 110.000 euro. La prima tranche incassata il 16 luglio scorso, relativa ai tre mesi (aprile, maggio e giugno) è stata di circa 50.000 euro. Questa prima entrata fa ben sperare sul raggiungimento del preventivo totale in considerazione anche del fatto che la seconda sia comprensiva di quattro mesi (luglio, agosto, settembre ed ottobre) più remunerativi. Dall’esperienza dello scorso anno (solo due mesi, luglio ed agosto) dove si erano incassati circa 64.000 euro, si può dedurre che la seconda entrata sia maggiore di quella del 2018 e che questo contribuisca ad andare oltre i 110.000 euro preventivati. Ad oggi molti alberghi chiudendo hanno già effettuato il versamento della seconda tranche, ma occorre aspettare la scadenza del 16 novembre per fare una valutazione più precisa. Da tenere conto, sull’esperienza dell’anno passato, che ci possono essere dei ritardatari sul versamento, con una continua rivalutazione dell’entrata definitiva per le casse del Comune.

TOIRANO: l’amministrazione comunale prevede di incassare circa 1.150 euro, ovvero la stessa cifra del 2018.

TOVO SAN GIACOMO: il gettito d’imposta dovrebbe superiore a quello dell’anno scorso (3 mila euro), attestandosi a circa 4.500 euro.

VARAZZE: L’ipotesi contenuta nel bilancio preventivo era di 120 mila euro. Ad oggi le riscossioni ammontano ad euro 155 mila e sono in aumento. Il dato è dunque variabile al rialzo. Questo sta a significare che le previsioni iniziali sulla attrattivita della città per quanto di attinenza alla scelta della location è sicuramente aumentata. Le nuove forme di offerta diverse da quelle tradizionali hanno fornito una risposta più che adeguata alla domanda pervenuta dall’utenza. La scelta sull’applicazione della imposta di soggiorno è stata da subito condivisa dalla amministrazione comunale, secondo il protocollo regionale che consente la spesa integrale della somma incassata al di fuori dei limiti imposti dalla legge Finanziaria. Questo consente e consentirà sempre più di investire risorse sul brand della città di Varazze al fine di migliorare ulteriormente l’offerta in questo fondamentale settore.

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