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Savona, piano mobilià: ecco la bozza finale. Il vice sindaco Arecco: “Ora la discussione pubblica sul progetto definitivo” foto

Dalle idee progettuali alla realizzazione fattuale... Palazzo Sisto lancia il dibattito aperto a cittadini e categorie economiche

Savona. “Trascorsi circa tre mesi dall’avvio della presentazione, da parte del mio assessorato, della proposta di “Piano del Traffico”, ritengo sia oramai giunto il momento di avviare la parte più innovativa del metodo di lavoro: aprire ufficialmente e pubblicamente la discussione, inaugurando per la prima volta, su un tema come quello della mobilità cittadina, il metodo partecipativo. Argomento tanto “sbandierato”, ma mai realmente applicato. Questa volta, la discussione si potrà aprire avendo a disposizione un consistente lavoro, dal quale partire e su cui apportare tutte le modifiche ed i miglioramenti che potranno essere ritenuti utili per la nostra comunità”.

Lo afferma il vice sindaco e assessore Massimo Arecco, annunciando la bozza finale del piano mobilità e il via alla discussione pubblica su modifiche e miglioramenti.

“Oltre ad avere spiegato pubblicamente la filosofia dell’imponente lavoro predisposto in tanti mesi di impegno, è stata ufficialmente trasmessa la documentazione ai Comuni contermini da Finale a Varazze, alla Provincia, a TPL, all’Unione industriali, all’Autorità di sistema portuale, ai sindacati, ai commercianti ed artigiani, ai taxisti, agli ordini professionali, alle associazioni di proprietari, alle associazioni ambientaliste, ecc. ecc… Ho iniziato a presentare personalmente il lavoro predisposto partendo da un’assemblea pubblica aperta ai commercianti, ma tutti voi, cittadini, utenti, imprenditori, ecc., avrete la possibilità ed il diritto di dire la vostra durante ulteriori riunioni pubbliche dedicate specificatamente alle singole categorie” aggiunge.

“Sono consapevole del fatto che ora prenda l’avvio la parte più delicata dell’operazione: nel corso di un dibattito pubblico, o durante un percorso partecipato, è ovvio che, a livello di proposte, “potrà uscire di tutto e la vera difficoltà operativa consisterà nel fare sintesi e nel gestire la moltitudine delle proposte”, ma è il pegno che deve necessariamente pagare un amministratore che chiede il confronto e che, soprattutto, non lo teme. La bozza di proposta elaborata ha, come obiettivo, quello di indicare le linee “politiche” generali che il piano della mobilità dovrà avere e che, una volta definite, potranno essere affidate, con un incarico pubblico, ad una squadra di professionisti, i quali dovranno tradurre in realtà i desiderata di un’intera comunità”.

“Gli obiettivi prefissati del lavoro redatto dal mio assessorato sono stati i seguenti: ampliamento della zona pedonale, riduzione degli attuali volumi di traffico in entrata ed uscita da Savona, miglioramento della qualità del servizio urbano di trasporto, riorganizzazione del sistema di utilizzo dei parcheggi cittadini e di cintura, avvio di una programmazione che, nel tempo, permetta di creare una rete organica di piste ciclo-pedonali ed un sistema integrato di mobilità “green”.

“Una parte delle idee guida del piano potranno essere concretizzate anche immediatamente ed a “costo zero”. Altre iniziative richiederanno un tempo leggermente maggiore ed un lavoro di sinergia da svilupparsi unitamente ad altri soggetti pubblici. La restante parte del lavoro richiederà investimenti maggiori ed una programmazione articolata. La stesura di un crono programma articolato e preciso potrà avvenire al termine del processo partecipativo. Terminata detta fase del lavoro, la discussione passerà alla componente politica, la quale, avendo a disposizione uno strumento già vagliato dalla comunità savonese, sarà in grado, con maggiore facilità, di effettuare le più opportune scelte e valutazioni”.

La ricetta si basa:
• sul ripensamento delle attuali direttrici di traffico, compresa la creazione di bretelle che alleggeriscano zone della città, attualmente, congestionate;
• sulla riorganizzazione delle linee di TPL;
• sulla creazione di parcheggi di prossimità/cintura;
• sull’ampliamento della zona pedonale e sulla creazione di una nuova mobilità ciclo pedonale e verticale;
• sulla collaborazione tra le amministrazioni comunali contermini , in un’ottica comprensoriale.

E il vice sindaco e assessore savonese ripercorre tutti i punti previsti dal nuovo Piano:

“Le persone sono state poste al centro del sistema. E’ stata affrontata la tematica di come, il sistema dei trasporti nel suo complesso, possa contribuire alla salute e al benessere di tutti: residenti, lavoratori e turisti. La risposta sta nel riorganizzare la mobilità per renderla “smart”, in modo che sia più scorrevole, con un trasporto pubblico più efficiente, che favorisca l’accessibilità urbana e il rispetto dell’ambiente. Sono state formulate proposte che non penalizzino gli automobilisti, in virtù della creazione di nuovi parcheggi di cintura, integrati con un moderno sistema di trasporto pubblico”.

“I flussi di traffico, in ingresso e in uscita da Savona, registrano un totale generale di oltre 15000 veicoli che, giornalmente, hanno come destinazione il centro città; senza considerare il traffico pesante”.

piano mobilità savona tpl

“Un sistema funzionante e funzionale di trasporto pubblico costituisce, per Savona, la spina dorsale su cui basare un efficiente sistema di mobilità. Solo in questa maniera, si potrà ridurre il numero di auto in strada, alleviare la congestione del traffico e ridurre il rumore e le emissioni inquinanti. Il successivo acquisto di mezzi di ultima generazione segnerà un ulteriore passo importante in tale direzione. Questa non è la sola considerazione da cui siamo partiti: implementare il trasporto pubblico renderà Savona più dinamica e competitiva, facilitando l’accesso a mercati e servizi per tutti e contribuirà a creare opportunità economiche e più posti di lavoro”.

“E’ stato ripensato l’attuale senso della viabilità nel centro cittadino, attraverso alcuni passaggi che prevedono: la realizzazione di un percorso anulare; il potenziamento e l’integrazione del servizio TPL, con una riorganizzazione delle attuali linee, che servano l’intera area centrale della città in cui si concentra la maggior parte dei punti sensibili; la realizzazione di bretelle stradali, che facilitino il by pass delle auto verso i quartieri dell’Oltreletimbro, senza intasare il centro”.

La nuova proposta di mobilità deve poter essere un volano per tutti i settori dell’economia cittadina. Per capire quali profili di mobilità corrispondano alle varie attività economiche la città di Savona è stata suddivisa in quattro macro aree, ognuna con specifiche esigenze:
▪ centro città (commercio e cultura);
▪ quartieri (commercio, economia locale);
▪ hub urbani (ospedale, campus universitario);
▪ porto (zona commerciale e area crocieristica).
“Con uno spazio stradale limitato come il nostro, è necessario ridurre il numero dei mezzi privati, favorendo il servizio di trasporto pubblico. Un tale connubio potrà garantire il migliore equilibrio tra accessibilità e vivibilità, tra spazio, sviluppo commerciale e qualità della vita, supportare la competitività delle nostre attività e aumentare la produttività tenendo conto dei diversi bisogni. Fornire molteplici opzioni di mobilità permetterà alle persone di usufruire di scelte flessibili, ne aumenterà la capacità di spostamento da e verso il centro città, consentendo di risparmiare tempo e denaro e migliorando il proprio benessere”.

“Aurelia Bis: Sebbene, allo stato attuale, permangano notevoli interrogativi sia sulla tempistica, sia sul tracciato finale, nell’elaborazione di questo capitolo del piano sono state sviluppate idee e proposte per migliorare l’infrastruttura. In particolare si è indirizzata l’attenzione verso la creazione di alcune opere aggiuntive, per evitare l’attraversamento del centro città da parte di chi, proveniente da levante, si deve recare verso il ponente cittadino e viceversa.

“Un piano di mobilità sostenibile deve affrontare le problematiche legate al traffico pesante diretto in porto. La crescita del porto è vitale per la città. Ridurre gli effetti negativi dovuti ad un sempre maggior numero di camion sulle nostre strade, a partire dalla congestione del traffico per arrivare alla qualità dell’aria, è altrettanto essenziale. L’idea di base è quella di trasferire parte del trasporto delle merci da e per il porto, su rotaia. Si propone lo studio di un sistema basato su navetta, verso il quale concentrare una buona parte del flusso dei mezzi pesanti lungo il tratto finale del percorso compreso tra il casello autostradale di Savona e il porto. Tale soluzione permetterebbe altresì di ridurre sensibilmente il numero dei camion provenienti dal casello autostradale di Albisola, che, a regime, potrebbe venir interdetto a tali mezzi. Di concerto con tutti gli Enti ed i soggetti imprenditoriali coinvolti, dovranno essere intraprese le più opportune iniziative finalizzate a realizzare nel medio termine questa opportunità”.

“La stesura dell’intera bozza di Piano ha rappresentato per il mio Assessorato una sfida complessa, alla base della quale vi è la scelta politica di assegnare ad un trasporto pubblico efficiente e redditizio per l’azienda partecipata la priorità nella gerarchia delle modalità di trasporto. Tutto ciò ha portato a una strategia di mobilità, a medio e lungo termine che consentirà di rispondere in modo flessibile alle necessità di accessibilità della città. Per tale ragione è stata sviluppata una serie di progetti interconnessi tra di loro. Non esiste un ordine rigoroso per le proposte sviluppate, in quanto tutte convergono a migliorare le attuali condizioni ambientali ed a rendere più attraente, vivibile e sicura la nostra città” conclude Arecco.

Commenti

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  1. Scritto da paolo_rendano

    aumento delle ciclabili! Savona è una città che per “pendenze” si presta particolarmente alla micromobilità elettrica e non!