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Savona, Di Padova critica sul piano traffico: “L’amministrazione non ha ancora le idee chiare”

La consigliera di minoranza denuncia anche uno scarso coinvolgimento dell'opposizione nell'iter decisionale

Savona. “Abbiamo fatto un accesso agli atti per chiedere gli atti e la documentazione relativa al piano del traffico di cui da mesi parla l’assessore Arecco. La risposta dell’assessore è stata che non esiste al momento alcun documento formale e che il piano non è passato neanche in giunta”. La nota di Elisa Di Padova, neo capogruppo consiliare del Partito Democratico, parte così e prende di mira le intenzioni dell’amministrazione Caprioglio relativamente al nuovo piano traffico.

Continua Di Padova: “L’assessore ci scrive che intende “intraprendere un percorso partecipato con le associazioni, le aziende, la provincia e anche i comuni limitrofi”. Aggiunge che questo percorso partecipato ha l’obiettivo di informare i cittadini e arrivare a un prodotto accettato dalla comunità. Si rimanda a dopo la discussione politica. Abbiamo poi trovato il piano del traffico sul blog degli assessori della Lega e ci ripromettiamo di leggerlo con attenzione nei prossimi giorni. Questo piano, seppur non sia stato formalizzato, neppure nelle sue linee guida, da nessun passaggio almeno da parte della sua giunta – e neppure dei consiglieri di maggioranza – è stato già inviato ai comuni limitrofi”.

“Le domande che porremo in consiglio saranno le seguenti: quali sono state le linee che hanno guidato la realizzazione di questo piano? Con quali dati? Ci era sembrata un’ottima idea quella del sindaco con la formalizzazione dell’accordo quadro con il Campus Universitario per avere i dati aggiornati con i flussi e con le proiezioni prospettiche, uno studio serio e stime corrette.I cittadini hanno diritto di ricevere una corretta informazione per potere partecipare sentendosi davvero coinvolti nelle scelte – continua Di Padova – con chi è stato realizzato? A chi è stato mandato? E’ stato mandato ai sindaci con una richiesta di confronto formale trattandosi di obbiettivi comprensoriali senza che il sindaco di Savona lo abbia approvato?”.

Precisa la consigliera savonese: “Crediamo che sia singolare che sia un blog di partito a parlare per conto di un Assessore, non lo diciamo solo per il rispetto della forma istituzionale – seppur queste motivazioni basterebbero da sole – ma anche per il rispetto dei principi di economicità, efficacia ed efficienza, perchè il tempo passa e si perdono le occasioni per la città.E qui si inserisce la questione del bando del Ministero. Il progetto del filobus (anch’esso non disponibile agli atti ma già sui giornali) sembra la solita foglia di fico. Il bando di finanziamento indica esplicitamente la necessità (soprattutto per i comuni sotto i 100 mila abitanti) di inserire il progetto nell’ambito di una pianificazione per dimostrare (con i numeri) che il progetto serve e che è efficiente. E noi di pianificazioni in questo momento ne abbiamo due: una sul blog della lega e l’altra non ancora pervenuta. Quindi oltre al poco tempo per preparare la domanda ci sarebbe di fondo la debolezza del contesto, cioè del processo di programmazione del PUMS. Le nuove e positive proposte andrebbero invece inserite in maniera coerente – come specifica lo stesso bando – in un quadro programmatorio ben definito”

Conclude Di Padova lanciando una frecciatina all’amministrazione savonese: “Partecipazione…ma mica tanto. I percorsi partecipativi veri sono altra cosa: prima di tutto almeno la Giunta dovrebbe essere informata del processo che si intende adottare ponendosi alcuni obiettivi come: restituire un quadro approfondito dello stato e della percezione collettiva del sistema della mobilità del nostro territorio, per esempio anche indagando le abitudini di trasporto dei cittadini; individuare le priorità in termini di obiettivi che il Piano dovrà perseguire. Dopo che Giunta sviluppa le linee di indirizzo ci sono poi molti strumenti di confronto con gli stakeholder e la cittadinanza. Si raccolgono le idee e a quel punto si potrebbe costruire la bozza del Piano del traffico.  Se si intraprende un percorso serio noi ci siamo e collaboreremo attivamente. In alternativa non ci presteremo a un percorso che più che partecipativo appare demagogico” termina Elisa Di Padova.

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