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Regionali 2020, Sinistra Italiana scalda i motori: “Unire tutte le forze politiche che si oppongono all’attuale governo”

"Sinistra Italiana perciò intende farsi promotrice di “un dibattito in preparazione delle elezioni regionali del 2020"

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Liguria. “La crescita della nostra regione, che presenta un altissimo potenziale, dovrà essere avviata integrando le politiche di welfare con percorsi mirati in grado di coniugare le opportunità di crescita ad investimenti nella formazione altamente specializzata nei settori strategici e al rinnovamento “green” dell’economia e del turismo, costruendo un percorso avanzato che abbia la capacità di prefigurare un modello di sviluppo sostenibile della Liguria”. Lo sostengono i rappresentanti di Sinistra Italiana Genova, che stanno già scaldando i motori in vista delle regionali del prossimo anno.

“A livello nazionale la scommessa del governo Conte è una di quelle difficili. Il suo esito è del tutto aperto, tutto da costruire. Un merito comunque va fin da ora riconosciuto a questa esperienza, per molti aspetti inedita, sicuramente impensabile fino a qualche tempo fa. Quello di avviare un’iniziativa politica che cerca di arginare lo spadroneggiare di una destra aggressiva attraverso contrappesi riconoscibili, rivolti alla riduzione dei conflitti sociali, alla riacquisizione della solidarietà e della condivisione come luogo di superamento del ‘nemico’ simbolico, sul quale veicolare indignazione, paura e assenza di proposta”.

“La nostra regione è luogo di governo di questa destra, anzi per certi versi, in controtendenza totale con la storia del nostro territorio, ne è stata uno dei punti di traino. Non è un caso se Salvini spera, alle prossime regionali liguri, di ricevere dall’eventuale vittoria della destra una spinta per ritornare alla guida del paese. Il presidente Toti, che ha cominciato la legislatura come leader e aggregatore del fronte dei moderati, è arrivato a diventare un suo sostenitore entusiasta, tanto da fondare un proprio movimento al fine di traghettare alcune componenti di Forza Italia verso l’asse populista Salvini-Meloni”.

“Riteniamo che la Liguria, la sua storia democratica e antifascista, non meriti di confermare alle regionali del 2020 di essere terra di conquista di Salvini. Condividiamo perciò l’allarme già espresso da molti e ci impegneremo in quello che politicamente ne consegue. Vale la pena, cioè, di tentare di costruire un fronte comune contro questa destra aggressiva e razzista. Nel porsi questo importante e ambizioso obiettivo appare determinante la capacità di evitare un rischio concreto, cioè che la proposta venga percepita da un elettorato in gran parte stanco e demotivato come l’ennesimo cartello elettorale, scelto ed elaborato a tavolino, su aggregazioni politiciste o a misura del ceto politico. Ci appare quindi fondamentale ripartire dai contenuti per trovare nella solidità e nelle scelte del programma il fondamento del consenso dei cittadini e delle ragioni di una alleanza. Solo da un confronto ampio e largamente condiviso con la cittadinanza, in primo luogo sui contenuti sociali, saremo in grado di far scaturire una proposta politica credibile e innovativa per un elettorato oramai deluso dalle promesse disattese e dall’ostentata spettacolarizzazione di una destra incapace di fornire risposte al declino occupazionale e sociale in cui versa la nostra Regione”.

“Il nostro obiettivo è segnare una decisa discontinuità rispetto ai temi e alla scarsa concretezza di questa destra, ma (vogliamo esprimerlo chiaramente) anche rispetto alle scelte dell’ultimo governo di centrosinistra. Il malgoverno della Liguria non è un fenomeno risalente al 2015. Vi sono campi sui quali la precedente giunta di centrosinistra ha ampiamente disatteso le aspettative dei propri elettori. Pensiamo innanzitutto ai nodi irrisolti del trasporto e della mobilità, ma anche alla sanità e al mancato rispetto delle coste con la proliferazione dei porti turistici. L’approvazione, sul finire di legislatura, di quella legge “salva primari”, che concretizzò la possibilità, per questi ultimi, di lavorare e operare sia negli ospedali che nelle cliniche e negli studi privati, facendo venire meno un vincolo di esclusività, segnò una forte discrepanza rispetto al nostro modo di concepire il modello sanitario, che deve restare pubblico e garantire quell’inviolabile diritto alla salute che deve rimanere universale”.

Sinistra Italiana perciò intende farsi promotrice di “un dibattito in preparazione delle elezioni regionali del 2020, mettendo in campo le sue idee e le sue proposte, aprendosi ad un ampio confronto. L’auspicio è quello di aprire un fronte di discussione proficuo, capace di coinvolgere in modo aperto e libero le forze politiche che si oppongono all’attuale governo regionale e le forze civiche e associative che sono voce attiva del tessuto sociale. Un confronto che possa mettere in campo una visione del futuro della Liguria coraggiosa, innovativa e solidale, attenta alle diseguaglianze e ai diritti civili, in grado di rimettere al centro del dibattito politico i temi della giustizia sociale, della sanità, della formazione e del lavoro”.

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