Natalità in picchiata in Liguria: "Negli ultimi otto anni perso l'equivalente dei cittadini di Savona e Recco" - IVG.it
Grido d'allarme

Natalità in picchiata in Liguria: “Negli ultimi otto anni perso l’equivalente dei cittadini di Savona e Recco”

A denunciarlo è il forum ligure delle associazioni familiari, che chiede l'inserimento dell'assegno unico per figlio nella prossima legge di bilancio

bambino nato

Provincia. “Ci uniamo al coro degli altri Forum Regionali, a sostegno del Forum Nazionale per chiedere che venga reinserito nella Legge di Bilancio l’assegno unico per figlio”. A comunicarlo, in una nota, è il “Forum ligure delle Associazioni Familiari”.

Spiegano dal forum: “Per questo motivo sono state scritte due lettere a distanza di 12 giorni a tutti i parlamentari eletti in Liguria, vista la gravità della situazione.La Liguria ha perso negli ultimi otto anni l’equivalente dei cittadini di Savona e Recco messi insieme, guardando alle nascite è come se si fossero perse 100 classi di scuola in 7 anni. Nel 2017 hanno lasciato la regione 18.520 persone, nel 2018, 6.400 di questi erano giovani ed a fronte di 22.238 morti, sempre nello stesso anno, sono nati solo 9.043 bambini.Nonostante l’allarme di associazioni, economisti, esperti – scrive, in una delle lettere, il Forum Ligure – non sembra che i rappresentanti politici abbiano compreso pienamente che si corre verso un punto di non ritorno ed ancora una volta, cosa che in questi anni si è già sentita tante volte, i provvedimenti che servono alle famiglie per sostenere il nostro paese, vengono rimandati all’anno successivo per poi finire nel dimenticatoio. Nel frattempo le case restano vuote, gli esercizi commerciali vengono chiusi, la spesa sanitaria diventa insostenibile”.

“Ciò che il Forum chiede agli attuali parlamentari, indipendentemente dagli schieramenti politici, è di passare alla storia come coloro che hanno segnato nel 2019 un serio cambio di passo. I fondi ci sono – continuano – basta riordinare i sostegni già esistenti ed altre risorse arriveranno perché le famiglie non mettono i soldi sotto il cuscino o li spendono all’estero, ma li impiegano per i figli, creando un circolo virtuoso che incide positivamente sulla ripresa economica e la riduzione del debito pubblico, ma anche sull’investimento in solido delle nuove generazioni che manterranno il welfare, pensioni e sanità comprese.

Concludono: “Una richiesta quindi di un intervento immediato, non assistenziale, ma equo ed universale, per sostenere l’investimento delle famiglie nelle nuove generazioni, sotto lo slogan che ciò che è bene per la famiglia è bene per tutti”.

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