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I Magazine di IVG.it - Nera-Mente

La storia di Travis, lo scimpanzé che sfigurò una donna

"Nera-Mente" è la rubrica di Alice, appassionata di criminologia

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Questa è una di quelle storie che non si vorrebbero mai sentire.

È la storia di un animale cresciuto e trattato come un vero e proprio membro della famiglia, probabilmente, purtroppo, sbagliando.
Travis, uno scimpanzè, nacque il 21 ottobre 1995 in Missouri, in quello che oggi è conosciuto come “Santuario degli scimpanzé”. Sandra Herold e suo marito adottarono l’animale quando aveva solo tre giorni di vita.

Jerome aveva una compagnia di rimorchi e Travis lo accompagnava spesso al lavoro. Sedeva sul camion accanto a lui con la cintura di sicurezza allacciata e indossando una t-shirt. L’animale accompagnava la coppia anche a fare compere ed era ben conosciuto in città. Lo scimpanzé divenne poi famoso partecipando in alcuni spot pubblicitari anche per marchi famosi, come quello della Coca-Cola. Essendo cresciuto fra gli umani, Travis era molto socievole e molti vicini ricordano come giocasse con loro e come ubbidisse a Jerome e Sandra.

Questo scimpanzè era, infatti, molto intelligente: poteva aprire le porte, usare chiavi, vestirsi, annaffiare le piante, dare da mangiare ai cavalli della coppia, mangiare a tavola con la famiglia. Era anche ghiotto di gelato, tanto da imparare gli orari del furgoncino che li consegnava e aspettarlo. Sapeva utilizzare il computer per vedere fotografie, guardava la televisione usando il telecomando e si lavava i denti.

Forse però, i suoi padroni esagerarono col considerarlo un membro della famiglia, alla pari di una persona. Tra le altre cose, all’animale era infatti permesso di bere vino e in qualche occasione gli fecero guidare la macchina. Per quanto fosse socievole e simpatico però, i suoi padroni non avrebbero dovuto dimenticare che Travis rimaneva pur sempre un animale selvatico.

Nel 2003 accadde un piccolo incidente che forse, col senno di poi, sarebbe potuto essere interpretato come un campanello d’allarme: mentre Travis e Jerome si trovavano in auto, fermi ad un semaforo, un passante tirò qualcosa che colpì la macchina dell’uomo. Il finestrino dalla parte di Travis era abbassato e l’oggetto lo colpì, spaventandolo. A quel punto lo scimpanzè si tolse la cintura, scese dalla macchina e inseguì l’uomo che lo aveva colpito con l’oggetto, fortunatamente non raggiungendolo. Tuttavia l’animale rimase molto agitato, non voleva rientrare in macchina ed il proprietario fu costretto a chiamare la polizia. Fu in seguito a questo episodio che venne emanata una legge che proibiva, in Connecticut, di tenere come animali da compagnia primati che pesassero più di 22 chili. Chiunque fosse in possesso di un animale da compagnia esotico avrebbe dovuto richiedere un permesso.

Tuttavia la legge non fu applicata ai signori Herold, considerati un eccezione, in quanto lo scimpanzè viveva con loro da molti anni e, nonostante il suo peso, 91 kg, ed il precedente episodio, non venne considerato una minaccia.

Questa mancanza ebbe, purtroppo, delle conseguenze terribili.

Jerome Herold morì di cancro nel 2004 e il figlio della coppia venne a mancare in un incidente d’auto. Da quel momento Sandra si attaccò a Travis in maniera quasi ossessiva, passando le giornate sempre con lui, dormendo nello stesso letto e facendo il bagno insieme.

Il 16 febbraio 2009 un’amica di Sandra, Charla Nash, di 55 anni, andò a farle visita. Travis conosceva bene la donna, anche se quel giorno aveva un taglio di capelli diverso. Dopo un po’ lo scimpanzè uscì di casa con le chiavi della macchina di Sandra e le due donne lo seguirono per recuperarle. Quando lo scimpanzé vide Charla con uno dei suoi giocattoli in mano la attaccò ferocemente, mordendole e graffiandole il volto con un’efferatezza inaudita.

Sandra, che allora aveva 70 anni, cercò di fermare Travis. Prima lo colpì con una pala e poi con un coltello da macellaio. A questo proposito la donna, successivamente, dichiarò: “Per me fare una cosa del genere, piantargli un coltello nella schiena, è stato come pugnalare me stessa”.

Dichiarò anche che Travis, dopo essere stato colpito, si girò verso di lei come a dirle: “Mamma, cosa hai fatto?”. Lo scimpanzé si arrabbiò ancora di più e Sandra chiamò il 911, chiedendo aiuto. Inizialmente l’operatore pensò che si trattasse di uno scherzo, ma cambiò idea quando sentì il grado di disperazione della donna, che credeva l’amica morta e stava per sentirsi male. Fu lei stessa a chiedere di mandare degli agenti per sparare allo scimpanzè, che in altro modo non sarebbe potuto essere fermato.

I soccorritori, infatti, arrivarono, ma aspettarono che giungesse la polizia prima di avvicinarsi alla casa. Quando arrivarono le volanti Travis cercò di distruggere anche quelle. Fu così che uno dei poliziotti lo freddò con alcuni colpi.

Le ferite di Charla, invece, erano gravissime. La donna venne sottoposta a più di sette ore di chirurgia a volto e arti da una squadra di quattro chirurghi.

In seguito all’attacco la donna perse le mani, il naso, gli occhi, le labbra e la struttura ossea del volto, oltre ad avere diversi traumi cerebrali.

I dottori riuscirono a ricostruirle la mascella ma, purtroppo, a causa di questa tragedia, Charla rimarrà per sempre cieca.

Generica

La famiglia della donna cominciò una raccolta fondi per pagare i conti astronomici delle operazioni e Charla si mostrò per la prima volta al pubblico durante “The Oprah Winfrey Show” nel novembre 2009.

Nel 2011 venne sottoposta ad un trapianto di mani e di faccia, ma in seguito a delle complicanze le mani furono asportate.
Il corpo di Travis venne esaminato in seguito all’incidente, ma non venne trovato infetto da rabbia. In compenso, nell’organismo dell’animale era presente dello Xanax, un ansiolitico, che Sandra gli aveva somministrato prima dell’attacco.

Perché lo scimpanzè assumesse ansiolitici, non si è mai scoperto. Forse la padrona era al corrente della sua tendenza ad essere aggressivo e voleva in qualche modo sedarlo?

Charla ha denunciato Sandra (che nel frattempo è morta, nel 2010) e alla sua dipartita ha ricevuto quattro milioni di dollari, oltre a presentare una causa contro lo stato del Connecticut chiedendo un risarcimento di 150 milioni.

Su YouTube, a questo link, la chiamata originale al 911 fatta dalla donna, con sottotitoli in italiano. È parecchio “forte” da ascoltare, quindi sconsigliata ai più sensibili.

“Nera-mente” è una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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