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Inchiesta “Sereni Orizzonti”, parla l’azienda: “Nessuna prova documentale, nostra solidità non compromessa”

Il gruppo si difende: "Siamo certi che verrà riconosciuta l'innocenza dell'azionista, l'accaduto non ha interrotto l'attività"

Provincia. “Nessuna prova documentale”, nessuna ripercussione sulla solidità del gruppo e certezza dell’innocenza dei propri vertici. Sono questi, in sintesi, i tre concetti con cui l’azienda “Sereni Orizzonti” commenta quanto accaduto nelle ultime ore con l’arresto dell’imprenditore friulano Massimo Blasoni, fondatore e azionista di riferimento del gruppo che ha strutture anche nella nostra provincia (a Savona, Alassio, Borghetto Santo Spirito, Spotorno e Calice Ligure).

L’inchiesta della Guardia di Finanza di Udine ha portato a 8 arresti, oltre a perquisizioni e sequestri per un totale di dieci milioni di euro nell’ambito di un procedimento in materia di spesa socio-sanitaria, ai danni dei bilanci delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia. La società è attiva soprattutto nel settore dell’assistenza per anziani, autosufficienti e no, ma anche nella gestione di comunità terapeutiche – riabilitative per minori e adolescenti, con sedi in tutta Italia.

“I provvedimenti giudiziari eseguiti questa mattina hanno colpito il vertice nonché manager e funzionari di un’azienda di primaria importanza nel suo settore – ricordano con orgoglio da Sereni Orizzonti – che dà lavoro a oltre 3.000 dipendenti e che fornisce servizi sanitario-assistenziali a 5.600 anziani ospitati in 80 strutture. Il fascicolo dell’inchiesta – sostiene l’azienda – non contiene alcuna prova documentale in relazione all’ipotesi di reato contestato e siamo certi che in sede giudiziaria verrà riconosciuta l’innocenza sia dell’azionista di riferimento Blasoni sia dei collaboratori della società”.

“Quanto è avvenuto – proseguono – non ha peraltro interrotto in alcun modo la normale attività nella sede centrale di Udine (dove è subito ripresa dopo che la GdF ha terminato la sua ispezione) così come in tutte le nostre strutture. Abbiamo già messo a disposizione dell’autorità giudiziaria la somma sequestrata a titolo cautelativo e confermiamo che quanto è accaduto non ha in alcun modo compromesso la solidità economico-finanziaria del gruppo, che resta in grado di adempiere a tutti i suoi impegni”.

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