IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

I Magazine di IVG.it - Per un Pensiero Altro

Il bruco e la farfalla

"Per un Pensiero Altro" è la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoledì, partendo da frasi e citazioni, tracce per "itinerari alternativi"

Più informazioni su

“La realtà è un fatto di prospettive; quanto più te ne allontani, tanto più il passato ti pare concreto e plausibile, ma come ti avvicini al presente, esso ti sembra inevitabilmente sempre più incredibile.” è quanto afferma lo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie divenuto famoso soprattutto per il suo romanzo “I versi satanici” che gli ha meritato la condanna a morte nel 1989 da parte dell’ayatollah Khomeini. Non intendo affrontare il tema della assurda persecuzione alla quale l’intellettuale è soggetto da oramai 30 anni, credo si commenti da sola, preferisco occuparmi di come sia possibile che il presente appaia incredibile mentre si consuma transitando verso il passato e si trasformi in plausibile e addirittura inevitabile quanto più si allontana nel tempo e nella memoria. Intanto, con buona pace dell’amico Dante Alighieri, la memoria può essere definita lecitamente in tanti modi ma non certo, come ha fatto il grande fiorentino, “la mente che non erra”. Abbandoniamo anche questa questione che pure sarebbe rilevante nel contesto, per dedicarci a come il presente possa sembrare incredibile e perché.

Ogni cosa che appare in-credibile all’uomo riveste i precisi connotati di in- comprensibile in quanto in-determinabile. Anche il presente, infatti, quando si realizza come ovvia conseguenza di azioni consapevoli e deliberate dal soggetto, si sveste di qualsiasi aspetto incredibile, diviene ovvio, consequenziale e positivo. Assume connotazioni destabilizzanti solo quando ci coglie impreparati, quando non ne comprendiamo immediatamente le regole che riconosciamo come intrinseche in ogni avvenimento, quelle di causa-effetto. Mentre l’evento si allontana nel tempo ecco che ogni tassello, dell’incredibile puzzle che si presentava ai nostri occhi stupiti, va a collocarsi ordinatamente nello schema più accessibile e adeguato al nostro pensiero. Tutto ciò che è accaduto, osservato dal presente, assume la dignità perversa dell’inevitabile e del necessario. Inevitabile è anche il riferimento alla filosofia di quell’anima bella di Hegel: nella sua prospettiva razionalistica la storia, individuale o collettiva non ha importanza, è determinata da una intrinseca struttura razionale che l’ha resa esattamente ciò che è stata e non avrebbe potuto nemmeno essere altro, la riprova è il fatto che il presente sia esattamente ciò che è. Lasciamo l’ovvietà di tale argomentare all’ingenuità più o meno consapevole del suo autore che non si interroga su quanto sia relativa la prospettiva con la quale osserva il presente e dalla quale analizza il passato, ma non possiamo rinunciare ad affermare che, se è ovvio che il passato diventi esattamente ciò che è stato per consentire al presente di essere ciò che è, nulla mi vieta di costruire il futuro non come inevitabilmente sarà visto ciò che lo precede ma come positiva conseguenza di ciò che è stato per la mia volontà che così fosse.

Sia chiaro che ciò non significa delirio di onnipotenza da parte del soggetto, anzi, proprio una persona che, come nel mio caso, ha vissuto la prossimità di una morte per malattia nei confronti della quale nulla si poteva fare e dalla quale si è salvato per un fortunato gioco del caso, sa bene quanti elementi non dipendano dalle nostre deliberazioni, ma so anche quanti, al contrario, non abbiamo il coraggio di riconoscere come nostra possibilità, nostro diritto e nostra responsabilità numerose prerogative di scelta. Mi piace ricordare una illuminazione di Lao Tse: “Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla”, ma allora non sarebbe opportuno consentire a noi di pensarci farfalla senza l’angoscia di avvertirci come bruchi agonizzanti? Non mi riferisco a nulla che possa rimandare a vite premiali in un ipotetico altrove, penso ad un quotidiano nel quale consentirci davvero allo stupore del nostro coraggio di sceglierci ogni giorno, senza l’angoscia del giudizio sia del bruco che della farfalla.

Ancora una volta ricorro ad un aforisma dell’amico Gershom Freeman: “Inventati la realtà attimo per attimo così che sia più vera”. So bene che Gershom non intende esortare all’improvvisazione deresponsabilizzante e depensata, al contrario, vuole essere un invito ad assumersi la responsabilità di divenire gli architetti della propria vita, responsabili ma liberi e creativi. È importante avere il coraggio di lasciar morire ciò che è stato per consentirsi a ciò che verrà, generandolo con amore, con fantasia, con responsabilità e sempre con fiducia invasa di sorrisi.

Per un Pensiero Altro è la rubrica filosofica di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoledì.
Perchè non provare a consentirsi un “altro” punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicità, ma con la massima onestà intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libertà di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, “tracce per itinerari alternativi”. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.
Clicca qui per leggere tutti gli articoli

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.