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“I bambini non si toccano”, a Pietra Ligure l’evento sulla sottrazione di minori fa marcia indietro: “Non è come Bibbiano” fotogallery

Il presidente smentisce quanto inizialmente scritto su Facebook e tende la mano al sindaco: "Paese bellissimo, ci tornerò in ferie"

Pietra Ligure. “Non paragoniamo assolutamente Pietra Ligure agli orrori di Bibbiano. Sono degli episodi ben diversi: Bibbiano è un capitolo, Pietra tutta un’altra cosa”. Apre con questa precisazione Fabrizio Pignalberi, presidente nazionale del Movimento Più Italia, l’evento in piazza Vecchia a Pietra Ligure dal titolo “I bambini non si toccano”. Un evento nato tra le polemiche proprio per via di un post nel quale il movimento chiedeva se “ci troviamo per caso davanti a una seconda Bibbiano”.

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Parole che avevano fatto imbufalire il primo cittadino pietrese Luigi De Vincenzi (clicca QUI per leggere l’intervento del sindaco), che si era detto pronto “ad azioni legali per tutelare la nostra comunità”. E avevano addirittura spinto, negli scorsi giorni, una delle madri promotrici della manifestazione ad annunciare sul proprio profilo Facebook personale che l’evento era stato annullato.

Pietra,

“Pietra è un paese bellissimo – tende la mano Pignalberi – faccio i complimenti a De Vincenzi. Spero di tornarci anche in ferie. Mi spiace non sia venuto: volevo dirgli di stare tranquillo perché non ho mai paragonato Pietra Ligure a Bibbiano” (in realtà il post, poi rimosso, che annunciava la manifestazione includeva un interrogativo che lasciavo poco spazio ad interpretazioni: “Come mai tutti questi casi in un paese di circa 8mila abitanti? Ci troviamo davanti un secondo Bibbiano?”, ndr).

Al centro dell’evento, a cui ha presenziato una decina di persone, il tema della “sottrazione illecita di minori”, con il movimento che sostiene di aver già “acceso 4 volte i riflettori su Pietra Ligure” e di aver già “scritto alla Procura” savonese. “Siamo qui – spiega Pignalberi – a sostegno di una sospetta sottrazione illecita (o almeno così sembra: non possiamo oggi dire che realmente ci sia) di un bambino affidato ad un papà che ha condanne per aggressione e violenza proprio alla mamma del bambino. E siamo qui anche per solidarietà contro il modo in cui il bambino è stato sottratto alla mamma: un modo atroce, con l’inganno. Vogliamo tutelare il modo in cui vengono a prendere questi bambini: non si può fare con un tranello, chiudendo la mamma in una stanza”.

“Oltre a questo – prosegue – siamo qui anche per affidi agli assistenti sociali che, da come riferiscono le loro mamme, ci sembrano sinceramente assurdi. Come movimento abbiamo preso a cuore queste vicende, scritto alla Procura e al Tribunale dei Minori (qualche mamma ha anche deciso di avvalersi dei legali del nostro movimento, con il patrocinio gratuito) al fine di fare luce su questa storia e ridare serenità a queste mamme. Dalla documentazione che ci hanno prodotto mi sembra veramente assurdo quanto sta succedendo”.

“Ci aspettiamo che questi fascicoli vengano presi a cuore e visionati con attenzione per capire se realmente ci sono stati degli errori – insiste Pignalberi – Ci aspettiamo una giustizia, se ci sono i presupposti. I nostri prossimi passi? Se nulla si smuove con questa manifestazione continueremo la nostra battaglia collaborando con i legali delle mamme o dando loro assistenza. Si deve capire una cosa: se ci sono delle relazioni positive su queste mamme, per quale motivo devono essere private dei loro figli? E come è possibile che questi bambini siano in mano a dei papà che le hanno maltrattate? Queste sono le domande che vorremmo rivolgere al giudice dei minori e agli assistenti sociali: se la risposta non arriverà la andremo a cercare, con il tempo e battendoci”.

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