IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Guerra tra Turchia e Curdi, in piazza Mameli a Savona un presidio a sostegno del popolo curdo

"Si avvii in Siria una forte e decisa azione diplomatica"

Savona. Sabato 12 ottobre alle 17.30 in piazza Mameli a Savona si terrà una manifestazione “contro la guerra scatenata dalla Turchia contro il popolo Curdo”.

Il Partito Democratico della provincia di Savona aderirà al presidio “con convinzione. Il popolo curdo, dopo aver affrontato e vinto la guerra contro l’Isis, ora è vittima di un attacco militare ingiustificabile da parte dell’esercito turco. La comunità internazionale non può stare a guardare. Invitiamo tutti ad aderire per manifestare la solidarietà non solo delle forze politiche ma di tutti i cittadini di Savona e provincia nei confronti del popolo curdo”.

Al presidio aderirà anche la sezione “Angiola Minella” di Italia in Comune, che esprime “tutto il proprio sostegno e la propria solidarietà agli uomini e alle donne curde, abbandonate in queste ore al proprio destino, vittime della follia dell’imperialismo turco di Erdogan, usati nella guerra allo stato islamico e poi gettati via come stracci vecchi dal governo americano, nell’indifferenza totale della Comunità Europea”.

“Per questo sarà a fianco ai savonesi ed alle savonesi che si riuniranno in piazza Mameli ed invita tutti coloro che si riconoscono nella democrazia, nella pace, nella tutela del diritto al futuro di unirsi alla partecipazione”.

Anche i comitati di Azione Civile-Italia Viva della provincia di Savona condividono “le preoccupazioni derivanti dall’aggravarsi della situazione nel nord della Siria. Italia Viva si fa promotrice di una petizione nazionale rivolta al Segretario Generale delle Nazioni Unite”. Di seguito il testo che sarà possibile sottoscrivere sul sito www.comitatiazionecivile.it

Esprimiamo ferma condanna per l’offensiva militare dell’esercito turco contro i territori del nord della Siria, abitati in maggioranza da uomini e donne di etnia curda, ordinata e rivendicata dal presidente Erdogan.
Esprimiamo la massima preoccupazione per le popolazioni civili, già duramente colpite, e chiediamo che si intervenga immediatamente per assicurarne la protezione.
Siamo inoltre preoccupati per la presenza in quel territorio di migliaia di terroristi combattenti dell’Isis, anche stranieri, detenuti sotto il controllo delle milizie curde. Il rischio è che possano fuggire in seguito all’acutizzarsi della instabilità regionale, rappresentando una minaccia concreta per la sicurezza nostra e di tutta la comunità internazionale. La minaccia terrorista rappresenta ancora il principale pericolo per la stabilità e la pace mondiale.
I Curdi sono stati e sono la forza militare e politica che, sul campo, ha fermato l’avanzata dell’ISIS, oltre ad aver contribuito a pacificare e stabilizzare tutto il nord della Siria. Un’azione militare di questo tipo è quindi inaccettabile e pericolosa.
Chiediamo che l’intera comunità internazionale, sotto l’egida dell’Onu, agisca prontamente per fermare l’escalation della violenza in Siria ad opera dell’esercito Turco.
Chiediamo inoltre che venga subito istituita e imposta una No flight zone, che blocchi immediatamente i bombardamenti, e che si attivi immediatamente ogni forma di impegno e cooperazione internazionale al fine di arrivare alla pacificazione di tutta la regione.
Il diritto all’esistenza e alla propria autodeterminazione, della popolazione curda deve essere difeso e garantito. Non lasciamoli soli.”
I membri dei vari Comitati si riservano, inoltre, di partecipare ad eventuali manifestazioni democratiche a sostegno dell’immediato cessate il fuoco.

Firmato
*Comitati di Azione Civile – Italia Viva – Provincia DI Savona*

Infine, in coerenza con il documento di Anpi, Arci, Cgil, Legambiente sull’attacco dello stato turco contro la popolazione Curda, l’Anpi provinciale di Savona aderisce e partecipa al presidio che si terrà sabato 12 alle 17.30 in piazza Mameli a sostegno di una forte azione diplomatica che faccia cessare ogni azione di guerra e riconoscere l’indipendenza e la sovranità del popolo Curdo.

Di seguito il testo dell’appello lanciato a seguito della grave situazione creatasi al confine tra Turchia e Siria

Alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen
All’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell
Al Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte
Al Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio
Alla Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati
Al Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico

Viviamo con angoscia queste ore nelle quali si sta minacciosamente aggravando la situazione al confine tra Turchia e Siria, una regione già funestata da una guerra cruenta di molti anni che ha prodotto innumerevoli vittime, soprattutto tra i civili.
A seguito delle improvvide dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – che annunciavano il ritiro delle truppe americane dai quei territori, anche se oggi smentite – il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan ha dato avvio ai bombardamenti e all’avanzata dell’esercito nelle zone storicamente abitate dalle popolazioni curde, con le quali lo Stato Turco ha ormai da diversi decenni un rapporto più che conflittuale.
L’esercito formato interamente da donne e uomini di etnia curda è stato negli ultimi anni alleato delle forze occidentali e protagonista nel respingimento dell’avanzata dell’Isis, per la cui causa ha pagato un ingente prezzo di sangue.
La convivenza tra la popolazione turca e curda in queste regioni è stata storicamente possibile e potrà esserlo ancora solo se lo Stato Turco accetti di sedersi a un tavolo di trattative con i rappresentanti curdi, con pari dignità, per trovare un accordo sul riconoscimento e indipendenza dei loro territori.
La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, hanno ancora fresco un debito di riconoscenza nei confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il comune nemico Daesh e salvaguardare la sicurezza e serenità dell’Europa e del nostro Paese, di noi tutti.
Chiediamo che si avvii immediatamente una forte e decisa azione diplomatica perché:
• cessino immediatamente le ostilità e si fermino le manovre di invasione del territorio curdo;
• si dia mandato senza esitazioni a una delegazione internazionale che garantisca in loco la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale;
• si provveda all’invio di soccorsi per eventuali feriti;
• si apra una sessione di discussione dedicata, tanto nel Parlamento europeo quanto in quello italiano;
• si chieda che il caso sia messo con urgenza all’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

ANPI
ARCI
CGIL
LEGAMBIENTE

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.