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Funivie verso il baratro, il Ministero stoppa i 20 mln di euro: “La copertura dei parchi carbone non è stata realizzata” foto

L'affondo di Righello e Lunardon: "Benveduti dovrebbe prendersela con l'ex sottosegretario Rixi"

Savona. La mazzata finale per la filiera delle rinfuse è arrivata oggi al termine dell’atteso vertice al Ministero dei Trasporti sulla vertenza di Funivie Spa: è stato confermato lo stop al finanziamento pubblico da 20 mln di euro per l’infrastruttura savonese, prevista dalla concessione. Il perchè? L’azienda non ha provveduto alla realizzazione della copertura dei parchi a carbone a Bragno come si era impegnata a fare, con i lavori fermi ormai da tempo.

E se l’Ad Paolo Cervetti si è giustificato parlando del fallimento del gruppo di imprese al quale era stato affidato l’appalto, è altrettanto vero che la querelle dura da oltre 10 anni, con l’azienda che ha continuato a percepire i soldi pubblici senza progettare soluzioni alternative, fino alla crisi degli ultimi sei mesi.

Nell’incontro, quindi, i sindacati hanno avuto conferma sulle responsabilità della vertenza, anche perchè Funivie Spa ha ribadito l’impossibilità a proseguire fino al 2020 senza il sostegno pubblico. Inoltre si apre uno scenario di tensione in quanto gli stipendi ai lavoratori sarebbero garantiti solo fino al prossimo mese di maggio. E poi… Lo spettro della cassa integrazione, con ripercussioni dirette anche sulle altre maestranze della filiera.

Al tavolo romano, oltre alle organizzazioni sindacali, ha preso parte anche il prefetto di Savona che si era impegnato in prima persona nella convocazione dell’incontro dopo lo sciopero e la protesta dei lavoratori.

Ora la situazione diventa ancora più critica, con la richiesta di un confronto anche con i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico per tentare di salvare l’intera filiera, anche alla luce dei 16 mln di euro in ballo per Italiana Coke nell’ambito del processo di ambientalizzazione da avviare per il settore, che riguarda anche il porto savonese e Alti Fondali.

A breve sarà quindi calendarizzato un nuovo vertice interministeriale, al quale prenderanno parte anche Regione Liguria e Comune di Cairo Montenotte.

Se da un lato le sigle sindacali hanno apprezzato l’approccio del Ministero e la competenza in materia, dall’altro lato cresce la preoccupazione sul futuro di una filiera strategica per il territorio: “L’incontro di oggi ha messo in luce le responsabilità di questa vicenda, siamo allarmati dal fatto che ad oggi non ci sono strategie concrete sotto il profilo industriale e quindi occupazionale. Speriamo che con l’interessamento degl’altri ministeri competenti possa sbloccarsi qualcosa, ma ad ora tutto rimane in sospeso” afferma il segretario provinciale della Cgil Andrea Pasa.

“Non posso non evidenziare il silenzio del Comune di Savona su tutta la vertenza, considerata la presenza di Funivie e Alti Fondali nel territorio del comune capoluogo di Provincia” conclude Pasa.

Domani i sindacati informeranno i lavoratori dell’esito del vertice durante le rispettive assemblee e non si escludono altre azioni di protesta per la pesante crisi in atto, ad ora senza soluzioni.

E al termine dell’incontro odierno ecco le dichiarazioni dei consiglieri regionali del Pd Mauro Righello e Giovanni Lunardon, che replicano anche alle accuse lanciate in mattinata dall’assessore regionale Benveduti: “L’assessore Benvenduti punta il dito contro il Governo per non aver invitato la Regione all’odierno tavolo romano sul futuro di Funivia Spa e si lamenta del ritardo con il quale l’Esecutivo ha affrontato questa vertenza. Ma forse è del suo Governo che parla – quello precedente a questo – visto che l’attuale ministro De Micheli è in carico da un mese e ha già convocato i sindacati di Funivie. Invece Edoardo Rixi della Lega, che è stato sottosegretario ai trasporti fino alla fine dell’estate, non ha mai mosso un dito rispetto a questa vicenda. E il medesimo atteggiamento lo hanno avuto anche la giunta ligure e nelo specifico lo stesso Benvenduti, che non si sono mai curati di una vertenza pesante per il savonese”.

“Nell’incontro di oggi al ministero, fortemente voluto da lavoratori, sindacati e Pd, è emersa una grande preoccupazione non solo per il futuro di Funivie, ma per tutto il comparto delle rinfuse savonesi e quindi anche per Alti Fondali e Italiana Coke. La Regione, non ha mai accolto le richieste di confronto avanzata dai sindacati per portare l’azienda ed in Ministero stesso ad un confronto di merito. E oggi ci troviamo di fronte a una vertenza complicata, che riguarda 600 lavoratori e di questo siamo fortemente preoccupati. Insieme al Governo faremo di tutto per salvare i posti di lavoro, l’ambiente e questo importante segmento dell’economia savonese” concludono i due esponenti Dem.

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