A firenze

Flag football: podio e promozione in Prima Divisione per i Bulldogs Toirano

Secondo posto finale nella classifica nazionale. Decisivi i supplementari con i Cardinals Palermo

 Bulldogs

Toirano. Campionato di flag football 2019 concluso con il fine settimana di sabato 28 e domenica 29 settembre al Guelfi Stadium di Firenze.

In Seconda Divisione i Bulldogs Toirano (formalmente iscritti come Pirates Savona) ottengono il secondo posto nella classifica nazionale definitiva e si conquistano il posto in Prima Divisione per il campionato 2020.

La fase finale si è svolta rimischiando le otto squadre classificate ai gironi Centro-Nord e Sud in altri due gironi da quattro squadre. Avversari dei Bulldogs i già noti Taz30 Bologna, gli Elephants Catania e i Mustangs Palermo. A seconda dei risultati interni al girone, ogni squadra sarebbe stata abbinata a un’altra per le quattro finali (quella per il settimo e ottavo posto e le tre per la promozione in Prima Divisione).

Oltre ai dirigenti Stefano Cocco e Giulia Abbate e all’infortunato Thomas Cocco in veste di accompagnatori, i giocatori presenti erano Matteo Acquatico (quarterback e offensive coordinator), Stefano Calvi (difensore, ricevitore, defensive coordinator), Gabriele Iannotti (blitzer); Gabriele Cepollina (difensore e blitzer), assente alla prima partita per ragioni universitarie, Claudio Tiso (ricevitore e difensore), Fabio Mandaliti (ricevitore e difensore); Giorgio Bondi (ricevitore e “motivatore” del gruppo), Sebastien Pellegrini (centro), Matteo Bertorello (difensore, ricevitore e blitzer).

Il primo incontro, quello con i Taz30 (Warriors Bologna), entrati nella fase finale come primi del Girone A (Centro-Nord) si è concluso 39-31 per i bolognesi. Nonostante una partita in linea di massima giocata bene, i Bulldogs hanno pagato alcuni errori banali sia in attacco che in difesa (tra cui un’occasione sprecata quando a pari punteggio con gli avversari), coerentemente con il principio secondo cui nel football vince chi sbaglia meno. Passando alle statistiche, citiamo due touchdown di Pellegrini, due di Calvi, uno di Mandaliti e una trasformazione da 1 di Tiso. In difesa, un sack di Iannotti e un intercetto di Mandaliti.

La seconda partita, invece, è stata giocata punto a punto fino alla fine con gli Elephants Catania: le difese, capaci di bloccare ben pochi tentativi, hanno praticamente lasciato la scena ai due attacchi. Ad ogni modo, il touchdown di Calvi su lancio di Acquatico a meno di un minuto dalla fine, e il sack Iannotti, che ha impedito l’eventuale rimonta siciliana, hanno chiuso la partita per 38-32. In attacco, segnaliamo due touchdown e una trasformazione da 1 sia per Mandaliti che per Tiso, un touchdown di Bertorello, un touchdown di Calvi. In difesa, un intercetto di Tiso e tre sack di Iannotti.

 Bulldogs

La mattina di domenica 29, invece, si è iniziato con l’incontro con i Mustangs Palermo. Partita iniziata in equilibrio. Situazione difficile, sulle prime: esattamente come nella partita del giorno prima, il primo tempo si è risolto in un conflitto punto a punto. Dopodichè, la situazione si è sbloccata a favore dei Bulldogs, che hanno chiuso con 38-27. Un touchdown di Mandaliti, uno di Tiso con trasformazione da 1, quattro touchdown di Calvi, e una trasformazione da 1 di Acquatico su lancio di Calvi. In difesa, un intercetto di Mandaliti e uno di Bertorello.

Con due vittorie e una sconfitta, i Bulldogs Toirano si sono classificati secondi nel girone, cosa che li ha visti abbinare ai Cardinals Palermo nella finale per giocarsi l’accesso alla Prima Divisione. Partita che ha visto prevalere soprattutto gli attacchi, e che ha visto il tempo di gara regolamentare concludersi con un pareggio a 33. Dando una breve scorsa alle statistiche per questa parte di partita, citiamo due touchdown di Calvi più uno a testa per Pellegrini, Mandaliti e Tiso, più tre trasformazioni di Calvi, Mandaliti e Pellegrini. In difesa, come unica statistica rilevante riportiamo un intercetto di Calvi.

Per regolamento, nei tempi supplementari si concede un drive (l’insieme dei tentativi che ogni squadra ha per segnare touchdown prima del cambio di possesso palla) ad ogni squadra, partendo dalla metà campo (venticinque iarde di lunghezza da coprire in quattro tentativi) e continuando a oltranza fino a che la situazione di pareggio non si sblocchi in favore di una o dell’altra.

Palla ai Cardinals, dunque. Lancio del quarterback completato e portato avanti di circa sei iarde dal ricevitore, fermato da Tiso. Secondo tentativo: lancio corto, riuscito, bloccato di nuovo da Tiso sul punto di inizio azione. Nulla di fatto. Terzo tentativo, i Cardinals arrivano in prossimità della linea delle cinque iarde grazie a una corsa del numero 25, fermato da Cepollina in scivolata. Ultimo tentativo, lancio in meta, fallito a causa della copertura a uomo di Mandaliti.

Palla ai Bulldogs. Primo tentativo: lancio di Acquatico su Mandaliti, fallito a causa dell’intervento del difensore. Secondo tentativo, di nuovo passaggio incompleto di Acquatico, forzato dal blitzer. Terzo tentativo, passaggio in profondità verso Calvi in meta, che riceve il pallone chiudendo definitivamente la partita per 39-33 e coronando i sogni di gloria dei Bulldogs, negati loro da troppo tempo dalle limitate risorse e dallo scarso numero di giocatori.

“Questi overtime sono stati i più lunghi e più difficili che ricordi – commenta Acquatico, offensive coordinator e quarterback -. Al fischio d’inizio, quando ho visto i miei compagni riunirsi per darsi la carica, ho preferito starmene in disparte. Mi sarebbe piaciuto unirmi a loro, però purtroppo il mio ruolo non me lo permetteva: dentro di me sapevo che dovevo restare il più calmo e concentrato possibile. Mi sono fatto da parte e ho ripensato alla strada e al lavoro fatti per arrivare lì. Non avrei permesso a niente e a nessuno di portarci via la vittoria. Continuavo a ripetermelo per non permettere all’ansia e all’incertezza di prendere il sopravvento: se cade il quarterback, cade tutta la squadra. Intanto, ho guardato la nostra difesa fare il suo lavoro e bloccarli sulla linea di meta. Entro in campo e decido il primo schema: incompleto. Secondo schema, di nuovo un incompleto. Per un istante ho pensato che ormai avessimo fallito, ma non potevo permettermelo. Mi gioco tutto sul mio ricevitore migliore, marcato a uomo dal loro difensore migliore: uno contro uno. Quella palla non l’avrei mai messa in mano a nessun altro se non a lui. Lancio… Sento fischiare l’arbitro, che con entrambe le mani al cielo segnala touchdown… Sulle prime non mi sembrava vero, non stavo nemmeno esultando, ma quando ho visto i miei compagni venire ad abbracciarmi, non ho potuto trattenere le lacrime. Finalmente, la Prima Divisione ci aspetta!”.

Seguono le parole del dirigente Stefano Cocco: “Non dimenticherò mai l’immagine dell’ultimo touchdown. Non dimenticherò mai le emozioni che ho provato in quel momento: mi sono passati nella mente anni di lavoro dedicato a reclutare giovani atleti da iniziare al football americano, di allenamenti, di fatiche organizzative perché tutto fosse ‘a posto’, di riunioni tra di noi per preparare programmi e trasferte. Di costruzione, mattone dopo mattone, del ‘progetto’ flag. Non è stato facile, per un gruppo di ragazzi armati solo di tanta buona volontà ma di ben pochi mezzi, rendere possibile il sogno che stiamo vivendo. L’obiettivo annuale era qualificarci ai playoff: raggiunto brillantemente! E non solo, siamo riusciti ad andare oltre. Ora bisogna preparare la nuova sfida, rimanere tra le dodici grandi del flag italiano, curando ogni dettaglio: lavoro, lavoro, e ancora lavoro. Ora bisogna alzare l’asticella e rendere più forte il settore giovanile, il nostro futuro. Anni fa, mi sono innamorato del flag perché ci sono valori che non riconosco altrove. Può essere giocato da tutti, i ruoli sono molto diversi tra loro e richiedono qualità fisiche e mentali specifiche, per cui tutti trovano il ruolo adatto a loro. L’agonismo e la competizione sono elevati, ma nel rispetto dell’avversario: se si fa male, ci mettiamo in ginocchio sino a che non si rialza; se lo battiamo, non lo deridiamo; non simuliamo; se fa una bella giocata ci complimentiamo. Durante la partita è il nemico da abbattere, ma appena è finita ci si applaude a vicenda. E alla fine un panino e una birra tutti insieme. Mi sono innamorato del flag e vorrei farlo conoscere a tutti. È la mia missione, ormai da parecchi anni”.

Giunti dunque alla fine, i Bulldogs escono gloriosamente dal campionato di Seconda Divisione, salendo sul podio e ascendendo alla Prima Divisione.

Segue uno stralcio del comunicato stampa federale Fidaf, emesso in data 29 settembre 2019 e intitolato “Agli Arona 65ers lo Scudetto del Flag Football!”: “Entusiasmanti anche le finali di Seconda Divisione, con grandi partite su tutti i campi e il dominio dei Warriors Bologna, arrivati fino in fondo senza accusare sconfitte. Sono loro i primi promossi in Prima Divisione, seguiti dai Pirates Savona e dagli Elephants Catania […]”.

 Bulldogs

Ulteriore riconoscimento a Calvi, nominato Mvp Attacco in Seconda Divisione dell’intero evento. Si chiude così, degnamente, un anno ricco di soddisfazioni che, iniziato benissimo fin dalle prime battute, non sarebbe potuto finire meglio.

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