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Finale annulla il contratto per le antenne 5G, Gualberti: “Altra figuraccia della giunta Frascherelli”

Dopo la petizione di 800 cittadini e la mozione del consigliere Tiziana Cileto

Finale Ligure. Dopo la petizione sottoscritta da 800 cittadini finalesi, le eccezioni della minoranza in Consiglio comunale e nella commissione consiliare, l’efficacia della convenzione per l’installazione di venti nuove antenne è stata sospesa. Era stata il consigliere Tiziana Cileto a sollevare il caso, presentando una mozione all’ordine del giorno del parlamentino finalese.

In contraddittorio verranno rimodulate diverse condizioni del contratto, attualmente formulate in modo lesivo per gli interessi del Comune (in particolare per una clausola nei confronti della pubblica amministrazione). “Favorevoli o contrari al 5 G i contratti devono essere fatti bene” afferma l’esponente di minoranza del gruppo “Persone al Centro” Massimo Gualberti.

“Per usare un’espressione cara a questa amministrazione: … Non era mai successo che una Giunta si dovesse rimangiare un contratto stipulato solo un anno prima…” conclude polemicamente il consigliere di opposizione.

Ecco il verbale della commissione presieduta proprio da Tiziana Cileto: “Il contratto di comodato d’uso non è stato capito appieno nelle sue implicazioni. Questo contratto permette all’operatore economico di installare venti antenne sul viale a Finale Ligure, con la facoltà per un decennio di fare ciò che crede a fronte di un canone assolutamente marginale pari a € 12.500,00 complessivi. La motivazione per cui è stato concluso risiede plausibilmente nel fatto che esso non comporta spese e non genera ammaloramento /danneggiamento al patrimonio pubblico. Dalla lettura del regolamento contrattuale e dal tenore delle condizioni concesse a controparte non sia stata usata prudenza sufficiente nel trattare un argomento delicato: il proposito della riunione in corso di svolgimento è quello di capire quali siano le vie per risolvere questo contratto capestro. Quantomeno alcuni approfondimenti meritano di essere fatti, siccome non è noto se la sommatoria della potenza del segnale 5G, plausibilmente di prossima attivazione grazie alle antenne concesse, con le altre a 3G e 4G, possa diventare pericolosa. Evidenzia, inoltre, come non sia stata scelta Finale Ligure come città pilota per il 5 G e quindi la scelta di consentire l’installazione dei relativi impianti sia ad oggi facoltativa per il Comune”.

Cileto ha richiamato l’esemplare vicenda dell’eternit, materiale per la nocività del quale prima di fare chiarezza è passato quasi un secolo.

Il consigliere Gattero ha evidenziato che se 800 firme non sono poche, rappresentano pur sempre il 10%, della popolazione finalese, quindi una minoranza, e che esistono interessi opposti meritevoli di attenzione, per cui un’assemblea pubblica chiarificatrice sarebbe opportuna.

L’assessore Venerucci ha messo in risalto il fatto che il problema sta nel tipo di servizio che attraverso i beni concessi in comodato si svolge, per cui è conveniente un approfondimento informativo, con esperti con competenze professionali adeguate che possano dare all’uditorio una spiegazione scientifica. “I fondamenti scientifici di per se stessi non debbono essere partigiani, per cui se si giunge alla conclusione che questa tecnologia possa essere nociva, l’amministrazione comunale assumerà misure impeditive immediate, anche se non va taciuto che esiste un Ministero della salute, istituito a presidio e tutela della salute pubblica che consente l’utilizzo della tecnologia in trattazione e questa circostanza è già assolutamente tranquillizzante”.

“L’esiguo canone convenuto è dimostrazione dell’insussistenza di propositi lucrativi in capo al Comune”.

“Il tentativo dell’assessore Venerucci di spostare il confronto sulla tecnologia 5G è fuorviante, dal momento che il tema della presente commissione è il contratto” ha ribattuto la stessa Cileto.

Il presidente del Consiglio Franco De Sciora ha sostenuto che la scelta deve essere politica e deve basarsi su dati tecnici.

E il consigliere Gualberti ha chiesto che vengano chiariti quali sono i dati tecnici dei quali era provvista l’amministrazione pubblica quando ha assunto una convenzione in cui è stata sorprendentemente inserita una clausola di riservatezza che di per sé autorizza l’insorgenza di numerose perplessità.

Per il segretario generale laddove si ravvisino nel regolamento contrattuale clausole con connotazione di vessatorietà a carico del Comune, si può valutare la produttività di effetti delle stesse, atteso che non sono state sottoscritte doppiamente, come il codice richiede per detto tipo di previsioni, al fine di richiamare l’attenzione del contraente che le subisce.

L’assessore Venerucci ha affermato che non può essere tralasciata la qualificazione delle antenne in questione come urbanizzazioni primarie e come tali assolutamente installabili anche su immobili di privati cittadini, eventualità che costringerebbe l’amministrazione comunale a tollerarne la presenza senza avere sulle stesse alcun controllo.

Il presidente Cileto ha dichiarato che vi è diversità tra antenne in linea ed antenne installabili sul tetto dei privati, essendo le prime installabili solo su proprietà pubbliche.

“Il Comune si prende una bella responsabilità a mettere sulla testa dei cittadini radiazioni a frequenza fino ad ora usata solo per i radar” hanno rincarato i cittadini della raccolta firme.

E a Finale si sta discutendo di organizzare un convegno con esperti per avere tutti gli approfondimenti del caso, intanto la giunta coomunale si esprimerà sul tema dell’opportunità della rinegoziazione e che la decisione sui nominativi dei professionisti che interverranno al convegno dovrà essere assunta all’interno di una commissione ad hoc che sarà convocata prossimamente.

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