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Crisi Funivie, Lunardon e Righello (PD): “Incontro coi lavoratori merito del governo”. Benveduti: “Mit e Mise diano la strategia”

Botta e risposta tra i consiglieri regionali Dem e l'assessore regionale

Provincia. “Finalmente anche l’assessore Benveduti si è accorto della crisi di Funivie Spa. Meglio tardi che mai, visto che in tutti questi mesi la Regione non è pervenuta”. Inizia così – con un duro attacco all’assessore regionale allo sviluppo economico Benveduti – l’intervento dei consiglieri regionali del partito democratico Lunardon e Righello con riferimento alla crisi di “Funivie Spa”.

“I lavoratori dell’azienda chiedono un incontro da mesi, ma è stato grazie al nuovo Governo che il tavolo è stato convocato e in particolare il merito va all’intervento del ministro De Micheli, che ringraziamo – continuano i due esponenti politici in una nota – Funivie è un’infrastruttura strategica per la filiera del carbone. È unica in Europa ed è fondamentale per la sostenibilità della filiera stessa, visto che l’alternativa sono i camion lungo le strade”.

Concludono i due esponenti: “Grande merito per questo primo passo avanti importante va senza dubbio a sindacato e lavoratori, che con la lotta di questi mesi e lo sciopero di ieri hanno portato avanti le proprie istanze. Condividiamo le loro preoccupazioni e continueremo a sostenere la loro battaglia”.

E l’assessore regionale allo sviluppo economico Andrea Benveduti risponde: “Capisco che, dopo tanti anni passati a difendere banche e tecnocrati, affrontare tematiche che riguardano lavoratori e fabbriche risulti molto difficile e imbarazzante, se non buttando tutto in caciara e scaricando con l’usuale spregiudicatezza il barile delle responsabilità. L’attuale giunta regionale e il mio assessorato, a differenza di quanto (non) fatto dalla precedente amministrazione Pd, ha affrontato con fattiva tempestività anche i problemi ereditati dal lungo ‘tirare a campa’ degli amici e compari di Lunardon”.

“Aspettiamo quindi dal ministero – aggiunge l’assessore -, non solo la risoluzione del problema contingente, ma anche il suo definitivo inquadramento in una strategia di politica industriale, che inserisca tutta la filiera nell’ambito di un progetto a medio lungo termine della produzione dell’acciaio italiano. Sempre che Beppe e Giuseppi, nel frattempo, non facciano tanti parchi giochi al posto delle fabbriche o grandiosi accordi stile Whirlpool. A disposizione comunque per collaborare con chiunque realmente operi nell’interesse dei lavoratori e delle nostre comunità”.

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