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Borgio Verezzi, la compagnia del Barone Rampante compie 14 anni foto

Marcella Rembado, presidente dell'associazione, ripercorre i primi quattordici anni di vita della compagnia

Borgio Verezzi. Il 21 ottobre di 14 anni fa nasceva a Borgio Verezzi l’associazione culturale di promozione sociale “La compagnia del Barone Rampante”. Rivolta in particolare ai giovani, la realtà associativa è stata così denominata in onore del giovane Barone Rampante, Cosimo Piovasco di Rondò, ribelle protagonista dell’omonimo romanzo per ragazzi (e non solo) del grande scrittore ligure per adozione, Italo Calvino.

E’ un’associazione apartitica, apolitica e senza scopo di lucro che si prefigge di diffondere la cultura artistica nel mondo giovanile, assolvendo la funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l’ideale dell’educazione permanente. In data 25 marzo 2013,  l’associazione è stata iscritta nel registro regionale del terzo settore nella sezione delle associazioni di promozione sociale.

“In questi quattordici anni, l’associazione, grazie ai contributi di alcuni enti (Provincia, Comuni, Fondazione De Mari), ma soprattutto all’operato, alla disponibilità di alcune persone che si rendono volontariamente disponibili a collaborare, con il loro entusiasmo, generosità e competenza, per il raggiungimento dei suoi fini ha promosso varie attività (corsi di recitazione, danza, canto, fonica, improvvisazione teatrale, scenografia, cinema, ecc. tenuti da professionisti nel settore, allestimenti di spettacoli teatrali ecc.), in particolare la nascita e attività di una compagnia teatrale stabile di giovani, nell’ottica della consolidata tradizione teatrale del Comune di Borgio Verezzi – raccontano dall’associazione – inoltre, da tre anni, ha rafforzato il legame con le scuole del territorio, non solo nelle proposte degli eventi culturali promossi, ma anche nell’attuazione del progetto di “alternanza scuola-lavoro” e nell’ambito della Formazione e dell’Aggiornamento dei docenti di ogni ordine e grado”.

Spiega Marcella Rembado, presidente dell’associazione: “Tutto cominciò nel 2005 con la richiesta di alcuni ex studenti della scuola media di Borgio, che dopo aver frequentato il laboratorio teatrale da me tenuto dal 2000, hanno voluto portare avanti con entusiasmo la passione non solo per la recitazione, ma per qualsiasi forma di espressione artistica. Sono passati in realtà quasi 20 da quel lontano 2000, anni con i ragazzi, di scuola, di teatro, di spettacoli. Ragazzi che sono rimasti da allora, ragazzi che entrano in compagnia, ragazzi che vanno, ragazzi che spariscono, fanno un giro e poi ritornano. Tante storie, momenti indimenticabili e anche momenti difficili, ma quello che non si è mai perso, che si è cercato sempre di difendere in questi anni e che ha tenuto in vita questa preziosa realtà è il vero senso per la quale è nata: uno spazio protetto per i ragazzi di bellezza e virtù, che non può prescindere da quella che è la valenza didattica ed educativa del teatro, uno spazio umano, prima di tutto, sgombro da narcisismi, protagonismi, ambizioni e velleità personali. Un teatro che deve essere prima di tutto un generoso servizio per i ragazzi, una missione di insegnamento, volta a coltivare soltanto bei sogni. Grazie a tutti” conclude.

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