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Bombardier annuncia nuovi esuberi, sindacati: “Tavolo urgente al Mise sul futuro dello stabilimento di Vado” foto

Il Gruppo si era impegnato per una rinnovata prospettiva industriale e il mantenimento dei livelli occupazionali

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Vado Ligure. Le segreterie territoriali di Fiom Fim Uilm hanno inviato al Ministero dello Sviluppo Economico una formale richiesta di riconvocare con urgenza il tavolo di confronto sulla vertenza che riguarda lo stabilimento Bombardier Transportation di Vado Ligure.

“Questo alla luce delle recenti e molto preoccupanti novità emerse nella riunione di EWC (Comitato Europeo Aziendale) della scorsa settimana durante la quale il Gruppo ha comunicato un nuovo piano di esuberi a livello europeo il cui impatto, per l’Italia, è pari a 21 lavoratori – affermano le organizzazioni sindacali di categoria -. Si tratta del quarto piano di esuberi annunciato dal Gruppo negli ultimi anni durante i quali il sito di Vado Ligure, considerando le uscite dei lavoratori a seguito titolo (adesione alle procedure di mobilità, cessione del ramo di azienda della funzione di ingegneria e dimissioni volontarie a causa delle incerte prospettive occupazionali), ha perso circa 200 lavoratori”.

“Riteniamo pertanto che sia estremamente urgente che il gruppo, a maggior ragione in considerazione del fatto che erano stati chiesti tre mesi di tempo per delineare una strategia definitiva per il sito produttivo e per individuare il soggetto con cui costruire la partnership per la gestione della funzione operations, illustri la soluzione individuata per garantire, come si era impegnata a fare nel corso dell’ultimo incontro dello scorso 6 giugno, una rinnovata prospettiva industriale con il mantenimento dei livelli occupazionali”.

“Dal momento infatti che è stato proprio Bombardier ad annunciare che non sarebbe più stato nella condizione di mantenere il sito, richiediamo fortemente che venga definito senza ulteriori rinvii una nuova soluzione per il futuro dello stabilimento attraverso l’individuazione di un partner del settore ferroviario affidabile. Vogliamo conoscere insomma le linee guida del Piano Industriale per lo stabilimento di Vado” aggiungono ancora le sigle sindacali.

“Definire una soluzione è quanto mai urgente dal momento che stiamo per entrare in una pesantissima fase di scarico di lavoro. I carichi di lavoro legati alla produzione delle ultime locomotive DC3 stanno per terminare e, pertanto, a partire dal prossimo mese il numero delle ore potenzialmente lavorabili è tale da non garantire la piena occupazione nonostante ci sia l’opportunità di continuare quelle attività fuori sede in cui i lavoratori sono già impegnati da alcuni mesi”.

“E’ chiaro come questa vertenza potrà trovare una soluzione positiva solo grazie ad un ruolo propositivo del MISE che vada auspicabilmente oltre quello di “garante”. Una positiva definizione di questa vertenza è indispensabile per salvaguardare un sito storico del nostro territorio, patrimonio occupazionale e territoriale, e per dare risposte ad una provincia martoriata da una crisi che sembra non finire mai” concludono i sindacati.

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