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“Bella siccome un angelo”, all’ombra della Torretta si rinnova la tradizione con il Teatro dell’Opera Giocosa

La stagione autunnale, tutta nel segno della sperimentazione e della collaborazione. Oltre che del lancio di giovani artisti

Savona. Tante novità e la magia dell’arte che sa rinnovarsi con sempre più forza. Sono questi gli elementi che compongono “Bella siccome un angelo”, la stagione autunnale dell’Opera Giocosa di Savona presentata questa mattina nel foyer del teatro Chiabrera. Ad aprire gli appuntamenti dell’unico teatro di tradizione riconosciuto del Nord Ovest sarà, venerdì 8 (alle 20) e domenica 10 novembre (15) nel teatro ‘Chiabrera’ di Savona, il ‘Don Pasquale’ di Gateano Donizetti.

L’opera (che, il mercoledì e giovedì precedenti la ‘prima’ avrà un’anteprima per le scuole e verrà presentata, il 31 ottobre nel foyer dello stesso teatro savonese a cura di una leggenda della lirica come Renata Scotto e della scrittrice e musicologa Emanuela Ersilia Abbadessa) avrà non soltanto un allestimento innovativo per le sue ambientazioni anni ’50 ma costituirà pure l’ennesimo trampolino di lancio che l’Opera Giocosa mette a disposizione dei futuri nomi della lirica.

“Savona conferma la propria particolarità di far debuttare i giovani talenti – sottolinea il presidente e direttore artistico dell’Opera Giocosa, Giovanni Di Stefano – a partire da Domenico Colajanni, nel ruolo di Don Pasquale, Simone Alberghini (Malatesta), Giulia Bolcato (Norina), Francesco Castoro (Ernesto) e Riccardo Montemezzi tutti gli interpreti sono tra i giovani maggiormente emergenti del panorama della lirica”.

“Anche in occasione della stagione autunnale l’Opera Giocosa continuaad offrire al pubblico un programmadi grande livello – dichiara Ilaria Cavo, assessore alla cultura di Regione Liguria – la Regione Liguria è vicina all’unico teatro di tradizione presente sul territorio e riconosciuto dal Ministero. Il programma presentato tocca temi importanti anche dal punto di vista sociale ed è un notevole biglietto da visita per Savona e la Liguria”.

“Il Teatro dell’ Opera Giocosa ancora una volta porta in scena un programma che concilia la storia, la tradizione e l’innovazione con particolare attenzione a coinvolgere non solo un giovane pubblico ma anche giovani artisti – spiegano il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio e l’assessore alla cultura Doriana Rodino – Savona diventa così ogni anno palcoscenico privilegiato di nuovi talenti del mondo della Lirica Internazionale offrendo l’opportunità di trovare nella lirica un percorso professionale alternativo nel territorio savonese”.

Presentazione Opera Giocosa 2019

Il Don Pasquale (che domenica 3 novembre alle 20 accoglierà in sé anche uno spettacolo nello spettacolo denominato Don Pasquale Cyrcus, di e con gli attori Simone Barbato e Andrea Nicolini con, al pianoforte, GianLuca Ascheri, tutti impegnati in un viaggio tra bel canto e follia liberamente ispirato all’opera donizettiana) sarà una delle luci di una costellazione di appuntamenti artistici di altissimo livello e significato anche sociale. Oltre che di continua sperimentazione e novità.

L’esempio assoluto in tal senso è la nuova commissione dell’opera “La notte di Natale”.

Domenica primo dicembre (ore 15.30, con anteprima per le scuole il 29 novembre alle 10.30) il Chiabrera diverrà il palco privilegiato di un’anteprima internazionale assoluta. Liberamente tratta da una favola di ‘Nikolaj Vasilievich Gogol’ la rappresentazione sarà un “volo” sulle ali dell’estro assoluto del compositore Alberto Cara e del librettista Stefano Simone Pintor (che cura anche la regia), oltre che dai giovani interpreti Raffaele Feo (Nikolaj), Daniele Kim Sunggyeul (Il Diavolo), Aloisa Aisemberg (Soloca) e Floriana Cicio (Ocasna/La Zarina) e dal giovanissimo direttore milanese Diego Ceretta. L’opera in coproduzione con la Fondazione Teatro Comunale Pavarotti di Modena (verrà replicata il 15 e 16 dicembre nella città emiliana) cercherà di sciogliere un mistero ed è ambientata nella periferia di una cittadina ucraina dove, appunto la notte di Natale, il Diavolo e una strega rubano la Luna. Da quel momento la popolazione vivrà desiderando unicamente beni materiali. Soltanto il giovane Nikolaj, immune all’inganno celato dietro alla corsa ai beni materiali ed effimeri, lotterà per riportare in cielo la Luna e, con essa, il vero spirito del Natale.

Con questi primi appuntamenti l’Opera Giocosa creerà anche un ponte con il 2020. Sempre nel segno di innovazione e impegno. Il 30 gennaio, infatti, al Chiabrera (ore 20) verrà rappresentata Buchenwald Tosca. In onore del “Giorno della memoria” che, ogni anno, il 27 gennaio, celebra la liberazione dei campi di sterminio, il regista Mauro Pagano, ideatore dell’opera, sulle musiche di Puccini metterà in scena un gioiello che unisce a sé il melodramma nella rievocazione di quello che è stato il dramma assoluto dell’umanità, la Shoah. Sulla scena degli artisti, vestiti da deportati nel lager di Buchenwald, interpreteranno dei prigionieri costretti a dilettare un gruppo di graduati nazisti. Il tutto in un crescendo che coinvolgerà anche il pubblico. Il 7 maggio, infine, sarà la volta de “L’importanza di chiamarsi Franco”, tratta dalla celebre piéce di Oscar Wilde, spettacolo coprodotto con il Conservatorio Cherubini di Firenze e il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

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