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Alisa, Pd all’attacco: “Troppi dirigenti e premi esagerati, salasso per la sanità ligure”

Immediata la replica del commissario di Alisa Locatelli

Liguria. “Premi di risultato ai dirigenti tre volte superiori (circa 30 mila euro) a quelli assegnati nelle altre Aziende sanitarie liguri, buoni pasto dal valore quasi doppio (7 euro contro 4) rispetto a quelli distribuiti ai dipendenti delle altre Asl e un numero di dirigenti sproporzionato: 46 su 175 dipendenti, per un rapporto di un direttore ogni 3,8 addetti”.

La denuncia arriva dal gruppo Pd in Regione, che torna all’attacco dell’agenzia sanitaria regionale e sulla sua gestione.

“È ciò che, come raccontano i dati diffusi dal sindacato Fials, accade in Alisa, la sesta azienda sanitaria ligure inventata dalla Giunta Toti per razionalizzare il sistema e diventata, nel giro di poco tempo, una fonte di spesa aggiuntiva per la sanità della nostra Regione, senza alcun beneficio tangibile. Anzi, a tre anni dalla sua nascita Alisa non ne ha imbroccata una, inanellando un errore dopo l’altro”.

“Esempi lampanti di questo fallimento sono il bando per la privatizzazione degli ospedali del savonese bocciato dal Tar e la gara andata deserta per il nosocomio degli Erzelli. Inoltre non c’è un parametro della sanità ligure che torni: dai tempi d’attesa per le visite diventati ormai insostenibili, alle fughe sanitarie che hanno raggiunto cifre record. Anche l’obiettivo del pareggio di bilancio, che secondo le promesse fatte a inizio mandato da Toti, doveva essere raggiunto entro il 2020, è miseramente fallito visto che il deficit sanitario resta lo stesso del 2014, nonostante questa maggioranza abbia alzato le tasse ai liguri e, nel contempo, abbia ricevuto maggiori introiti dal Governo”.

“Adesso, dopo la notizia dei premi di risultato triplicati, dei buoni pasto più alti e del numero sproporzionato di dirigenti, ce n’è a sufficienza per constatare il totale fallimento di Alisa e in particolare della sua direzione” concludono i consiglieri Dem.

Il commissario di Alisa, Walter Locatelli, ribatte: “Spiace rilevare come le affermazioni del sindacato Fials ‘I ‘premi’ di Alisa’, dello scorso 11 ottobre, imprecise e strumentali, vengano riprese per esigenze di altra natura in un comunicato stampa di oggi, lunedì 14 ottobre. In riferimento alle affermazioni Fials, richiamate nel comunicato stampa sopra citato, occorre precisare che: la dotazione organica di Alisa è coerente con le finalità istituzionali dell’Azienda, identificate con legge regionale e che consistono principalmente in attività di coordinamento del sistema sanitario, mentre gli altri enti hanno come missione istituzionale l’erogazione di prestazioni. La struttura organizzativa pertanto non può che essere differente da quella di una qualsiasi altra Asl; ciò comporta che evidentemente parametri quali la percentuale di dirigenti sul complessivo numero di dipendenti siano per forza differenti”.

“È superfluo ribadire che fondi contrattuali di comparto e dirigenza sono stati calcolati attenendosi rigorosamente alle norme in materia. Per i meccanismi stessi di calcolo e peraltro di distribuzione dei fondi, in specie del fondo di risultato, esistono da sempre significative differenze tra aziende, che dipendono da molteplici fattori. A tale riguardo, Alisa, Regione Liguria e i Sindacati hanno già concordato di attivare tavoli di lavoro per pervenire alla perequazione dei fondi a livello regionale. Va inoltre evidenziato che anche all’interno della medesima Asl, l’ammontare del premio di risultato fluttua di anno in anno, essendo legato alle dinamiche (previste dalla legge) di calcolo dei fondi e alla valutazione dei singoli dipendenti. L’ammontare medio dei premi dei dirigenti amministrativi di Alisa, che attualmente sono 8, è pari a circa €16.000 nel 2018, quindi circa la metà rispetto a quanto riportato erroneamente da Fials (30 mila euro) e deriva dal processo di valutazione del personale”.

“È doveroso sottolineare che le attività svolte da Alisa, al contrario di quanto semplicisticamente affermato da Fials, sono in realtà molto complesse proprio per le loro finalità istituzionali di coordinamento: basti pensare al volume di attività svolto, per esempio, dalla Centrale regionale di acquisto, al Centro unico di distribuzione farmaci, al coordinamento dei Dipartimenti interaziendali, al riparto del Fondo sanitario regionale, alla centralizzazione dei concorsi che proprio in questi giorni è stata avviata ecc. Proprio la complessità delle attività e l’esiguità di personale implicano, con tutta evidenza, una produttività elevata del personale, sia dirigente sia non dirigente, per garantire i livelli di performance e il raggiungimento degli obiettivi che ad oggi sono stati pienamente conseguiti”.

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