IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Albenga, doccia fredda per i lavoratori Laerh: attivata la cassa integrazione straordinaria

Esaurito il monte ore della cassa ordinaria

Albenga. Nuova doccia fredda per i lavoratori di LaerH, che a partire da domani e per i prossimi 12 mesi dovranno ricorrere alla cassa integrazione straordinaria.

Questa mattina i rappresentanti sindacali dei dipendenti dello stabilimento ingauno hanno firmato “in fretta e furia”, come sottolinea il segretario provinciale della Fiom Andrea Mandraccia, un accordo per l’attivazione della cassa integrazione straordinaria. Tale richiesta si è resa necessaria in quanto “lunedì scorso ci è stato comunicato che il monte di ore utilizzabili per la cassa ordinaria era esaurito. A inizio settembre abbiamo appreso che il residuo di ore poteva coprire solamente tre settimane di cassa. E’ passato un mese e mezzo. Per fortuna la differenza la pagherà l’azienda, ma da domani bisognerà ricorrere alla straordinaria. Eravamo certi di avere la copertura fino a metà dicembre, ma in realtà è stata effettuata così tanta cassa a zero ore da ‘scaricare’ completamente il parametro delle ore effettivamente utilizzabili”.

La cassa ordinaria era stata richiesta a dicembre 2018 per 54 lavoratori. Oggi l’azienda conta su 45 dipendenti, quindi quasi una decina in meno rispetto al numero su cui era stato parametrato il numero di ore della cassa ordinaria: “Credevamo che sarebbero state conteggiate molte meno ore di quelle effettivamente utilizzabili, invece ora ci ritroviamo costretti a ricorrere alla cassa integrazione straordinaria”, nota ancora Mandraccia.

Il ricorso alla cassa straordinaria comporta conseguenze rilevanti: “Significa che ci siamo ‘bruciati’ un ammortizzatore sociale e siamo costretti ad utilizzarne un altro e, soprattutto, significa che i tempi entro i quali i lavoratori possono beneficiare dell’indennità di cassa si allungano (oltre ad attendere i ‘tempi tecnici’ di Inps occorre attendere il decreto autorizzativo del ministero del lavoro, che di solito richiede quattro mesi). Proprio per questo stamattina abbiamo richiesto alla Regione di avviare le necessarie procedure affinché la finanziaria di Filse, che già era intervenuta per la cassa straordinaria di Piaggio, anticipi parte delle cifre”.

Questo pomeriggio, poi, i sindacati hanno incontrato i lavoratori per esporre loro la situazione ed avere il mandato a proseguire le trattative: “I dipendenti sono preoccupati e a dir poco arrabbiati. Purtroppo continuano a presentarsi notizie negative mentre l’unica cosa di cui c’è davvero bisogno è definire quanto prima le commesse del governo a Piaggio, specie in riferimento al P180. Solo così sarà possibile definire il carico di lavoro che Piaggio assegnerà a Laerh e quindi riaprire lo stabilimento in tempi celeri”.

Secondo Mandraccia “nel rapporto con l’azienda non si riesce mai ad avere percezione di come stanno realmente le cose. A gennaio si era ipotizzato din far rientrare alcuni lavoratori nel mese di settembre indipendentemente dalle commesse di Piaggio grazie a contratti stipulati con altri clienti. Ad ora abbiamo solo la ‘quasi certezza’ del pre-accordo con Leonardo per un’attività che dovrebbe far rientrare otto lavoratori. Purtroppo siamo lontanissimi da sviluppari con altri soggetti contratti e accordi che consentano di dire che Laerh non sia mono-committente e quindi non dipenda interamente da Piaggio. Per questo è necessario caricare la vertenza Piaggio di un significato ancora maggiore: se non si risolve positivamente, anche Laerh ne pagherà le conseguenze”.

“Purtroppo la situazione è molto diversa da quella prospettata con l’accordo del 2014 e che prevedeva uno stabilimento con 250 lavoratori. Ad ora l’organico è di 45 persone e pure in calo, con 9 dipendenti a tempo determinato che si sono dimessi, altri 21 lavoratori con contratto di somministrazione non rinnovati lo scorso anno e altri 5 tirocinanti fermati a fine novembre 2018. il saldo è negativo e pesantissimo. Ribadisco, Piaggio e Laerh sono legate a doppio filo, con un’aggravante: Laerh non fa logistica o manutenzione, ma pezzi per i velivoli. Se Laerh non lavora, i velivoli Piaggio non possono uscire completi dalla catena”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.