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Accusato di appropriazione indebita e riciclaggio, Gianni Spotorno fa scena muta in aula

Comparso questa mattina in aula si è avvalso della facoltà di non rispondere

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Savona. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Gianni Spotorno, l’ex vicesindaco di Spotorno ed ex consulente finanziario di Azimut finito finito agli arresti domiciliari e al centro di una bufera per una serie di operazioni sospette effettuate con i capitali investiti dai clienti, soprattutto cittadini spotornesi, che gli avevano affidato i loro risparmi. Comparso questa mattina davanti ai giudici del tribunale di Savona ha preferito fare scena muta.

Secondo l’accusa Gianni Spotorno avrebbe raggirato diversi clienti con una serie di operazioni finanziarie fasulle, giri di denari da conti correnti falsificati nei nomi e nelle intestazioni (come il domicilio), facendo poi sparire i soldi.

L’indagine della Procura savonese è partita ad aprile quando, al sesto piano di Palazzo di Giustizia, è stato depositato un esposto che, unito ad alcune denunce formalizzate davanti ai carabinieri e alla guardia di finanza, ha indotto il procuratore Ubaldo Pelosi ad aprire un fascicolo a carico dell’ex consulente di Azimut per l’ipotesi di reato di appropriazione indebita e riciclaggio.

In questi mesi gli inquirenti hanno cercato di ricostruire quanto successo e appurare se, come sostengono i suoi ex clienti, da parte di Gianni Spotorno siano state commesse delle irregolarità che hanno portato decine e decine di famiglie (si parla di una cinquantina di spotornesi) a perdere i risparmi che avevano investito o comunque a non raggiungere gli interessi promessi. Secondo quanto trapelato, si parla di un business milionario: la cifra sottratta agli investitori sarebbe tra i 3 e i 5 milioni di euro.

Spotorno era stato licenziato da Azimut lo scorso marzo. Ad aprile l’ex vicesindaco aveva rassegnato le dimissioni (ufficialmente “per motivi personali”) dando il via di fatto a una profonda crisi politica terminata con le dimissioni di altri assessori e un rimpasto di giunta. Il tutto mentre alcuni ex clienti davano vita a un comitato che riunisce proprio le presunte vittime del consigliere finanziario.

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