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I Magazine di IVG.it - L'Angolo dei Curiosi

A volte piove

"L'Angolo dei Curiosi" è la rubrica per chi è desideroso di vedere, ascoltare, conoscere: ogni giovedì con Giulia Grenno

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“Credo nella Chiesa del baseball. Mi sono avvicinata a tutte le grandi religioni, e alla maggior parte di quelle minori. Ho adorato Buddha, Allah, Brahma, Vishnu, Shiva, alberi, funghi, e Isadora Duncan. So, ad esempio, che sono 108 i sutra di Buddha, ci sono 108 perle in un rosario cattolico e ci sono 108 punti in una palla da baseball. Quando l’ho saputo, ho dato a Gesù una chance, ma semplicemente non ha funzionato tra di noi. Il Signore fece ricadere troppo quel “senso di colpa” su di me. Preferisco la metafisica alla teologia. Vedete, non c’è alcun “senso di colpa” nel baseball, e non è mai noioso. Le ho provate di tutte, davvero, e l’unica chiesa che veramente ha nutrito la mia anima, giorno dopo giorno, è la Chiesa del baseball”

Cari curiosi,

Oggi voglio raccontarvi qualcosa che ho scoperto diversi anni fa e che mi sta particolarmente a cuore: mi scuso anticipatamente con gli esperti e con gli sportivi in generale.

Come sapete, amo tutto quello che desta curiosità, quello che non si conosce e che ti porta ad aprire finestre su nuovi mondi perché, così facendo, ho sempre imparato qualcosa, ne sono sempre stata arricchita.

Diversi anni fa incontro un ragazzo e me ne innamoro a prima vista: iniziamo a raccontarci delle nostre vite e lui mi dice di giocare a baseball, uno sport di cui avevo sempre sentito parlare attraverso quei film americani che non mi hanno mai appassionato particolarmente.

Passano le settimane e mi porta a vedere una partita della sua squadra: io mi fermo a guardare cosa accadeva in quel campo e, vi giuro, non ci capivo niente. Non trovavo un senso logico in nessuna azione, buio completo.

Poi, piano piano, ho aperto la mente a questo nuovo mondo, ho cercato di comprendere e, devo dire, mi ha conquistato.

Una partita di baseball può essere eterna e noiosa e diventare avvincente da toglierti il respiro un secondo dopo.

C’è della magia nel baseball: c’è un momento in cui si attacca, un momento in cui ci si difende e tutto può succedere.

C’è il senso di squadra come non ho mai percepito altrove, c’è una scaramanzia unica.

Uno dei momenti che preferisco è quando il battitore percorre la strada per andare sulla base, si posiziona davanti al ricevitore e si prepara: ogni giocatore ha la sua gestualità fatta di passi, di terra rossa da tracciare con i tacchetti per trovare il proprio spazio perfetto. Poi fissa il lanciatore facendo ruotare la mazza da baseball, come una danza, come un rito.

Oggi mi sono ritrovata a sorridere riguardando il primo film sul baseball che mi fece vedere quel ragazzo che nel frattempo diventò il mio fidanzato e che adesso è mio marito.

“Gioco d’amore” con Kevin Costner dove si racconta di una storia d’amore non troppo avvincente e di una partita di baseball: la prima volta che lo vidi mi concentrai solo sulla storia d’amore perché di baseball non ne sapevo niente e il film non mi piacque.

Ieri, riguardando la stessa pellicola, avevo le lacrime agli occhi alla fine della storia per il risultato ottenuto nella partita di baseball.

C’è una meravigliosa poesia e delle magnifiche lezioni da imparare guardando dei film sul baseball e provando a conoscere questo sport.

In “Gioco d’amore” impari che non riesci a raggiungere il successo da solo ma grazie alla squadra che gioca con te, in “42 – La vera storia di una leggenda americana” si conosce la storia vera del primo giocatore di colore in un campionato della Major League negli anni quaranta, tra discriminazione e tanta voglia di arrivare lontano.

Il baseball ti insegna che si può vincere, si può perdere e che può piovere, insomma, che le cose possono non andare come vogliamo noi per qualcosa che non dipende dalla nostra volontà.
Ogni punto viene fatto grazie ad una battuta ben riuscita e con il lavoro dei tuoi compagni di squadra che devono riportarti “a casa”, tra intuizioni, rischi e tanta fantasia.

Quindi la prossima volta che vi capita di guardare un film sul baseball o vi capita di guardare una partita provate a dargli una possibilità, sono certa che non ve ne pentirete.

Io ho provato anche un paio di volte a giocare ma sono davvero negata: purtroppo il mio amore nei confronti di questo sport non è corrisposto ma non per questo cambio idea.

Vi ho stuzzicati? Provare per credere: colpire una palla da baseball è una bellissima valvola di sfogo, meglio di ogni tipo di antistress.

Sono certa che ogni sport ha una magia unica: quanto vi ho raccontato è cosa mi ha trasmesso il baseball e vi auguro di trovare qualcosa di simile, che sappia rispecchiare le vostre inclinazioni e che sappia incuriosirvi.

“L’Angolo dei Curiosi” è la rubrica di IVG a cura di Giulia Grenno per chi è desideroso di vedere, ascoltare, conoscere, ritrovarsi o dissentire. A Giulia piacciono il profumo dei libri, il rumore della puntina che tocca il vinile, il buio in sala quando sta per iniziare un film, l’odore delle cartolerie, il ticchettio della macchina da scrivere, i ritratti in bianco e nero, le prospettive diverse, fermarsi col naso all’insù.
Se ti piace almeno una di queste cose, prenditi una pausa insieme a noi
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