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Valbormida, i Verdi ricordano Giorgio Nebbia: “Fu uno dei primi a contestate l’Acna”

Scomparso poche settimane fa, fu uno dei fondatori dell'ecologia in Italia e tra i primi a impegnarsi nella denuncia delle attività inquinanti in Valbormida

Valbormida. “I Verdi savonesi sono impegnati in una verifica della situazione della Val Bormida, in vista di una rinascita che potrà avvenire attraverso il completamento della bonifica delle aree inquinate, la stabilizzazione dei terreni con il loro monitoraggio, il risarcimento dei danni, l’attuazione delle misure di riparazione concordate con i Comuni interessati, in vista dell’utilizzo delle zone risanate nell’ambito di un rilancio economico-sociale dell’intera valle”. Lo spiega il portavoce dei Verdi della provincia di Savona, Gabriello Castellazzi.

“L’azione degli ambientalisti per la Val Bormida – scrive – parte da lontano e dimostra quante e quali siano le difficoltà e gli ostacoli che devono essere superati. Per questo i Verdi ritengono significativo ricordare oggi, a poche settimane dalla sua scomparsa, Giorgio Nebbia, uno tra i fondatori dell’ecologia in Italia (insieme ad Antonio Cederna e Fulco Pratesi) tra i primi ad impegnarsi nella denuncia delle attività industriali inquinanti in Val Bormida”.

Tra i suoi lavori più significativi ricordiamo: “L’energia solare e le sue applicazioni” (1966), “Il problema dell’acqua” (1969), “La società dei rifiuti” (1990), “Lo sviluppo sostenibile” (1991).

Giorgio Nebbia già negli anni ’80 partecipava in Val Bormida agli incontri pubblici contestando l’Acna di Cengio per il suo impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. La sua critica consisteva in attente valutazioni, ritenendo necessario partire dallo studio dei cicli produttivi al fine di poter quantificare esattamente la qualità e la quantità degli scarichi inquinanti; i danni che essi provocavano nel tempo presente e nei cento anni di attività storica.

La sua analisi aveva uno scopo preciso: intervenire efficacemente in termini di bonifica, risanamento territoriale, controllo della salute dei lavoratori e della popolazione. “Sembra incredibile dover purtroppo constatare quanto tempo sia passato inutilmente – commenta Castellazzi – e quante attività industriali abbiano continuato a provocare danni all’ambiente ignorando quelle scoperte scientifiche capaci di bloccare le fonti di inquinamento”.

Oggi l’ambientalismo ha trovato nuovo vigore grazie alla presa di coscienza dei giovani di Fridays for future. “La nuova generazione che sa trasmettere, con incredibile determinazione, quei messaggi scientifici che già dal 1968, grazie a Giorgio Nebbia ed ai colleghi del ‘Club di Roma’, indicavano la via dello ‘sviluppo sostenibile’ e della green economy”.

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