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Lettere al direttore

Toti dichiara guerra contro l’emergenza climatica-ambientale? Cambi politica sulle Aree Protette

di Gabriello Castellazzi

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La Giunta Toti, come alcuni Comuni liguri (pochi), ha fatta propria la dichiarazione relativa allo “Stato di emergenza ambientale e climatica”su sollecitazione dei giovani di“Fridays for future”.
La nuova gnerazione che scenderà nuovamente in piazza il prossimo 27 settembre per denunciare i ritardi colpevoli nel contrastare tutte quelle azioni che provocano danni irreparabili alla biosfera.

Ma le parole non bastano. La soluzione di questo enorme problema richiede da parte di tutte le Amministrazioni Pubbliche un deciso cambio di direzione e Giovanni Toti, legato alle forze politiche impegnate a ridicolizzare Greta Thunberg, con tutto quello che lei rappresenta, non va nella direzione giusta. Infatti non ha annunciato nessun ripensamento riguardo alla sua rovinosa legge sulle Aree Protette e sui Parchi: norma caparbiamente voluta nella primavera scorsa che abolisce 42 Aree Protette in provincia di Savona e la possibilità di istituire il Parco Naturale del Finalese, cancellando vasti tratti di “aree contigue ai Parchi” (le “zone cuscinetto” tra i terreni vincolati e quelli a edificazione libera) : tutti provvedimenti che collegati al suo pericoloso e tanto criticato “Piano casa”favoriranno speculazioni edilizie e cementificazioni. Toti ha preso quindi la direzione esattamente opposta.

Lo stato di “Emergenza ambientale e climatica” nel suo testo, che trae origine dalla “Dichiarazione di Losanna”, indica in modo chiaro come la biodiversità e gli ecosistemi debbano essere difesi e protetti. Parla di norme precise contro il consumo di suolo, puntando come valida alternativa sulla riqualificazione edilizia capace di rilanciare il vasto settore della “green economy”,secondo una logica eco-compatibile.

La dichiarazione indica inoltre le vie da segure prima che sia troppo tardi: prevenzione al dissesto idrogeologico e messa in sicurezza del territorio, risparmio energetico, sviluppo di energie rinnovabili, mobilità sostenibile (mezzi di trasporto elettrici), sistemi ecologici di riscaldamento e raffreddamento degli ambienti, economia circolare e riduzione a zero dei rifiuti, eliminazione degli incentivi ai combustibili fossili (che secondo Legambiente ammontano a 18.8 miliardi di euro all’anno), cura del “bilancio arboreo”e dell’agricoltura sostenibile: tutto questo richiede una precisa programmazione.

E’ necessaria una formazione tecnica con monitoraggio e diagnosi energetica, partendo dal patrimonio edilizio pubblico, per ridurre il consumo energetico, sapendo che gli interventi si ripagheranno con il risparmio stesso.

E’ necessaria l’apertura di sportelli “Informa Energia” (da realizzare proprio all’interno di edifici ritrutturati a basso o zero consumo energetico); attuare mostre permanenti organizzate dalle scuole su sistemi di risparmio energetico e idrico , fonti rinnovabili e bioedilizia (con programmi di didattica ambientale). Promuovere viaggi di studio in città all’avanguardia nell’impiego delle energie rinnovabili. Organizzare seminari aperti a tutti per far crescere la consapevolezza riguardo all’emergenza ambientale.

I Verdi nelle prossime elezioni regionali aiuteranno in ogni modo solo quelle forze politiche che, abbandonando la demagogia, agiranno in modo concreto per la difesa del nostro territorio.

Il portavoce dei Verdi della provincia di Savona
Gabriello Castellazzi

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