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Torna l’Accademia del Teatro Fita, 16 ragazzi da 10 Regioni: c’è anche la savonese Marta Marenco

Si svolgerà dal 7 al 14 settembre in Abruzzo: un percorso di formazione con Corrado Visone 

Cengio. Sono sedici e provengono da dieci regioni i ragazzi selezionati per partecipare all’edizione 2019 dell’Accademia del Teatro Fita, percorso residenziale di formazione che la Federazione Italiana Teatro Amatori dedica ai suoi giovani iscritti, in occasione della Festa del Teatro, quest’anno in programma in Abruzzo, tra Pescara e Chieti.

Marta Marenco teatro Cengio

Tra questi c’è anche una savonese, Marta Marenco, della compagnia “Laboratorio Teatrale Terzo Millennio” di Cengio, ed un’imperite, Francesca Mareri della compagnia “Ramaiolo in Scena”. Entrambe rappresenteranno Fita Liguria.

Per loro, dunque, appuntamento dal 7 al 14 settembre a Pescara, dove lavoreranno sotto la guida di Corrado Visone, attore e regista di Ischia (Napoli), partendo dal romanzo “Cronaca di una morte annunciata” di Gabriel Garcia Marquez.

“Lavoreremo sul testo – spiega Visone – ma soprattutto sulla formula della corrida, che non c’è nel romanzo, ma che ho scelto per portarne sulla scena uno dei significati principali: il trovarsi di fronte, cioè, ad una folla che si unisce per trovare un colpevole, una vittima designata, e fa uscire il peggio di sé. Con i ragazzi porteremo alla luce le volte in cui ci siamo sentiti vittime o carnefici, in cui sono stati giudicati e in cui hanno giudicato; lavoreremo sui sensi di colpa, sulla capacità di mettersi nei panni delle vittime e faremo ciò che è alla base del teatro: mettersi nei panni dell’altro, perché è allora che capiamo davvero chi abbiamo davanti, cosa che nella società si fatica a fare”.

L’Accademia non sarà una scuola di recitazione, precisa Visone, quanto una scuola di ricerca di emozioni: “Mi interessa che i ragazzi si confrontino con strumenti utili, da tenere dentro di sé, per mettersi nei panni dell’altro, – commenta. – Lo faremo in teatro, ma anche fuori, per esempio andando a cercare al mercato il costume con cui dare forma a ciascun personaggio”.

Il fatto che i giovani dell’Accademia provengano da regioni ed esperienze teatrali diverse è un valore aggiunto, secondo il regista, che sottolinea: “Lavoreremo senza una rete di protezione, anche con la volontà di sbagliare e di ricostruire insieme i rapporti. Preparare uno spettacolo è l’ultimo degli obiettivi: il bello sarà vederli immergersi nell’attività, nel conoscersi tra loro e con me, veder formarsi questi rapporti che spero resteranno. Conoscersi in una situazione così particolare, nella quale usciranno le storie di ognuno, secondo me lascerà sensazioni grandi in tutti loro. Stiamo facendo in modo che sia così, pronti anche a modificare quanto già pronto – copione compreso – perché è bello se emerge la creazione dell’attore, la capacità di costruire i personaggi e la storia”.

Corrado Visone è stato selezionato come regista dell’Accademia Fita attraverso una formula nuova, attuata per la prima volta quest’anno: una tre-giorni a Reggio Emilia, nella sede del Centro Nazionale di Formazione Fita, dove i candidati si sono incontrati e hanno dialogato tra loro e con la Commissione artistica nazionale, composta da Fiammetta Fiammeri, Daniele Franci e dal direttore artistico Mauro Pierfederici.

“Un’esperienza bellissima – ricorda Visone – che ci ha permesso di condividere i rispettivi progetti e valutarne punti forti e debole: sono sicuro – conclude – che il mio progetto è cresciuto grazie al confronto e al contributo con tutti loro”.

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