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Sversamento fognario, denuncia social e Galtieri replica. Parodi: “Se arriva Arpal sapete chi ringraziare”

Il post del presidente del consiglio alassino è stato rimosso e sostituito da un altro (non meno duro del precedente)

Alassio. Si rompe una condotta fognaria, i liquami si riversano in mare e ne nasce un acceso scontro, senza esclusione di colpi (anche con insulti personali) tra un ristoratore alassino e il presidente del consiglio comunale di Alassio.

Andiamo con ordine. Sversamento fognario nel rio del Cardellino questa mattina, a causa di una rottura sulla rete fognaria. Sca srl interviene e la situazione torna ad apparente normalità, ma non abbastanza in fretta per evitare pesanti strascichi sui social, ormai terreno di scontro e confronto sui temi più disparati.

Tre i protagonisti della vicenda: Massimo Serafino, titolare del ristorante, spiaggia e bar “Graf”, il vicesindaco di Alassio Angelo Galtieri e il presidente del consiglio comunale Massimo Parodi.

Sversamento e polemiche Alassio

Tutto è iniziato a seguito proprio della rottura della condotta fognaria con conseguente sversamento di liquami nel rio del Cardellino, che attraversa la spiaggia di Graf. A quel punto, il proprietario, Serafino, ha affidato il suo sfogo a Facebook.

“Oggi mi voglio far male da solo, ma non mi importa,  – si legge nel post (ovviamente in parte edulcorato dai termini troppo forti). – Questa è la situazione di oggi del Rio Cardellino, che passa in mezzo alla mia spiaggia. Un rio che dovrebbe essere di sole acque piovane, ma dal quale più volte in questa estate uscivano odori di fogna, se andava bene, e a volte, come oggi anche liquami fognari. Una situazione esistente da sempre e a conoscenza di tutti. O perlomeno così si dice”.

“Quello che so con precisione è che da quando sono qui ho sempre fato presente la gravità della situazione, sia alla precedente amministrazione che a questa (anche con messaggi privati al sindaco Melgrati). Situazione che viene insabbiata prontamente dai tecnici della Sca con enormi quantità di cloro che si riversa in mare o che si spande nell’aria così da far cenare la gente con quasi le lacrime agli occhi”.

“Non c’è bisogno di dirvi le difficoltà e il danno che questi signori di Palazzo mi hanno arrecato con il loro ‘fare niente per risolvere’. Giornate in spiaggia offerte agli ospiti perché l odore era insostenibile, persone all’aperitivo in spiaggia che si rifiutavano di sedersi o gente a cena che lamentava il fatto di sentire più l odore di candeggina e ‘cacca’ che quello del cibo. In più vorrei anche sapere se le analisi dell’acqua antistante sono fatte periodicamente e avere i risultati perché non so se tutto questo cloro e escrementi facciano così bene alla salute. È una situazione ormai insostenibile. Chiederemo di far analizzare l’acqua e il rio dall’Asl e dagli organi competenti e poi chiederemo i danni: chi dovrà pagare, pagherà”.

Uno sfogo che non ha lasciato insensibile l’amministrazione comunale che, dopo aver incaricato i tecnici di Sca di ripulire e riparare il danno (in mattinata), ha replicato per voce del vicesindaco Galtieri: “Nego assolutamente che ci siano state diverse segnalazioni durante l’estate: si è trattato di un incidente singolo con blocco di una pompa (un altro era accaduto a maggio, ma non su vasche di competenza del Comune) già riparato oggi. Quindi non accetto che si parli di un problema strutturale che non esiste. Se davvero il titolare di Graf ha avuto mancati introiti o simili produca le prove di quanto dice e contatteremo l’assicurazione per rimborsarlo del dovuto”.

Acqua sul fuoco, corredata da dati Arpal (ovviamente su campionamenti avvenuti però nei giorni scorsi e non oggi, a conferma della sue parole). Ma a riaccendere la brace ci ha pensato il presidente del consiglio comunale di Alassio, Massimo Parodi, con un post forte e sibillino, sempre via social: “E se ora arriva l’Arpal sapete quale genio della lampada ringraziare”, quasi a voler dire “se ora scatta il divieto di balneazione, colpa sua”.

Messaggio poi prontamente cancellato, ma non abbastanza velocemente. Serafino, infatti, ha risposto nuovamente. E con toni durissimi (anche un insulto, che non riporteremo).

Sversamento e polemiche Alassio

“A me devono ringraziare: se arriva Arpal e mi da il divieto di balneazione fa bene. Se invece viene ed è tutto a posto ancora meglio. Avete solo fatto il vostro dovere perché se io avessi un bimbo oggi non glielo farei fare il bagno. In più sapendo che è anche sversamento fognario del Comune mi viene da vomitare. Perché non vieni tu a fare il bagno nella tua ‘cacca’? Magari ti ci trovi bene”.

E infine la controreplica di Parodi, non meno “strong”: “Minacce. Insulti. Bugie. Ad Alassio abbiamo un esponente dei Corleonesi. Ti ho sempre ignorato. E continuerò. Al punto di ritenere che non vali nemmeno lo sforzo di depositare una querela”.

E su quest’ultimo post è arrivata, però, anche una precisazione dello stesso Parodi: “Sia il termine ‘Corleonesi’ che la querela non fanno riferimento ai fatti né alle parole di oggi, ma ad una vicenda che ha visto protagonisti me e il signor Serafino qualche mese fa, quando ho subito un’aggressione verbale e fisica da parte sua alla presenza di testimoni”.

Forse la querela non scatterà sul serio, ma gli strascichi di questa vicenda difficilmente saranno “insabbiati”, in attesa dell’intervento (ormai quasi certo) di Arpal.

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