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Scuola, Pd e Rete a Sinistra: “In Liguria orario ridotto, mense sospese e mancanza di insegnanti di sostegno”

La risposta di Ilaria Cavo: "Hanno sbagliato destinatario, la competenza sugli organici è del loro governo, si rivolgano al Miur"

Liguria. “Cosa intende fare l’assessore regionale Ilaria Cavo per risolvere al più presto la carenza di personale scolastico, i tagli al servizio mensa e al tempo pieno di cui sono vittime molte scuole genovesi e liguri?”.

A chiederlo, con un’interpellanza sono i consiglieri regionali del Pd ligure Pippo Rossetti e Giovanni Lunardon e i consiglieri regionali di Rete a Sinistra – Liberamente Liguria Gianni Pastorino e Francesco Battistini.

“Il caso dell’Istituto comprensivo di Sestri Ponente, a Genova, dove le gravi difficoltà e la mancanza di personale hanno portato alla modifica dell’orario scolastico e quindi alla soppressione del tempo pieno per le prime due settimane di scuola – spiegano i quattro esponenti dell’opposizione – è la punta dell’iceberg di un problema che riguarda parecchie scuole liguri”.

“Molti istituti hanno persino rischiano di non aprire perché non solo mancano gli insegnanti (e in particolar modo quelli di sostegno), ma anche il personale Ata, che garantisce il pieno funzionamento della scuola. Una situazione gravissima che, naturalmente, ha forti ripercussioni sulle famiglie, già allo stremo dopo i tre mesi estivi di pausa didattica e che oggi, alla ripresa delle lezioni, devono far fronte a un’altra emergenza: la riduzione dell’orario”.

Rossetti, Lunardon, Pastorino e Battistini ricordano che le soluzioni tampone trovate in alcuni istituti non possono essere la norma. Soprattutto, concludono i consiglieri regionali “occorre trovare una soluzione per i bambini affetti da varie disabilità, che non possono contare sul numero adeguato di insegnanti di sostegno. La Regione deve supportare le famiglie e garantire il diritto allo studio. L’assessore Cavo risolva al più presto questa situazione”.

L’assessore a istruzione e formazione Ilaria Cavo risponde: “Sulla scuola non si scherza e invece Pd e Rete a Sinistra ci stanno purtroppo giocando. Troppo facile e puerile cavarsela con un comunicato stampa contro l’assessore regionale all’Istruzione per sollevare problemi di organico (per il tempo pieno e per gli insegnanti di sostegno). Ma hanno sbagliato destinatario: le competenze degli organici e di tutto il personale della scuola sono del Miur. Le loro rimostranze le mandino al ministero visto che nel vorticoso gioco di poltrone forse si sono dimenticati di essere al governo e di avere i loro referenti a Roma”.

“Si rivolgano al governo e al ministero dell’istruzione – ribadisce l’assessore Cavo – dove, nella spartizione di incarichi, avranno sicuramente referenti pronti ad ascoltarli. Noi abbiamo fatto il nostro, chiedendo al Miur una rapida assegnazione della direzione scolastica congelata, occupandoci di un piano dell’emergenza scuola di ponte Morandi che oggi ha fatto arrivare a scuola, puntuali e accuditi, tutti gli alunni interessati e attuando tutte le misure di diritto allo studio di competenza di Regione Liguria. Da oggi infatti  sono aperti tutti i bandi del diritto allo studio per garantire i sussidi necessari sia per l’acquisto dei libri di testo sia per l’iscrizione e frequenza a scuola e la frequenza di cui beneficeranno complessivamente più di 8 mila famiglie. Non accettiamo lezioni sul diritto allo studio perché lo abbiamo applicato fino in fondo. In questa direzione anche l’impegno per i gli studenti disabili: grazie ad un’azione forte delle Regioni in cui la Liguria ha avuto un ruolo da protagonista, abbiamo ottenuto un aumento delle risorse destinate al nostro territorio per 1 milione di euro per il trasporto, gli operatori dell’assistenza e gli ausili scolastici”.

“Certo, sorge un dubbio: visto che l’opposizione continua a rivolgersi con insistenza al destinatario sbagliato su questioni scolastiche di competenza nazionale – chiosa l’assessore Cavo – dobbiamo forse pensare che siano diventati i più strenui paladini dell’autonomia scolastica e che vogliano portarla in capo alle Regioni?”.

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