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Sanità, tre operatrici per quattro comuni valbormidesi: l’Asl 2 inaugura il servizio di infermiere di famiglia e di comunità

Il progetto innovativo partirà in forma sperimentale in quattro comuni, ossia Bormida, Giusvalla, Murialdo e Piana Crixia

Carcare. Infermiere di famiglia e di comunità anche in Val Bormida: è stato presentato oggi nella sede carcarese dell’Asl 2 il progetto innovativo che partirà in forma sperimentale in quattro comuni più disagiati dal punto di vista dei servizi e della rete di trasporto, ossia Bormida, Giusvalla, Murialdo e Piana Crixia.

Infermiere Famiglia Comunità Carcare

L’infermiere di famiglia e comunità è una figura professionale innovativa che opera in stretta collaborazione con molteplici professionisti impegnati nel percorso assistenziale, in particolare MMG, operatori del distretto sanitario (infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali, ecc), associazioni di volontariato e medici Specialisti.

Le finalità del progetto, attivato in modalità sperimentale in Asl 2, sono intercettare e, se possibile, prevenire i bisogni di salute dell’utente preso in carico, evitare ricoveri inappropriati, favorire la de-ospedalizzazione, presidiare l’efficacia dei percorsi terapeutico-assistenziali, supportare la famiglia e migliorare la qualità di vita della persona nel suo contesto quotidiano.

Come ha spiegato il direttore socio sanitario Maurizio Modenesi, “oggi si vive più a lungo ma con un periodo di disabilità più dilatato. Ecco perché c’è bisogno di questo servizio per sostenere l’individuo nella malattia cronica, ritardare nell’anziano la non autosufficienza, valutare in modo mirato il piano terapeutico”.

Infermiere Famiglia Comunità Carcare

Tre le operatrici dell’Asl che opereranno sul territorio, ossia Patrizia Zanovello, Nadia Roascio e Flavia Giacosa, coirdinate da Antonella Giribone, che spiegano quanto sia importante “educare i pazienti a nuovi stili di vita a domicilio, in particolare gli over 75 con fragilità socio sanitarie reclutati da segnalazioni di reparti ospedalieri e medici di famiglia”.

Presenti anche numerosi sindaci valbormidesi, tra cui il primo cittadino di Carcare che ha ringraziato l’Asl per questa opportunità gratuita di cui necessitano ormai milioni di italiani, è quello cairese Paolo Lambertini, il quale ha sottolineato quanto sia importante il ruolo delle istituzioni per comprendere i reali bisogni della gente e trasmetterli alle aziende sanitarie.

Infermiere Famiglia Comunità Carcare

“La sanità a km 0 è la risposta migliore per aumentare l’aspettativa di vita”, ha concluso il dottor Locatelli direttore di Alisa, dopo l’intervento del consigliere regionale Paolo Ardenti che ha invitato politici e medici a fare massa critica per superare i limiti del sistema sanitario nazionale.

Il Progetto nel dettaglio

Chi è l’infermiere di famiglia e comunità e quale apporto può offrire
L’infermiere di famiglia e comunità è quel professionista, che dopo aver acquisito competenze specifiche, ha un ruolo sostanziale nella valorizzazione della salute, prevenzione delle malattie, gestione della cronicità e fragilità, svolgendo la sua funzione anche nell’assistenza diretta. Il modello assistenziale “Infermiere di Famiglia e Comunità” rappresenta per l’ambito extra ospedaliero una sfida vincente.

Il sistema è basato su alcuni concetti portanti, tra i quali: la prossimità con la persona e il suo ambito di riferimento sociale; la forte interazione con i medici di medicina generale e tutte le altre figure coinvolgibili nella presa in carico.

Le prestazioni, svolte a livello domiciliare, comprendono: valutazioni mirate dei bisogni, per arginare o prevenire la fragilità; programmazione e attuazione di interventi di cura personalizzati; promozione di interventi educativi al fine di rafforzare l’aderenza terapeutica, l’adesione a stili di vita sani e ai trattamenti di cura.

L’infermiere di famiglia e comunità, in coerenza con il Piano Nazionale Cronicità, cura il monitoraggio dello stato di salute degli assistiti, mediante visite domiciliari, follow up telefonici e telemedicina, presidia le transizioni di cura, momenti critici di dispersione delle informazioni cliniche. Questo nuovo approccio spinge l’organizzazione al superamento dell’attuale sistema delle competenze, strutturato per “silos”, verso un modello orientato all’unitarietà dell’approccio e centrato sulla persona e sulla globalità delle sue necessità di salute.

Modalità di arruolamento
I soggetti sono reclutati mediante segnalazione da parte di:
– Reparti ospedalieri / Reparto di Comunità,
– MMG/operatori che operano nei Servizi Sociali.

Destinatari
Persone con età ≥75 anni che necessitano di:
• prosecuzione dell’assistenza post dimissione,
• accompagnamento alle cure,
• interventi di educazione terapeutica,
• monitoraggio infermieristico.

Un ulteriore sviluppo del progetto prevede l’identificazione dell’utente “potenzialmente fragile” mediante somministrazione della scheda Sunfrail e del questionario SPQ.

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