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Lettere al direttore

Riflessioni sull’utilizzo di un bene di tutti

di Roberto Avogadro

In questi giorni sui giornali e sui siti campeggiano le foto di concessionari di bagni marini sorridenti e di consiglieri delegati al demanio ammiccanti e altrettanto sorridenti. Il loro sorridere e più che giustificato, i concessionari, infatti stanno ottenendo un rinnovo della concessione fino al 2033. Si, avete letto bene 2033, 15 anni di concessione.

Bene, evviva, bravissimi tutti, ma Alassio e gli Alassini che ci guadagnano?

Questa amministrazione, fra l’altro azzoppata, sta mettendo un’ipoteca sul futuro della Città espropriandola per 15 anni di uno dei suoi beni più pregiati, la spiaggia. Quante cose potrebbero succedere da oggi al 2033, quali e quanti cambiamenti, ed Alassio avrà le mani legate nelle sue scelte da questo regalo che l’attuale amministrazione si appresta a fare, e tutto questo nella more di una Direttiva Europea che dice esattamente una cosa opposta.

Evidentemente la categoria dei concessionari ha un ruolo di peso all’interno di questa amministrazione, evidente i voti dei concessionari fanno gola o si va a pagare qualche promessa elettorale pregressa… ed evidentemente la disastrosa stagione 2019 trascorsa non ha insegnato niente ed il Comune continua a delegare ad altri le scelte su un suo bene primario.

Nella sciagurata ipotesi che passi questo rinnovo fino al 2033, quali tutele sono state prese a favore della Comunità, è stato previsto che al termine della concessione nel 2033 le spiagge ritornino tutte al Comune, è stato previsto che fino al 2033 le spiagge in concessione non possano passare di mano e debbano restare in capo all’attuale concessionario che ha ottenuto il rinnovo, escludendo perciò vendite palesi od occulte, è stato previsto un sistema di controllo su questo… ne dubito fortemente anche perché tutto ha il sapore di una pappa fatta in casa in cui l’ultimo interesse è stato quello del bene della comunità.

Ma l’Alassino che Alassio la vede da dietro, anche da dietro al muro di cabine che stagionalmente gli preclude la vista e l’accesso al mare, perché dovrebbe gioire di questa soluzione, quali vantaggi gli porta e soprattutto quali vantaggi porta ad Alassio, congelata in un sistema di gestione degli arenili ormai obsoleto?

Roberto Avogadro

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