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Rapina alla Carige: ecco come la polizia ha trovato i banditi in fuga foto

Decisivo l’occhio vigile di un poliziotto fuori servizio e di un dipendente. Caccia al terzo uomo

Alassio. Un racconto che sembra molto simile alla trama di un film, ricco di dettagli e di colpi di scena degni del miglior thriller. E con un lieto fine, almeno al momento, solo parziale perchè uno dei banditi è ancora in fuga, presumibilmente con buona parte della refurtiva con sé.

Rapina Carige Alassio conf

Potrebbero riassumersi così i fatti avvenuti ieri in via Giuseppe Mazzini ad Alassio, dove è avvenuta una rapina a mano armata ai danni della banca Carige, con conseguente inseguimento e pedinamento da parte degli agenti, che si sono conclusi con la cattura di due dei tre malviventi, un uomo e una donna.

Ma andiamo con ordine. Il colpo è avvenuto intorno alle 13. I banditi sono entrati nella banca, uno munito di maschera di gomma con occhiali e baffi (tuttora ricercato) e un altro con una calza di nylon sul volto e berretto con visiera in testa (Giancarlo Sini, classe 1977, che vive tra Alessandria e Asti), mentre l’ultima, la donna (Jessica Giovane, classe 1990, residente ad Asti, con precedenti per furto), ha atteso fuori i complici.

Una volta dentro, hanno preso uno dei due clienti presenti in quel momento in ostaggio e, in pochi minuti, si sono fatti consegnare il denaro (bottino da 33mila euro) sotto la minaccia della pistola.

Quindi, sono scappati a piedi in direzione ponente, salvo poi salire a bordo di una Renault Clio Bianca. Si sono anche cambiati rapidamente i vestiti per depistare le ricerche (gli abiti usati nella rapina sono stati trovati in parte in un cestino dei rifiuti).

Un dipendente della filiale ha lanciato immediatamente l’allarme ed è uscito poco dopo i rapinatori, fornendo le prime indicazioni per iniziare le ricerche e prendendo parzialmente il numero di targa.

Decisivo è stato anche l’occhio vigile di un poliziotto fuori servizio che, al momento del colpo, si trovava proprio all’esterno della banca e che, insospettito dai tre malviventi, li ha seguiti, riuscendo anche ad identificare il numero di targa della loro vettura.

A quel punto c’è stata la risposta immediata da parte del personale del commissariato di Alassio che, coadiuvato da polizia stradale, Polfer e squadra mobile, si è messo alla ricerca dei malviventi.

L’attività coordinata dal pm Elisa Milocco, anche attraverso le immagini di circa dieci sistemi di videosorveglianza, ha permesso di ritrovare l’autovettura a Laigueglia, in un parcheggio vicino al cimitero. È iniziato un appostamento, durato circa un’ora, al termine del quale Sini e Giovane (da qualche tempo legati in una relazione sentimentale) sono tornati per recuperare la macchina e, a quel punto, sono stati bloccati e portati in commissariato.

Inizialmente hanno negato, dicendo di “essere ad Alassio per una gita al mare”, ma alla fine lui ha ammesso il suo coinvolgimento.

Al momento del fermo, lei, che ha fatto da palo e autista, aveva con sé solo 670 euro, mentre lui circa 250 euro. Il resto è verosimilmente in mano al terzo bandito, che ora è ricercato. Sini e Giovane, entrambi accusati di concorso in rapina aggravata, sono stai condotti in carcere, rispettivamente a Imperia e Genova Pontedecimo.

“Un plauso a tutti i poliziotti intervenuti che, in tempi brevissimi, hanno fatto un ottimo lavoro dando una risposta veloce”, il commento di Rosalba Garello, dirigente della squadra mobile di Savona.

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