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Pirates protagonisti al Beast Camp di Imola. Mvp è Stefano Raffaelli: “Sprona a migliorarsi ancora” foto

I tesserati del team savonese si sono messi in luce: Nadia Rollero eletta Mvp femminile, Selina Pasquero, Matteo Bruno e Matteo Pisano premiati nelle rispettive categorie

Albisola Superiore. La società del presidente Giacchello si sta preparando per il prossimo campionato di Seconda Divisone ad undici giocatori ed i ragazzi e le ragazze del team ligure non si mai fermati, impegnati in varie attività, tra nazionali, raduni e camp.

In uno di questi camp, un appuntamento oramai fisso nel panorama nazionale italiano, ovvero il Beast Camp di Imola, giunto alla sua terza edizione, gli atleti savonesi hanno fatto incetta di premi.

A cominciare dal Mvp 2019 Beast Camp Stefano Raffaelli, mentre Nadia Rollero è stata eletta Mvp categoria femminile, per finire con Selina Pasquero, Matteo Bruno e Matteo Pisano che sono stati tutti premiati nelle varie categoria di appartenenza.

Un ottimo risultato per i Pirates che confermano ancora una volta la qualità della scuola savonese nel football americano.

Abbiamo scambiato due parole con Stefano Raffaelli, safety dei Pirates, che ha conquistato l’Mvp, il premio per il miglior giocatore del camp.

Stefano, una bella soddisfazione.
“Sì, bellissima, e anche, se vogliamo, inaspettata. Essere valutato da coach di altissimo livello ed esperienza, ti sprona a migliorarti ancora”.

Chi erano gli allenatori che facevano parte del camp per il tuo ruolo e reparto?
“Gli allenatori del reparto backfield difensivo erano Davide Donnini (Giants Bolzano, A1) ed Alan Reed degli Ingolstad Dukes (GFL, la Serie A tedesca). Devo ringraziarli per la loro disponibilità e pazienza con tutti i ragazzi e le ragazze partecipanti al camp”.

I giocatori presenti provenivano da varie parti di Italia?
“Sì, ovviamente. C’erano giocatori dal Friuli, dalla Sardegna, dal Lazio, insomma con oltre 130 giocatori diciamo che c’era una buona rappresentanza del football italico. Il livello era alto e confrontarsi con realtà diverse e con scuole diverse è sempre un modo per migliorarsi ed imparare”.

Cosa ti ha portato in più questa esperienza?
“Lavorare nei dettagli, come abbiamo ed ho lavorato con coach Donnini e Reed, è stato impagabile. Sono proprio i dettagli che fanno la differenza. Durante la stagione non si ha molto tempo per lavorarci e ben vengano i camp come il Beast di Imola, perché ci permettono di lavorare con molta più attenzione ed essere più precisi per eliminare gli errori. Mi hanno anche insegnato che il lavoro non finisce mai. Bisogna essere sempre sul pezzo con la visione dei filmati, provare nuovi esercizi, frequentare assiduamente la palestra. Un impegno costante che richiede grande concentrazione e sacrificio”.

Impegno che non affronti da solo…
“Ho la fortuna di avere la mia ragazza Nadia (Rollero, Mvp femminile) al mio fianco. Ci sproniamo a vicenda, ci aiutiamo e tra noi, oltre all’affiatamento, c’è anche una sana competizione. Per ora lei è in vantaggio, essendo stata convocata in Nazionale femminile. Io ci sto lavorando. Oltre a lei, devo ovviamente ringraziare tutti i miei allenatori dei Pirates, che con grande ed infinita pazienza, oltre a farmi crescere umanamente e tecnicamente, sopportano il mio carattere”.

Ringraziamo Stefano e gli rivolgiamo un augurio per il prosieguo della sua attività.

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