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Negozi, spazi per le associazioni, verde pubblico, parcheggi: pronto a partire il nuovo Piano Urbanistico del porto di Finale foto

Gli investimenti stimati ammontano a circa 7,4 milioni di euro

Finale Ligure. Parte l’iter autorizzativo che potrebbe portare, nei primi mesi del 2020, all’approvazione del Piano Urbanistico del porto di Finale Ligure.

Gli investimenti stimati ammontano a circa 7,4 milioni di euro e porteranno alla realizzazione di nuovi volumi (in diminuzione rispetto al precedente piano approvato nel 2004) con destinazioni varie, servizi portuali, spazi associativi, pubblici esercizi (bar-ristorante), spazi per la capitaneria di porto, autorimessa, zone tecniche; e poi spazi e percorsi pedonali, verde pubblico, viabilità, sistemazione manto stradale, impianto di illuminazione, parcheggi coperti e scoperti (circa 250 da progetto).

“Un traguardo raggiunto che rappresenta allo stesso tempo un importante inizio – dice il sindaco Ugo Frascherelli – La progettazione, avviata alla fine degli anni ’90 dallo Studio Gallarati di Genova, giunge oggi al suo termine dopo un complicato percorso urbanistico. All’inizio del mio precedente mandato (2014) ci siamo trovati con un piano scaduto, iniziato a lotti nel 2006 ma interrotto per ragioni tecniche e/o politiche sulle quali non voglio soffermarmi perchè parte del passato. La mia amministrazione ha ripreso la variante e su questa abbiamo dedicato anni di ragionamenti, diminuendo i volumi previsti, concentrandoli nella sola parte a ponente dell’area di intervento, ripreso la soluzione dell’ingresso a levante, l’unica possibile in conformità alle norme vigenti, ma sfruttandone l’imponenza con la creazione di volumi tecnici e rimesse utili di certo ai molti artigiani del nostro porto”.

“Grande attenzione viene data all’associazionismo sportivo-sociale, con spazi dedicati a queste importanti realtà del territorio che fanno vivere Capo San Donato durante tutto l’anno e lo fanno conoscere a turisti e residenti. Ci saranno nuove strutture per i molti utenti che per anni hanno sopportato una situazione difficile e non all’altezza di Finale Ligure: servizi igienici, posti auto, bar ristorante, uffici portuali, presidio di capitaneria, aree verdi, percorsi pedonali”.

Dopo il percorso autorizzativo si aprirà la discussione sulla gestione. Qui si inseriscono discorsi sulla Direttiva Bolkestein e sulle concessioni demaniali: “Abbiamo già affrontato il tema negli scorsi mesi con i vertici politici ed amministrativi regionali. Ne riparleremo nel prossimo futuro e valuteremo tutti i possibili percorsi. Se sarà necessaria una gara ad evidenza pubblica o se potrà continuare una gestione diretta/indiretta del Comune (attraverso la sua partecipata) lo si valuterà nelle sedi competenti. Per ora seguiamo con attenzione questa delicata fase progettuale ed autorizzativa. Nei prossimi mesi faremo nuove riunioni pubbliche dove sarà ancora possibile trarre importanti spunti, come fatto di recente in più occasioni al porto. Ne abbiamo discusso in seno alla maggioranza, alla consulta del territorio ed ambiente e più volte confrontati con Sovrintendenza e Regione. Una fase partecipativa che di certo arricchirà il futuro del nostro porto. Infatti dopo la fase autorizzativa si aprirà una discussione legata ad un piano economico-finanziario in grado di garantire i lavori previsti dal piano, con un orizzonte temporale di concessione tutto da costruire con gli Enti sovracomunali competenti”.

Il vice sindaco Andrea Guzzi aggiunge: “Nelle prossime settimane saremo operativi con il mercato del pesce. Si inizierà a concretizzare il progetto che ottenuto circa 150 mila euro di fondi europei. Un piccolo-grande tassello per il nostro porto. Soprattutto se visto in questo disegno più ampio di riqualificazione complessiva derivante dalla futura approvazione del Piano Urbanistico portuale. Ma non dimentichiamo le importanti opere marittime, in parte già finanziate quest’anno con circa 450 mila euro, con la modifica del molo di sopraflutto, rafforzato ed adeguato alle correnti marine, in modo che si possano ridurre/eliminare la risacca interna allo specchio acqueo e quindi rendere piu sicuro l’interno portuale. Oltre a questo necessari altri investimenti, per ulteriori 2,5 milioni di euro , che terminerebbero la sistemazione di moli e diga foranea. Per questi 3 milioni di investimenti su opere a mare speriamo in un intervento regionale come da richieste su fondi 2020-2021, collegati agli eventi meteo marini di fine 2018”.

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